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Siracusa| 54° Festival, la stagione più lunga dell’INDA

Siracusa| 54° Festival, la stagione più lunga dell’INDA
Spettacolo
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Ultima volta da presidente Inda, per Giancarlo Garozzo, “presidente transitorio”, cosi lui si è definito. Elementi nuovi per il 54° Festival (non più ciclo): stagione più lunga della storia, replica de “Le Rane” con Ficarra e Picone; e per la prima volta “I Cavalieri”. Piccione: “Siracusa sempre protagonista nella gestione Inda. Oggi più che mai con il nuovo Cda, Giliberti e Giansiracusa”.

Stagione Inda 2017: esperimento riuscito. 140 mila spettatori, bilancio in attivo. Quest’anno si prova a bissare il successo. Sei produzioni tutte Inda, e nomi altisonanti: Emma Dante per Eracle, Yannis Kokkos “Edipo a Colono”, e “I Cavalieri” di Giampiero Solari. Ad arricchire il cartellone, altri eventi di prestigio e per media partner la Rai. Il consigliere delegato Pierfrancesco Pinelli sfoggia i gioielli Inda: “Una nuova sartoria, tra le più belle d’Italia, un nuovo allestimento della cavea nel rispetto del monumento. Ed una grande voglia di innovare. L’Inda si mette in gioco e rischia le sue risorse (il 75% degli investimenti nasce dalla nostra attività, il resto sono contributi). L’anno scorso abbiamo rischiato, è andata bene: 43 giorni, quest’anno 66. Poi partiremo in tournèe e torneremo a casa il 18 settembre, dopo Segesta, Epidauro e Verona”.

da sx; enna dante, andò, garozzo, pinelli, kokkos

Roberto Andò, da due anni è il direttore artistico Inda. “Ho scoperto un team che non conoscevo e capacità da impresa di spettacolo tra le più importanti in Sicilia. Doveroso ringraziare Vanessa Mascitelli, motore unico di questa attività. Perchè non più Ciclo? Per dare concretezza all’idea della nostra produzione. Festival vuol dire fare il punto della situazione sulle discipline e le avanguardie. Siracusa ha un primato, lo fa da sempre col mondo classico”.

Emma Dante e Yannis Kokkos, insieme a Giampiero Solari (oggi assente all’incontro con la stampa) saranno i registi di questa 54 edizione, registi diversi tra loro ma che corrispondono ad un unico gusto creativo “alto”. Dante è la regista italiana più amata all’estero: riesce a padroneggiare, sfidare quello che avviene sulla scena. E in Eracle si riconosce la sua cifra: la tragedia del potente depresso, ridotto quasi a non poter parlare. Uno spettacolo al femminile che ha una sua intelligenza e una ragione d’essere.

Edipo a Colono, testo difficile, meditativo, postumo. Andò incontra per la prima volta Kokkos a Gibellina, lo scorso anno, e ne rimane letteralmente folgorato. “Yannis domava 400 persone col suo tatto gentile, la sua riflessione a voce alta. Fa lirica, scenografia, costruisce i suoi spettacoli attorno agli spazi. Se per la prima volta Inda doveva aprire allo straniero, il cosmopolita Kokkos era l’ideale”. Protagonisti saranno Massimo De Francovich, Sebatiano Lo Monaco, Stefano Santospago.

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I Cavalieri. Testo straordinari suggerito dal filologo Luciano Canfora, e mai andato in scena. Uno dei primi testi politici che siano mai stati scritti sul tema del populismo e dove la comicità è difficile da ritrovare. Ma non per Giampiero Solari. L’anno scorso Giorgio Barberio Corsetti riuscì nell’intento insieme alla premiata ditta Ficarra&Picone che torneranno anche adesso. Da Solari sono passati tutti i comici italiani. Quest’anno all’opera ci saranno Pannofino, Catania, Gigio Alberti ed il musicista augustano Roy Paci. Ed un Giovanni Esposito reduce dall’ultimo film di Sorrentino nei panni di Iapicella.

Non mancano i camei del Festival. Andrea Camilleri ha risposto scrivendo un testo ispirato a “Tiresia”e sarà al teatro greco per rileggere il suo destino di persona che non vede (Camilleri ha perso la vista) rientrando nelle grandi prerogative della letteratura anticipando le cose che avverranno, con citazioni di Ezra Pound ed Elliot (“la terra desolata”). La regia è dello stesso Roberto Andò per una festa in cui l’attore Camilleri “si mette a giocare” come fa un cantastorie, per rilegge il mondo classico in maniera diversa”.  L’Inda, la filosofia e la letteratura tra mito e modernità con Cacciari, Canfora e Baricco che, nelle sue vesti  stavolta attoriali, parlerà di Tucidide.

Emma Dante, la regista di “Eracle”, ammette che lavorare al Teatro greco di Siracusa non è stata impresa facile: “E’ un luogo che non ci appartiene, anomalo, dovendoti misurare con delle cose che non sono più alla portata. Ho avuto la fortuna di lavorare con una compagnia straordinaria che ringrazio; sarte, attrezzisti, tutti mi hanno stimolato alla ricerca. Del resto, il teatro per me è sempre stato come un tavolo chirurgico, su cui operare a luce forte, dove tutto è visibile e sopra il quale esiste un giudizio divino. Abbiamo lavorato con grandissima umiltà. Impossibile imporre la propria idea registica in un teatro greco che ti fagocita, ti distrugge. Allora, non resta che dialogare con esso”.

Il regista greco Yannis Kokkos impersonifica il legame tra antico e moderno. “Questo luogo e questa idea di Festival sono una volontà di legare i fatti antichi alla contemporaneità. Edipo a Colono è un eroe, un salvatore della patria che però viene accusato di crimini odiosi commessi involontariamente. Colpevole e non colpevole allo stesso momento: questa la chiave della tragedia in generale. Edipo attraversa tutte le frontiere materiali e spirituali, per arrivare in un luogo di serenità”. Una tragedia ispirata al tema del rispetto dell’altro e che racconta il rapporto tra la città democratica di Atene e la barbara Tebe.

Per fare questo link coi tempi moderni, ci  pensano attori e coro, generazioni diverse, “uomini e donne coi piedi per terra e testa alle stelle – dice Kokkos naturalizzatosi in Francia da anni – Non si trovano facilmente attori così. Il nostro spettacolo è moderno e anziano allo stesso tempo e crea suggestione  ascoltare la parola di Sofocle immersa in una dimensione poetica, spirituale”. Scene e costumi seguono un clichè moderno.

4 giugno largo ai giovani dell’Accademia del Dramma Antico. Non un saggio di fine anno, molto di più. Uno spettacolo musicale con la partecipazione di Vincenzo Pirrotta. Altri due appuntamenti: il 12 per la prima volta la presentazione del libro “giustizia e mito” di Luciano Violante e Marta Cartabia, a cura di Roberto Andò e Margherita Rubino. In prima nazionale a Siracusa, il 7 giugno, processo a Eracle, con il tribunale composto da Giovanni Canzio, Giuseppe Fanfani (difesa) e Antonio Di Pietro (pubblica accusa).

Altro fiore all’occhiello dell’Inda, a proposito di internazionalità: il Festival del Teatro Classico dei Giovani che si tiene all’Akray di Palazzolo, con 103 scuole e 1500 studenti provenienti da ogni parte del mondo (13 arrivano dall’estero). Si inizia il 10 maggio. (rosa tomarchio). (foto di carlo nicastro e franca centaro)

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