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Siracusa| “Anime deturpate”, un corto sulla violenza alle donne. Parlano gli uomini

24 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| “Anime deturpate”, un corto sulla violenza alle donne. Parlano gli uomini
Cronaca
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Guardare al fenomeno della violenza sulle donne con gli occhi dell’uomo. Domani a Villa Reimann alle 10,30 proiezione del cortometraggio “Anime deturpate” dei registi Emanuele Leonetti e Paolo Dipietro dell’associazione Focus. Seguirà una testimonianza importante di un uomo che ha usato violenza nei confronti della moglie. Ad analizzare il fenomeno sarà la psicoterapeuta Alessia Magnano. E dopo l’inaugurazione della “panchina rossa” nel giardino storico.

Proviamo a cambiare interlocutore, tentando di affrontare il problema sociale della violenza sulle donne, stavolta, da un’altra angolazione. Il corto “Anime deturpate” offre altri spunti: prova a fornire la chiave di volta, in maniera “didattica”, su come è possibile prevenire il reato. La stretta vigilanza della famiglia, che deve mantenere sempre i contatti con la potenziale vittima (figlia, amica, moglie…) e segnalare immediatamente l’eventuale ritardo o assenza da casa; la conseguente tempestitivà delle forze dell’ordine ed il sincronismo degli interventi di soccorso. Non sempre, però, le storie finiscono bene. E’ vero. Ma Focus e Archimedes (nella persona di Salvo Pizzo), insieme all’assessorato alla Cultura e al Consorzio Universitario Archimede, provano a lanciare un nuovo messaggio sociale: prevenire si può.  Salvare si può”.

Un corto che potrebbe veicolare tranquillamente nelle scuole, soprattutto negli istituti superiori, attraverso un monito incontrovertibile: “la violenza non paga mai”. Per prevenire un atto di violenza occorrono mezzi adeguati. “Esistono in commercio telefonini col Gps e smartwacht collegati tramite apposito dispositivo alla centrale operativa delle forze dell’ordine – spiega Paolo Dipietro – la potenziale vittima fa scattare l’allert e parte il pronto intervento. Sembrerebbe un gioco da ragazzi, purtroppo, questi strumenti, che dovrebbero essere alla portata di tutte le tasche, sono costosissimi. Un non-sense per una società che si dice malata e che vuole curarsi”.

   i registi paolo dipietro ed emanuele leonetti

Come già detto, “Anime deturpate” non finisce in tragedia. La vittima, stavolta, non verrà uccisa e lo stupratore arrestato in flagrante. Dunque, si può anche non morire, salvare in tempo la vittima?. “Sta a tutti noi sensibilizzarci su questo versante in positivo – dice a sua volta Emauele Leonetti -. Chi sente dall’altra parte della parete una donna che grida, invece di nascondere la testa sotto la sabbia, esca fuori di casa e denunci. Qui noi affrontiamo il fenomeno con gli occhi e la testa degli uomini. Perchè lo scopo della nostra indagine proprio parlare agli uomini. Alle donne parlano già le donne. Gli uomini, il più delle volte, vengono visti solo come potenziali violentatori. Ma non è giusto generalizzare. Anche gli uomini spesso sono vittime di violenza. Violenza psicologica, economica, sottoposti a pressing mentali incredibili tali da portarli a compiere gesti estremi: il suicidio”.

Un lavoro “socialmente” utile anche nella sua stesura: una cinquantina le comparse, tra volontari del Ross, Protezione Civile e Gruppo Cinofii. I protagonisti, Serena Carignola e Andrea Palermo, sono due attori dell’Accademia dell’Inda “Giusto Monaco”. E la spontanea partecipazione di comuni cittadini giunti da Buccheri nella discoteca siracusana, dove è stata girata parte del corto.

Domani, domenica 25, alle 10.30 l’evento si arricchirà di un altro momento solenne: l’inaugurazione della “panchina rossa” (simbolo della violenza sulle donne) nel giardino storico di Villa Reiman. Sarà intitolata a tutte le donne vittime di violenza, in particolare a Giordana Di Stefano uccisa con 48 coltellate, non con uno schiaffo e una caduta accidentale. La sua storia sarà oggetto del prossimo lavoro di Leonetti e Dipietro e verrà girato interamente a Buccheri. La mattinata di domani vedrà un altro momento topico: la testimonianza, altrettanto forte, di un uomo che ha usato violenza sulla moglie. Nonostante ha già pagato la sua pena non è riuscito a liberarsi dal rimorso di coscienza. Un uomo che si è pentito? Speriamo di sì. Noi glielo chiederemo. (r.t.)

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