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Siracusa|Raiti, ok per l’azzeramento

Siracusa|Raiti, ok per l’azzeramento
Politica
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Il componente del direttivo PD d’accordo con Lo Giudice: “La vicenda non ci riguarda, mai coinvolti dall’amministrazione”

“Ha fatto bene il segretario provinciale del PD di Siracusa Alessio Lo Giudice a chiedere al Sindaco Garozzo l’azzeramento della Giunta comunale ed al Segretario Regionale Fausto Raciti di presenziare alla prossima riunione della direzione provinciale del Partito”. Cosi Turi Raiti, componente del direttivo provinciale del PD nella sua lunga nota in seguito agli avvisi di garanzia di Cafeo e Foti relativi agli asili nido. Di seguito la nota di Raiti: ” Le due richieste hanno una grande valenza politica in riferimento agli avvenimenti giudiziari, peraltro tutti da dimostrare, che in questi giorni stanno riportando la provincia agli onori della cronaca giudiziaria nazionale dopo quella, di qualche tempo fa, di gettonopoli. Se, inoltre, ci soffermiamo sia sugli avvisi di garanzia già notificati a diversi esponenti politici e dipendenti ma anche sulle dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Siracusa Francesco Paolo Giordano il quale dice:” questa è solo la prima parte di un’indagine con più filoni ancora più gravi e rilevanti”, dobbiamo ammettere quello che oggi tanti quotidiani nazionali e regionali scrivono e cioè che il municipio di Siracusa è il più “inquisito” d’Italia. Di fronte a questo scenario non credo abbia grande rilevanza sapere se Garozzo o Faraone proposero a Crocetta di nominare Cafeo assessore regionale (peraltro non ci sarebbe stato nulla di strano in quanto in quel momento Cafeo non era stato sottoposto a nessuna indagine giudiziaria ed aveva un curriculum di tutto rispetto in quanto ex segretario del PD provinciale, laureato e primo dei non eletti nelle elezioni regionali) in quanto tutto si deve contestualizzare. Così come può essere importante sapere che dietro l’attività della magistratura siano state fatte delle denunce precise da parte della Consigliera comunale Simona Princiotta. La cosa che però diventa decisiva, in questa fase politica, è quella di cercare di salvare il Partito Democratico, in modo particolare della città di Siracusa, e l’esperienza amministrativa. Come componenti della sinistra riformista  potevamo dire che  quello che sta succedendo e anche quello che potrebbe accadere, per come dice il Procuratore,   sono vicende che non ci riguardano e non ci appartengono  in quanto non siamo coinvolti nella attività amministrativa della città di Siracusa   e che il nostro allora assessore, oggi segretario provinciale, venne cacciato dal Sindaco Garozzo dopo che Zappulla e la consigliera Princiotta avevano denunciato in una conferenza stampa l’affaire  sulla vicenda degli asili nido perché colpevole di non aver difeso  il Sindaco. Non vogliamo, inoltre, far pesare che in tutti gli incontri fatti (ultimo quello del 4 giugno) il Sindaco ci ha sempre detto che tuttoandava bene e che dovevamo essere orgogliosi dell’attività che veniva svolta dal Sindaco e dalla Amministrazione comunale. Ma noi, che ci facciamo guidare dalla politica e che apprezziamo il lavoro che viene fatto dalla Magistratura, abbiamo la consapevolezza, però, assieme a tanti altri, che per questo tipo di vicende, come quelle che stiamo attraversando, la responsabilità, da parte dell’opinione pubblica, non viene assegnata ad una componente rispetto ad un’altra componente perché queste distinzioni appartengono alla stretta cerchia politica. La gente comune vede che il Partito democratico è coinvolto in cose poco chiare e ed è lo stesso partito che ne potrebbe pagare le conseguenze e con esso un intero gruppo dirigente. Il compito di una classe politica accorta ed avveduta è quello di evitare la salvaguardia o l’esaltazione della propria parte correntizia mentre deve mettere al centro del dibattito la questione   Politica. L’intervento di Alessio Lo Giudice va in questa direzione e lo stesso segretario, che avrebbe tutte le carte in regola per far valere le proprie ragioni anche per ottenere una piccola soddisfazione personale, si mette alla testa di una impostazione politica che può avviare un percorso finalizzato alla salvaguardia del Partito e di quelli che, come gruppo dirigente, vogliono lavorare per non sottrarsi alle proprie responsabilità. In momenti come questi i veri dirigenti stanno in trincea e combattono le battaglie per il bene comune e per salvaguardare la Ditta come ama dire Bersani”.

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