breaking news

Siracusa| Anche “I Cavalieri” litigano per le poltrone

Siracusa| Anche “I Cavalieri” litigano per le poltrone
Spettacolo
'
0

I Cavalieri di Giampiero Solari: “Il declino assoluto in cui si celebra il declino”. Nel cast il trombettista augustano Roy Paci, corifeo e compositore delle musiche; Pannofino il salsicciaio e Catania il vecchio saggio.

“Giampiero Solari era sfuggito da alcuni mesi all’Inda e poi non è sfuggito più” – ha esordito con un pizzico di orgoglio il commissario della Fondazione, Pier Francesco Pinelli, alla presentazione del 54° ciclo spettacoli classici del Teatro Greco di Siracusa, nella sala Squarzina in Roma. Pronta la replica del regista de I Cavalieri, a Siracusa da maggio a giugno: “E’ fondamentale sfuggire, altrimenti non ci si ritrova. Per me è stata una sorpresa la telefonata del direttore artistico Roberto Andò, non conoscevo I Cavalieri di Aristofane, ma mi ha subito incuriosito come testo.

E poi fare spettacolo al Teatro Greco di Siracusa è una emozione unica, e lo dico da teatrante. E’ come entrare in un’altra dimensione!”. I Cavalieri di Aristofane è tremendamente attuale. Lo scrittore già aveva previsto l’andamento della democrazia e della storia politica. E’ un testo corale: ci sono due contendenti politici al potere, il salsicciaio ed il mercante di cuoio che, a suon di volgarità, vantandosi di chi ha meno cultura e vissuto nella maniera piu balorda ed ingannare meglio, sono gli unici in lizza per salire al potere.

I Cavalieri è il declino assoluto in cui si celebra il declino – sentenzia Solari -. Questo l’elemento fondamentale dello spettacolo che vanta un cast molto interessante”. Da Francesco Pannofino, il salsicciaio, al trombettista Roy Paci, corifeo oltre che compositore delle musiche, una sorta di narratore continuo. L’attualizzazione de I Cavalieri: essi rappresentano la Camera dei deputati e dei Senatori dove si ripetono sempre le stesse cose, un po’ l’archetipo creato dai cori della tragedia in maniera paradossale. “Proprio come i nostri senatori che litigano per mantenere le poltrone” – esclama il regista.

Poi ci sono i due servi (uno è Sergio Mancinelli, già noto al pubblico siracusano), due del popolo che hanno avuto la fortuna di lavorare nel palazzo del “primo ministro”, il vecchio di Atene, l’anziano, il saggio, autoironico e che prende in giro a sua volta tutti. L’impostazione scenica ed i costumi si riferiscono agli elementi del coro greco che passano attraverso il pupo siciliano. Paflagone è Gigio Alberti, Antonio Catania è Demo, il vecchio. Grande coinvolgimento del coro degli allievi dell’Accademia del Dramma Antico “Giusto Monaco” di Siracusa alla messiscena che vede la traduzione di Olimpia Imperio. (r.t.)

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com