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Siracusa| Allarme caditoia su marciapiedi di via Pitia

14 Dicembre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Allarme caditoia su marciapiedi di via Pitia
Cronaca
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Ogni giorno percorrono quella strada centinaia di studenti, genitori col carico di zaini pesantissimi. Quando accadrà l’irreparabile sarà troppo tardi. Segnalazione di un papà che ogni giorno accompagna i suoi figli cercando di evitare il peggio. Presto un esposto in Procura.

bloggif_585154f5e89c1Riceviamo la segnalazione di un cittadino che quotidianamente si trova a transitare “sulla pericolosa” grata che si estende lungo il marciapiede di via Pitia. E’ costretto a farlo come tanti altri genitori che ogni giorno accompagnano i loro figli a scuola. Ancora nessun ferito, grazie al cielo. Ma il caso potrebbe verificarsi se non si dovesse intervenire subito. Ha fatto bene il signor Stefano Calleri a denunciare il fatto impietoso.

E noi pubblichiamo con piacere. “Caro Signor Sindaco, cari componenti della giunta comunale e cari consiglieri comunali, sono Stefano Calleri, ho due figli, di 15 e 17 anni, tutti e due iscritti al Liceo Einaudi di Siracusa. Ogni giorno accompagno e vado a prendere i miei figli a scuola e aspetto in macchina che mi diano le spalle; con il loro zaino pesante si incamminino verso il sacro luogo dell’insegnamento e della formazione. Mi piace attardarmi e guardali finché scompaiono alla mia vista, mi è sempre piaciuto farlo fin da quando loro non erano altro che dei piccoli bambini, che speranzosi e allegri si avviavano verso la loro prima esperienza di indipendenza, mi ha sempre commosso accompagnare con lo sguardo questo momento di prima separazione.  E mea culpa, forse non sono stato sempre attento, e preso dalle mie preoccupazioni e urgenze ho girato la chiave della macchina e ho dato distrattamente loro le spalle. Ho sbagliato l’altro ieri, e con loro massima vergogna, li ho accompagnati mano nella mano fino al portone della scuola, e insieme abbiamo camminato sopra la caditoia in ferro che altri centinaia di studenti insieme a noi stavano percorrendo, e lo sguardo a un certo punto mi è caduto in un particolare di questa caditoia, e adesso voglio raccontarvi esattamente cosa mi ha molto allarmato. Ecco, gentili lettori, io adesso non mi chiedo se succederà ma solo quando succederà. Io so per certo che questa caditoia cederà. E ciò succederà, naturalmente quando sarà percorsa e gravata dal peso degli studenti e dai loro pesantissimi zaini. Il volo dalla caditoia al pavimento sottostante è stimato intorno ai 4/5 metri di lancio nel vuoto. Un volo che può provocare nella migliore delle ipotesi fratture multiple alle gambe dei giovani malcapitati e nella ipotesi più plausibile la loro morte. E ora spero che Voi guardiate le foto che allego a questa mia lettera, perché la mia è una denuncia seria, che ho in mente di esporre anche a tutti gli organi competenti.

Ora io capisco che Voi siate impegnati, anzi impegnatissimi, a farci divertire e a fare divertire l’Italia tutta con la vostra succulenta storia di governo fatta di Gettonopoli, Mafiopoli, Asinopoli, Impiantopoli Sportivi, denunce a destra e a manca, mazzette e mazzettine, che state offrendo alla cittadinanza tutta, per il pubblico diletto e svago. Ma, prima che succeda, perché succederà che quella caditoia cederà e qualche ragazzo cadrà di sotto, volevo solo dirvi (sì, sono anche io un bieco qualunquista) che se tra questi ragazzi ci sarà uno dei miei due figli e la tragedia colpirà me e la mia famiglia direttamente, io non andrò alla magistratura o alla avvocatura o alla polizia, io verrò ad uno ad uno a citofonare alle Vostre porte, per discuterne fuori, come si diceva una volta. Conosco già, nel caso di tragedie annunciate, le risposte delle istituzioni. Si parlerebbe solo di responsabilità, questa strana parola del vocabolario italiano…. usata a cazzo così tanto per dire qualcosa e solo per affermare una grande falsità: non sono stato io! Non è colpa mia! Bene, non mi dilungo più, nella speranza che diate una rapida occhiata a quelle foto e che non dobbiate mai sentire il suono di quel campanello. Siracusani, viva Santa Lucia”.

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