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Siracusa| “Aprite i Porti”, dopo il furto un nuovo striscione

Siracusa| “Aprite i Porti”, dopo il furto un nuovo striscione
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Cittadella dello Sport: dopo il furto dello striscione pro migranti, le associazioni tornano all’attacco e ne mettono uno nuovo “Credo alle fiabe”-“Ma resta il clima di odio sempre più palpabile”.

striscione rubato

Dopo il furto dello striscione, le associazioni che sostengono la campagna di sensibilizzazione “Aprite i porti – Restiamo umani”, risponde con un altro striscione già messo in bella evidenza lungo il muro della Cittadella dello Sport: “Io credo in questo: le fiabe sono vere”, una frase di Italo Calvino come risposta all’odio e all’ignoranza che esprime il credo delle associazioni: un mondo migliore, da sognare e realizzare, una società e una città di pace, inclusiva e plurale.  Questa ora la scritta che campeggia su uno striscione collocato sulla recinzione del Campo Estivo di Arciragazzi Siracusa 2.0, presso la storica sede della Cittadella dello sport, e che sostituisce quello rubato da ignoti nella notte tra domenica e lunedì scorsi.

A riferirlo il gruppo di associazioni cittadine, composto da: Arci Siracusa, Arciragazzi Siracusa 2.0, Zuimama Arciragazzi, Astrea, Stonewall, Unione degli Studenti e Amnesty International, che martedì 12 giugno avevano dato vita ad un presidio di natura antifascista e antirazzista a favore della riapertura dei porti italiani ai migranti, dispiegando lo striscione in questione davanti alla Prefettura.

Il clima di odio nei confronti delle Associazioni che si battono per i diritti diventa sempre più palpabile – denuncia Luca Cerro, presidente di Arciragazzi 2.0. Per questo non esitiamo a definire l’episodio come un atto vile, parte di una strategia che tende a criminalizzare la solidarietà e stigmatizzare le Associazioni che si adoperano per la difesa e l’affermazione dei diritti umani in una città che si vuole accogliente ed inclusiva”.

L’iniziativa di martedì scorso, come si ricorderà, era nata in seguito alla decisione del governo italiano di non concedere l’attracco alla nave Acquarius, in navigazione da giorni nel Mediterraneo, con a bordo 629 migranti tratti in salvo durante l’ennesimo viaggio della speranza, dopo che i sei gommoni sui quali viaggiavano si erano ribaltati. A manifestare solidarietà nei confronti dei profughi, soccorsi dai volontari di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, associazioni ed esponenti della società civile siracusana, riunitisi in presidio in piazza Archimede, nei pressi della Prefettura.

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