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Sicilia| Phil Hogan a Catania: «Misure ad hoc per l’ortofrutta siciliana»

20 Settembre 2016 | by Silvio Breci
Sicilia| Phil Hogan a Catania: «Misure ad hoc per l’ortofrutta siciliana»
Attualità
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Il commissario europeo a un convegno sulle politiche per lo sviluppo dell’agricoltura mediterranea. Accordo Sudafrica-Ue, La Via: «Decisioni che mettono in ginocchio gli agricoltori». Entro novembre una valutazione di impatto. Chiesti «interventi non più rinviabili», ovvero lo sblocco di misure di investimento e la tutela delle produzioni locali.

img_5500ghPhil Hogan: misure ad hoc per l’ortofrutta siciliana. Le ha annunciate il commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan, intervenendo ieri a Catania a un convegno su “Le politiche europee per lo sviluppo dell’agricoltura mediterranea” promosso dall’europarlamentare Giovanni La Via, presidente della commissione ambiente, sicurezza alimentare e sanità pubblica. Hogan ha rilanciato le promesse fatte già a luglio: «Cinquecento milioni di euro, di cui ventuno per il latte, e misure ad hoc per l’ortofrutta siciliana a partire da gennaio 2017».

Gli accordi bilaterali. Ma a bruciare di più è la questione degli accordi bilaterali che finiscono col penalizzare irreparabilmente le produzioni agricole siciliane. Il convegno, infatti, segue di qualche giorno la decisione dell’Europarlamento (417 voti favorevoli, 216 contrari e 66 astenuti) di modificare l’accordo di partenariato economico tra Sudafrica e Unione Europea, estendendo fino al 30 novembre il periodo inizialmente compreso tra l’1 luglio e il 16 ottobre entro il quale sono previsti dazi a tariffazione agevolata e una loro graduale riduzione dell’1.8 per cento l’anno fino alla totale esenzione entro il 2025. Proprio in relazione al tema degli accordi bilaterali, Hogan ha riferito di aver chiesto che si faccia «una valutazione di impatto, sia per gli aspetti negativi che per quelli positivi, da pubblicare entro novembre».

img_5481Quadro a tinte fosche. Risposte che arrivano dopo il quadro a tinte fosche dipinto da La Via, che ha parlato di «decisioni che mettono in ginocchio gli agricoltori» e ha chiesto «interventi non più rinviabili», ovvero lo sblocco di misure di investimento e la tutela delle produzioni locali. «Per questo – ha spiegato – abbiamo bisogno del supporto dell’Europa». Non solo sostegno di tipo economico, però. Presente al convegno insieme alla vicepresidente del parlamento europeo Mairead McGuinness e al sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione, il commissario ha, infatti, sottolineato da un lato la necessità del «coinvolgimento degli agricoltori nella filiera alimentare» e dall’altro «un rinnovamento generazionale».

I controlli fitosanitari. A tenere banco anche il tema dei controlli fitosanitari. Le importazioni di produzioni infette – si pensi al virus della tristeza o del citrus greening – rappresentano un grave danno economico, nell’ordine di milioni di euro, poiché comportano l’estirpazione e il reimpianto di migliaia di ettari. La Via lo ha ribadito senza mezze parole: «Chiediamo che ci sia reciprocità negli accordi bilaterali, pretendiamo parità di trattamento». Il riferimento è anche, ovviamente, al prolungamento dell’esportazione di arance dal Sudafrica, che ha come “effetto collaterale” quello della sovrapposizione alla produzione, mediterranea e siciliana in particolare, di arance bionde.

300x250 2loop 4k VideoRevolution progressivoLa vicepresidente del parlamento europeo Mairead McGuinness. Della stessa opinione la vicepresidente McGuinness, che si è detta convinta della necessità di «controlli sui prezzi lungo la filiera e un trattamento equo», questioni sulle quali «il parlamento europeo ha un ruolo fondamentale». La Via ha citato il caso delle arance e del pomodoro ciliegino, che dai 10 centesimi alla produzione arriva a costare, nell’ultimo anello della filiera, ben 4 euro. «I tempi – ha detto – sono maturi per un’azione legislativa che ponga fine a una prassi assurda».

Le “finte” spremute di arancia rossa. Infine, a proposito di paradossi, La Via han chiesto che la spremuta di arancia rossa sia fatta davvero con l’arancia rossa. «Oggi – ha spiegato l’eurodeputato – la regolamentazione rende tecnicamente possibile spremere arance bionde e colorarle con le cocciniglie, insetti essiccati. Bisogna cambiare le regole». Secondo il commissario europeo, che si è impegnato a seguire da vicino la situazione dell’agricoltura italiana e siciliana, “flessibilità è la parola chiave: «Flessibilità delle politiche da adattare alle esigenze del territorio».

© Riproduzione riservata

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