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Siracusa | Adsp, Confcommercio: “Alla guida dell’Ente serve un fuori classe”

17 Gennaio 2022 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Adsp, Confcommercio: “Alla guida dell’Ente serve un fuori classe”
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“Le economie dei porti sono un volano fondamentale per l’economia delle Città” e sulla questione interviene il presidente delle attività portuali Francesco Diana.  

“In tutti i sistemi economici i porti sono sempre stati strumenti fondamentali per la crescita economica e sociale delle città e dei Paesi. La gestione dei porti esercita un ruolo fondamentale nei trasporti integrati, nella organizzazione del water front e in tutto ciò che afferisce al sistema mare, inclusi i quartieri che si affacciano sui porti. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale (Adsp) è una figura strategica per l’organizzazione e la gestione di tutta la politica del mare poiché anche da esso dipende la crescita dell’intera  Regione”. Prende una posizione chiara e netta il presidente provinciale delle attività portuali di Confcommercio, Francesco Diana, perché la Sicilia, specie quella orientale, ha bisogno di interventi programmatici per la pianificazione dei cantieri.

“Auspichiamo che il Ministero attinga alle migliori menti che abbiano ricoperto ruoli simili o superiori, per la scelta del presidente dell’Adsp, poiché l’affidamento degli incarichi non debba essere un modo come riempire delle caselline, piuttosto come migliorare l’economia martoriata del nostro Sud. La sezione delle Attività Portuali di Confcommercio, costituita dal 2015, desidera esprimere il proprio pensiero sulla vicenda della nomina del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. “Non occorre limitarsi – secondo Diana – al caso contingente, ossia, alla ricerca del profilo ideale del successore di Andrea Annunziata, ultimo presidente, ma bisogna delineare i limiti dell’attuale quadro normativo, che poi sono alla base dell’insoddisfazione dei Comuni e della Regione che in qualche modo hanno posto veti sui nomi proposti negli ultimi mesi”.

“La riforma del sistema portuale, risale al 1994, con la famosa legge 84/94, che di fatto riordinava i porti e attribuiva ad un nuovo ente la gestione portuale degli approdi principali, tale ente era denominato Autorità Portuale. Le maggiori criticità riscontrate dall’attuazione di questa legge erano legate al corposo comitato portuale, con rappresentanti dei comuni, delle categorie, della Regione, degli agenti marittimi, degli armatori e così via. “La vecchia Autorità Portuale – spiega il presidente Diana – veniva considerata troppo numerosa, ma sicuramente rappresentava al meglio le forze produttive del porto. Inoltre, il quadro burocratico che legava ogni scelta a barocchi procedimenti, rappresentava ul vulnus delle neo create Autorità Portuali. Di, contro, nella normativa originaria, il presidente, veniva nominato dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione, attingendo da una terna espressa dai Comuni, dalla Camera di Commercio e dalla Regione, dunque il territorio era fortemente coinvolto nella scelta del vertice”.

“Nel 2016, il Governo Renzi, con la Riforma Delrio, con una spinta accentratrice,  pose fine al comitato Portuale, sostituendolo con un Comitato di Gestione, composto dai rappresentanti del Comune, della Regione, della Capitaneria di Porto, nel caso dell’Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Orientale, con un colpo di spugna furono cancellati, inspiegabilmente, i rappresentanti del Comune di Melilli e di Priolo, che pure ospitano una gran Parte del Porto di Augusta. La riforma voluta dall’allora Ministro Graziano Delrio non incise purtroppo sulla burocrazia assillante, e, non incontrò, grandi opposizioni tra gli operatori marittimi e le varie associazioni di categoria. “Oggi, purtroppo – afferma il numero uno dei portuali di Confcommercio -, i nodi vengono al pettine, il potere attribuito al comitato di gestione ed al Presidente, non condiviso con i territori e le forze economiche del porto, risulta   autoreferenziale, iper burocratizzato e soprattutto questa governance non ha ottenuto la qualifica di ente economico, ingenerando così un indiretto immobilismo per non esporre a rischi il management”.

Secondo il presidente Diana, questo paradosso è stato plasticamente rappresentato, da uno dei migliori Presidenti di Autorità di Sistema attualmente in Carica, Pasqualino Monti. Il quale, pur avendo sbloccato fondi e programmato interventi per oltre 830 milioni di Euro, nei porti di Palermo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle,  ha sempre affermato che è necessaria una riforma della burocrazia e della giustizia, poiché il colossale sforzo fatto per mettere già in cantiere 340 milioni degli 830 previsti, è stato titanico ed il nemico numero uno è stata la burocrazia. “Ritengo sia giunto il momento – conclude Diana – di mettere alla guida dell’Autorità di sistema del Mare di Sicilia Orientale un fuori classe, una persona onesta, preparata e pronta ad affrontare le pastoie burocratiche, non trincerandosi dietro di esse, ma cercando, piuttosto, la via per superarle. E’ l’ora dei manager capaci di assumere rischi e portare risultati all’intera comunità, nonostante questa legge implichi dei rischi nell’ambito della gestione. Diversamente, se l’uomo scelto, non avrà la caratura giusta, avrà nella burocrazia la sua migliore alleata, perché potrà sempre dire che le cose non si fanno per l’eccesso di burocrazia”.

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