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Siracusa | Area di crisi industriale complessa: dopo la firma ancora tutto fermo

Siracusa | Area di crisi industriale complessa: dopo la firma ancora tutto fermo
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Firma del protocollo per il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa, come si temeva da allora tutto tace. Cafeo: “Il riconoscimento della crisi ha come obiettivo la ripresa del settore, il fattore tempo è determinante”.

“Lo scorso 18 maggio si è siglato il protocollo per la richiesta di riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa, ma sembra che non ci sia troppa fretta per procedere alle successive azioni, tanto che la prossima riunione è stata programmata, in tutta calma, dopo più di un mese da quella data; l’obiettivo del riconoscimento però non è quello di avviare alla dismissione gli impianti ma al contrario è far ripartire con ancora più slancio il settore, per questo il fattore tempo è determinante”.

Lo dichiara il deputato regionale Giovanni Cafeo, segretario della III Commissione ARS Attività Produttive. “Non possiamo permetterci ulteriori perdite di tempo, perché la crisi industriale non aspetta i tempi comodi della politica – ribadisce Cafeo – e soprattutto imprese e cittadini hanno ben chiara la differenza tra le cerimonie mediatiche a favore di telecamere e l’effettivo operato in favore dello sviluppo e del mantenimento dell’occupazione nel territorio”.

“Il ritardo nell’incentivare gli investimenti in Sicilia viene purtroppo certificato anche dalla situazione riguardante le ZES, ancora in attesa della nomina dei commissari da parte del Governo nazionale anche per la richiesta da parte della regione Siciliana alla Ministra Carfagna di prendere altro tempo, ritardando ulteriormente le designazioni – prosegue Cafeo – con il conseguente rischio di perdere l’opportunità data dalle Zone Franche Doganali intercluse, approvate grazie al lavoro sinergico con i senatori Sudano e Faraone in occasione dell’ultimo decreto <<Milleproroghe>> e oggetto dell’audizione in III commissione svolta lo scorso 9 giugno all’ARS”.

“Non possono essere l’incapacità amministrativa o peggio le beghe politiche a fermare lo sviluppo in Sicilia – continua Giovanni Cafeo – anche perché l’<<auspicio>> dell’assessore Turano in merito all’ulteriore rinvio delle nomine dei commissari rischia di non essere accolto dalla ministra Carfagna, visto che si tratterebbe della terza proroga e potrebbero quindi esserci seri problemi rispetto ai vincoli fissati dall’Unione Europea. Ci troviamo dunque nella situazione di avere potenzialmente tutti gli strumenti giusti per poter cambiare passo e avviare finalmente la ripresa nel nostro territorio – conclude Cafeo – ma tocca adesso alla politica modificare il proprio atteggiamento, sono necessari fatti concreti e soprattutto è necessario evitare che le solite contrapposizioni interne possano inficiare sulla qualità delle persone da nominare e sulle tempistiche, limitando così l’efficacia degli strumenti messi in campo”.

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