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Siracusa| Amministrative. “Schede ballerine e voti fantasmi”? La parola al TAR

18 Ottobre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Amministrative. “Schede ballerine e voti fantasmi”? La parola al TAR
Politica
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L’avversario politico del sindaco Francesco Italia, Ezechia Paolo Reale, chiede l’annullamento delle elezioni amministrative 2018. Ne discuterà il TAR di Catania nel giorno di Santa Lucia.

Insomma, ad Ezechia Reale non “scende giù” questa sconfitta, a suo dire, poco veritiera ed attendibile. Per questo motivo, il 13 dicembre sarà una giornata doppiamente importante per la città di Siracusa. Il Tar di Catania discuterà il ricorso sulla richiesta di annullamento delle elezioni amministrative 2018 presentato dal portavoce di Progetto Siracusa, Reale. Ma non è tutto. Sempre il 13 dicembre prossimo, i giudici valuteranno anche i ricorsi presentati dal centrosinistra, non da tutto, che chiede l’assegnazione del premio di maggioranza al sindaco Francesco Italia. 

Ma perchè Reale vuole l’annullamento del Consiglio Comunale e quindi della elezione del sindaco? La scoperta, in effetti, avrebbe del sensazionale. Secondo l’ex candidato sindaco di Progetto Siracusa e centrodestra, sarebbero emerse svariate ed “incredibili irregolarità nei verbali delle operazioni elettorali, relative al primo turno. E Reale si presenta con numeri alla mano: “errori di trascrizione” addirittura in 74 sezioni, sulle 123 totali.

Ne conseguirebbe un risultato elettorale (del primo turno) non perfettamente…reale, piuttosto viziato da alcuni procedimenti poco conformi che lo stesso Reale definisce “eccessive omissioni ed errori che comportano l’assoluta incertezza sulla regolarità delle operazioni elettorali”.

Dalle ricerche condotte dallo stesso Reale, che per la vicenda si è fatto collaborare da un esperto in materia elettorale extra moenia, non mancherebbero “possibili casi di voti fantasma o addirittura inventati, senza escludere addirittura diversi episodi di schede ballerine, di schede cioè introdotte nell’urna dopo essere state votate da persone estranee al seggio elettorale”. Reale, infine, riferisce, tra le cause addebitabili, “negligenza e poca competenza di molti di coloro che erano stati chiamati a custodire e verificare la volontà democratica” quella domenica di giugno.

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