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Siracusa| 2 giugno, la Repubblica. Una festa ancora sentita

Siracusa| 2 giugno, la Repubblica. Una festa ancora sentita
Cronaca
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Stamattina in Piazza Duomo la festa della Repubblica, presenti il Prefetto Castaldo e il comandante marittino Sicilia il contrammiraglio Nicola De Felice ed iI sindaco Giancarlo Garozzo :”Riscopriamo tutti un nuovo senso civico”.

Si è celebrata stamanattina la 72° Festa della Repubblica ma con un animo diverso. Ciò che impensierisce in questi giorni a Roma non esclude di certo la Sicilia, da poco con un nuovo governatore e da qui a dieci giorni con nuove amministrazioni in diversi comuni e capoluoghi di provincia. Siracusa ha ascoltato con particolare attenzione stamane le parole del Prefetto Castaldo e del sindaco Garozzo, alla sua ultima festa del due giugno prima di lasciare la fascia al suo successore del 10 giugno.

Celebrazione in piena regola in Piazza Duomo, ospitalità del Vescovo Salvatore Pappalardo nell’accogliere le rappresentanze civili e militari per questo evento di grande emozione. Presenti anche i giovani, gruppi di studenti del 12° Istituto Comprensivo, del Capuana di Avola il cui coro si è esibito insieme all’Orchestra del Liceo Classico Gargallo di Siracusa. Ospite d’eccezione l’attore Sebastiano Lo Monaco, in questi giorni impegnato al teatro greco nel ruolo di Teseo, il quale ha recitato un breve stralcio di Edipo a Colono di Kokkos, e un testo del padre costituente Piero Calamandrei. 

La Repubblica fu scelta dal voto degli italiani del 1946 a suffraggio universale, scelta che venne rafforzata – come ha ricordato il prefetto Castaldo – dalla carta costituzionale che risulta ancora oggi principio fondante della nostra societa. Poi il ringraziamento a tutte le forze dell’ordine, impegnate nel contrasto delle attività criminali e della tensione terroristica. “Siamo consapevoli che non possiamo abbassare la guardia  – ha detto il Prefetto – ma siamo certi di poter contare sulla incondizionata disponibilità di tutti”.

E da Castaldo è arrivata anche la solidarietà a quanti non hanno un posto di lavoro o lo hanno perduto. E vicinanza ai giovani: “Bisogna restituire loro i sogni e la fiducia”. Ricordate sfide e successi: come il contrasto al lavoro nero e al capolarato, e la gestione nelle mediazioni nelle molteplici vertenze di lavoro coi sindacati. E ancora Patto per la Sicurezza, videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte al rischio criminale, la lotta al femminicidio, alle infiltrazioni mafiose nei vari comparti della società che mostra spesso cedimenti sul piano dell’etica e della legalità.

A seguire, la consegna delle medaglie d’oro alla memoria di Antonino Grande, deportato in un lager nazista in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre e liberato due anni dopo e le onoreficenze dell’ordine al merito della Repubblica Italiana concesse dal Presidente della Repubblica a sei concittadini che si sono distinti in vari campi del sociale rappresentando la forza e il coraggio del Paese.

Particolarmente attenzione è stato riposto anche all’intervento del sindaco Garozzo: «Oggi celebriamo la nascita della Repubblica Italiana, un anniversario che coincide con il settantesimo anniversario della nostra Costituzione. Il 2 giugno del 1946 (…) non fu chiesto solo di esprimersi con referendum tra Monarchia e Repubblica, ma anche di eleggere i propri rappresentanti all’Assemblea incaricata di dare una nuova costituzione democratica al Paese. (…)

 «Non è un caso se la nostra Carta resiste al trascorre del tempo e conserva intatta la sua forza. Avviene perché i nostri padri costituenti, pur appartenendo a famiglie politiche e culturali profondamente diverse tra loro, diedero vita a un confronto ricco e serrato riuscendo, però, a cogliere le sensibilità comuni a tutta la Nazione. (…)

«Vorremmo che questo metodo fosse da esempio ancora oggi, oggi che il Paese è attraversato dall’incertezza e dalle tensioni sociali alle quali è difficile dare risposte capaci di soddisfare tutti. È in questi momenti che le forze politiche e i loro leader devono dimostrare di essere all’altezza del ruolo e di privilegiare l’interesse generale su quelli di parte. La Politica, finita al campagna elettorale, non è un eterno regolamento di conti tra opposte tifoserie ma è il luogo privilegiato del confronto e delle ricerca di soluzioni condivise in favore dei cittadini. La Politica non alimenta le contrapposizioni ma le smorza e le compone. (…)

«In questi settant’anni non sono mancati tensioni, confronti anche aspri tra le forze contrapposte, non è mancata la minaccia terroristica di destra e di sinistra, il riemergere delle tentazioni autoritarie, la pressione criminale delle mafie. Non sono mancati i morti, il sacrificio di servitori dello Stato, di pezzi di società civile, di giornalisti e persino di uomini di chiesa come nel caso di padre Pino Puglisi e di don Peppino Diana. Ma queste sfide sono state superate senza indietreggiare rispetto all’obbiettivo perseguito e all’interesse generale, sempre nel quadro delle istituzioni repubblicane, sempre andando a ricercare le ragioni dell’Unità e dei princìpi condivisi.

«In questa scia di servitori dello Stato che hanno scelto di stare dalla parte della democrazia c’è anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un figlio della nostra terra segnato dalla morte per mano mafiosa del fratello Piersanti. Non è questa la sede per approfondire e commentare la fase che sta attraversando il nostro Paese, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti che il Capo dello Stato abbia svolto e stia svolgendo appieno il suo ruolo di garante della  Costituzione e di difensore delle prerogative della sua funzione contro le torsioni e le forzature tentate dalla Politica. (…)

«L’Italia, che si sta appena lasciando alle spalle la crisi scoppiata dieci anni fa, non ha bisogno di salti nel buio; le famiglie non hanno bisogno di incertezze e credo che il presidente Mattarella si sia mosso nel loro interesse e nell’interesse nazionale. «Facciamo in modo che la celebrazione di oggi divenga un’occasione per rinsaldare il patto tra cittadini ed istituzioni, infondendo nuova linfa nella vita della nostra Repubblica. Facciamolo con lo sguardo rivolto a chi oggi si trova in difficoltà o è senza lavoro; facciamolo nell’interesse dei giovani, il cui entusiasmo e la cui voglia di fare sono carburante per una Nazione che vuole essere al passo con la modernità e con il progresso in tutti i settori, pubblici e privati. (…)

«Sul piano interno ed internazionale non mancano tensioni. Per affrontarle e superarle abbiamo bisogno di riscoprire un rinnovato senso civico che ci consenta una comunione di pensieri e di obiettivi, dobbiamo ricostruire un sentimento di amor patrio che ci faccia impegnare in uno sforzo comune per rilanciare il Paese in un quadro internazionale. Vogliamo guardare con speranza all’avvenire dell’Italia, protagonista di una politica di pace e di giustizia in un’Europa libera, unita, democratica, solidale, consapevole delle proprie enormi potenzialità e portatrice di valori universali».

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