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Siracusa| Arnone, dopo il Prefetto, incontra i sindacati

Siracusa| Arnone, dopo il Prefetto, incontra i sindacati
Cronaca
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Il commissario del Libero Consorzio:  Salve le Province con il referendum e la legge Delrio. In arrivo 70 milioni per i nove enti siciliani ma non prima di maggio”. Quanto toccherà a Siracusa? Stamane l’incontro coi sindacati, ieri col Prefetto.

Incontro stamattina tra il commissario del Libero Consorzio e i sindacati sulla questione stipendi arretrati. In realtà, si parlerà di tutto, della complessiva situazione della ex Provincia, del destino dei 600 lavoratori tra ente e partecipata all’indomani dell’esito del referendum popolare che salva le Province, anche in Sicilia, e della conseguente Legge Delrio. Ma è già emergenza e da tempo, e non solo per i dipendenti senza stipendio, ma per un ente in generale completamente paralizzato nella sua azione amministrativa per mancanza di liquidità (mancati trasferimenti statali e prelievo forzoso). Di questo stato di crisi dell’ente di via Roma, il commissario Arnone ha ampiamente rendicontato il governo nazionale per mezzo di una nota assai articolata trasmessa venti giorni fa al presidente del Consiglio, ai Ministeri di competenza, all’Economia e alle Autonomie Locali, alla Regione.

“Inutile negare che la situazione di questa Provincia è drammatica sia dal punto di vista finanziario che sociale – esordisce il commissario Arnone -. Ci sono due vie da seguire a questo punto: riuscire a intervenire in tempi medio lunghi da un lato e brevissimi dall’altro. Abbiamo già una sofferenza attuale e straordinariamente elevata, ma all’interno di essa una criticità da affrontare subito con un minimo di risorse per pagare gli stipendi del personale dipendente e fatture di Siracusa Risorse. Due mesi arretrati che sicuramente diventeranno tre – ammette Arnone che aggiunge – I ricorsi? Non è più tempo, lasciano il tempo che trovano. Dopo le risultanze del 4 dicembre siamo entrati in  una situazione diversa, nel senso che sino al 4 dicembre lo Stato aveva pensato alla riforma delle Province e nelle more di andare a eliminare dalla Costituzione l’ente intermedio. Ma il referendum ha detto che le Province non si chiudono. Pertanto, non si possono legiferare norme che riducono le funzioni degli enti locali”.

L’incontro di domani alle 11,30 coi sindacati servirà a tracciare in questo momento le prospettive: lo Stato ci darà in tempi medio brevi certezza di quanto avverrà in previsione dei 70 milioni di euro da destinare a tutte le province siciliane.

Quanto toccherà alla Provincia regionale di Siracusa? Non è  ancora dato saperlo. La distribuzione dei fondi ai nove enti avverrà secondo dei parametri ben precisi. “Ed in tal senso, il numero dei dipendenti è un parametro sicuramente importante, – ricorda Arnone – ma anche per Enna e Ragusa (Siracusa conta 620 dipendenti tra Ente e partecipata) e la distribuzione  avverrà non prima della fine di maggio. Noi tendiamo a non fare diventare le Province un semplice stipendificio, non possiamo limitarci a pagare gli stipendi e basta, senza espletare le funzioni proprie di un ente intermedio. Puntiamo anche ad ottenere le risorse per svolgere normali funzioni”.

Ma allora tornerà il sereno alla Provincia?  “Tornerà nel momento in cui si invertirà la rotta con nuove direttive tra Stato e Regione. Le Province non moriranno  più almeno per i prossimi venti anni”. Per le Province si dovrà trovare una soluzione a media lungo tempo. Se ne è parlato di recente al dibattito regionale-nazionale UPI in cui si è   interloquito con il ministero della Pubblica Funzione e della Economia per ricominciare un percorso virtuoso non prima aver rivisto il sistema Province. Battere i pugni per costringere lo Stato ad intervenire piu velocemente ed incisivamente per cambiare trend.  Basti pensare che lo Stato nel 2016 ha prelevato quasi 19 milioni di euro dai 23 di entrata. All’ente ne sono rimasti solo 4 di milioni. Bastano appena a pagare gli emolumenti del personale. E l’azione amministrativa dell’ente?  (rosa tomarchio)

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