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Siracusa| A quando il risanamento ambientale?

26 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| A quando il risanamento ambientale?
Sindacale
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Appello di Cgil, Cisl, Uil: “Stato e Regione diano corso al procedimento. Il mancato avvio delle bonifiche è legato alla disponibilità delle risorse economiche o alla mancanza di interesse preciso alla loro attuazione e all’ottenimento di una sostenibilità ambientale dei siti inquinati?”.

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Per i segretari provinciali Cgil, Cisl e Uil, Alosi, Sanzaro e Munafò è stata una sorpresa apprendere dagli organi di stampa locali che le risorse necessarie per gli interventi di bonifica ambientale per il Sito di Interesse Nazionale di Siracusa, Priolo, Augusta e Melilli siano assegnate e disponibili. Con tanto di dichiarazione confermativa dell’Assessore Regionale al ramo.” E ci sarebbe pure da crederci, se non ci trovassimo in un territorio nel quale le risorse appaiono, spariscono, ricompaiono e poi, ancora una volta, carsicamente, si immergono in profondità e, qualche volta, spariscono del tutto. -riferiscono i tre sindacalisti – Ma poiché la questione è molto seria occorre fare qualche precisazione.

qds-300x250bisL’Accordo di programma sul risanamento ambientale del sito in questione risale al 2008 e fu firmata dall’allora Ministro dell’ambiente Prestigiacomo. In quella sede venne individuata nella cifra complessiva di 780 milioni di euro le risorse necessarie, distribuite fra Stato, Regione e grandi committenti per procedere alle operazioni di bonifica rese ormai indispensabili. Da allora ad oggi, al di là di piccolissime opere di sbarramento, peraltro già previste da altri provvedimenti, nessuna opera di risanamento seria, costruttiva, programmatica è mai stata messa in atto in quell’area. Nonostante da anni, i sindacati tutti, le popolazioni interessate e le istituzioni ne abbiano reclamato con forza l’attuazione anche mediante  iniziative di mobilitazione e di sensibilizzazione.

La domanda è: il mancato avvio delle bonifiche è legato alla disponibilità delle risorse economiche o alla mancanza di interesse preciso alla loro attuazione e all’ottenimento di una sostenibilità ambientale dei siti inquinati? e ancora: decidere di investire nel recupero del nostro territorio inquinato sarebbe il primo passo verso la crescita sostenibile e la rinascita economica anche attraverso la capacità di esercitare una rinnovata attrazione di investimenti? Il risanamento ambientale servirebbe a ricostruire un riallineamento fra industria e territorio oggi profondamente messo in crisi e privo ormai della necessaria fiducia reciproca?

Questa incredibile vicenda deve costringere tutti i soggetti interessati ad attivare una verifica stringente tra Ministero dell’Ambiente e Regione Siciliana per comprendere dove si annidano le responsabilità politiche, tecniche e per svelare le vere intenzioni riguardanti le bonifiche del nostro sito. Se non decollerà il settore delle bonifiche, anche come opportunità di occupazione, non riusciremo a riconvertire il sistema produttivo. Il Governo e il Parlamento devono intervenire concretamente sul processo di risanamento ambientale, risolvendo una volta per tutte il problema delle risorse, e il mondo industriale faccia la sua parte mettendo in campo azioni concrete, creando quell’auspicabile equilibrio tra ambiente salute e lavoro che può aprire una prospettiva concreta di lavoro e di sviluppo. Serve una politica che responsabilmente si appassioni e svolga la missione del bene comune nel rispetto delle comunità, che sappia orientare il progresso nel rispetto delle risorse naturali e che in primo luogo rispetti l’impegno preso con i cittadini: fare la bonifica”. (foto archivio storico)

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