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Siracusa| Aggressione Augusta, si indigna l’associazionismo

22 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Aggressione Augusta, si indigna l’associazionismo
Attualità
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Si scatena il web ma sono dure anche le reazioni delle associazioni che si soffermano sulla gravità dell’accaduto ma, allo stesso tempo, fanno i dovuti distinguo. Arcigay e Stonewall: “Anche se non si tratta di omofobia, attenzione, può far male a tutti”. 

Un chiarimento su tutti sulla vicenda sempre più delicata quanta ingarbugliata di Augusta, arriva da Arcy Gay di Siracusa. Il presidente Armando Caravini ritiene “non fosse necessario ma che invece purtroppo lo è, questo chiarimento, per ragioni che non stiamo qui a definire volendoci estraniare a talune logiche abbastanza “povere”.

Caravini afferma che sia “serio e corretto raccontare la storia non sulla base dei “pare” o “sembra” ma solo sulla constatazione reale dei fatti sui quali ancora non disponiamo di elementi validi che solo l’autorità inquirente potrà fornire. Ciò sia in ossequio alla buona pratica deontologica di fornire elementi reali e non presunti, sia per evitare, come bene ha sottolineato Maria Vittoria Zaccagnini, il pericolo di gridare al lupo quando questo non c’è e risultare impreparati quando invece appare davvero”.

Mai abbiamo pensato ovviamente di “difendere l’onore” della eterosessualità della vittima, concetto questo a noi del tutto estraneo e che lascia a noi “l’amaro in bocca” per la voluta distorsione che se ne è voluta proporre per piccole ragioni strategiche che come sempre caratterizzano chi se ne assume la paternità – riferisce Caravini nella sua nota -. Inoltre, volendo restare ai “sembra” e “pare” risulta che l’aggressore si sia reso autore in passato di analoghe aggressioni a danno anche di donne e non perché “non conformi, nel vestire, nel parlare, nell’atteggiarsi” ma solo per una sua instabilità mentale”.

E’ evidente a tutte e tutti che anche solo il ricorso a termini qualificanti in orientamento sessuale o di qualunque genere costituisce una aggravante e farebbe rientrare la violenza da bullismo in violenza di natura omofoba. Questo è più che evidente e ringraziamo chi lo ha voluto ricordare ad ad abundantiam – scrive il presidente Arci Gay – la prudenza che intendiamo praticare scaturisce da passate esperienze che hanno, in alcuni casi, clamorosamente smentito l’allarmismo creato, e che spesso ha generato, con la sua superficialità, più un danno che una reale tutela della nostra comunità, nonché attirato reazioni contrarie da parte dei diretti interessati e dai loro familiari”.

“Atteniamoci, pertanto, alla prudenza e alla veridicità dei fatti come forniti da chi ne ha facoltà e lasciamo eventuali acrimonie strumentali a coloro che se ne nutrono. Noi continueremo la nostra battaglia contro l’omofobia, il bullismo e la violenza in generale con la determinazione e la serietà che ci distingue”.

Dello stesso tenore l’intervento di Tiziana Biondi, vice presidente Stonewall Siracusa e del presidente Alessandro Bottaro (foto): “Pare che l’aggressore abbia inveito contro la vittima perché pensava fosse gay, a causa del suo abbigliamento o del suo comportamento, ritenuto troppo “poco maschile e virile. La notizia è stata ovviamente commentata anche sui social, dove, purtroppo,- spiega Alessandro Bottaro – ci è capitato di leggere che, data l’eterosessualità della vittima, non si sarebbe trattato di violenza omofoba bensì di una “semplice” aggressione per futili motivi, come se la cosa più importante, per alcuni, fosse “difendere l’onore” della vittima, garantendo sulla sua eterosessualità.

“Sono affermazioni come queste,  – continua Bottaro – che ci lasciano ancor più l’amaro in bocca e che ci danno la conferma su quanto lavoro culturale ci sia ancora da fare sull’uso non sessista, non omofobo e non discriminatorio delle parole. Il problema non è sapere se la vittima, è etero o omosessuale ma perché sia stata aggredita.”

L’omofobia in molti casi ha colpito e continua a colpire anche ragazzi e ragazze che non sono né gay né lesbiche e che, – aggiunge Tiziana Biondi – hanno la “colpa” di apparire non conformi, nel vestire, nel parlare, nell’atteggiarsi, etc. rispetto a una “norma” eterosessista”, sessista e machista. La violenza verbale e fisica a sfondo omofobo insomma può colpire tutti quanti indipendentemente dall’orientamento sessuale. Alzi la mano chi non ha mai sentito utilizzare le parole “gay”, “frocio”, “finocchio”, o “ricchione” come insulti. Anche questa è omofobia e va contrastata, condannata senza se e senza ma, e soprattutto prevenuta, attraverso, la purtroppo tanto osteggiata, educazione al rispetto di tutte le differenze.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo e di batterci, – concludono Bottaro e Biondi – affinché in tutte le scuole di ogni ordine e grado si affrontino i temi delle “differenze” intese come ricchezza e all’affettività. Atti di bullismo omofobo e machista come quelli subiti dal povero ragazzo di Augusta, potranno essere prevenuti ed evitati dando la giusta importanza e il giusto spazio all’educazione al rispetto di tutte e tutti e attraverso l’approvazione di leggi che garantiscano punizioni più severe e certezza della pena nonché conseguenti programmi di rieducazione per chi si è reso colpevole di terribili atti di violenza come questo”.

Sull’accaduto interviene anche il consigliere Salvo Sorbello in qualità di consigliere nazionale ANCI: “È indispensabile intervenire subito, non aspettare che succeda ancora, per frenare queste aggressioni selvagge, tutte, perché non accada più che un ragazzo esca da casa per un pomeriggio di divertimento con gli amici e torni a casa con la milza spappolata o con gravi problemi alla vista. Contrastare con ogni mezzo il ripetersi delle aggressioni ma evitare anche che questi fatti, senza che siano ancora chiariti, vengano usati come strumento di propaganda”.

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