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Siracusa| Belvedere cerca presidi permanenti di sanità e legalità

23 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Belvedere cerca presidi permanenti di sanità e legalità
Cronaca
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Salgono a duecento sinora le adesioni al corteo pacifico che si snoderà lunedi pomeriggio per le vie centrali di Belvedere. La gente della piccola frazione, all’ombra del Castello Eurialo e del Semaforo, chiede più sicurezza, tutela e vigilanza. E griderà forte “No al razzismo”. Divieto di partecipazione a partiti ed estremismi”.

Belvedere si prepara al corteo pacifico di lunedì. Poco o nulla, in realtà, c’entra la storia del ragazzo migrante “ubriaco” e con disagi veri che in questo momento sta risolvendo con le cure necessarie. Sarebbe stato un pretesto per rivendicare diritti che da anni Belvedere chiede agli enti preposti.

“La gente di Belvedere sarebbe scesa in corteo in ogni caso, perchè è inaudito che, per arrivare sin qui, l’ambulanza impieghi 30 minuti, cosi come una pattuglia della Polizia da Viale Scala Greca” – cosi tiene a precisare l’organizzatore del corteo pacifico, Daniele Tivardi, uno dei tanti giovani belvederesi che, suo malgrado, è stato più volte presente a fatti incresciosi -. Daniele lavora in un pub, ha deciso di rimanere a Belvedere per migliorare il suo territorio e, soprattutto, tiene a precisare, di non avere velleità politiche.

“Amo questa frazione da cui non sono mai andato via. Siamo belvederesi da tre generazioni. Ho saputo che qualcuno ha frainteso lo scopo vero di questa manifestazione – ci racconta Daniele dopo le opportune presentazioni – la politica non c’entra e nemmeno si tratta di campagna elettorale. Tant’è che al corteo non ci sarà nessun politico nè bandiere. Ci saranno soltanto i cartelloni della gente che chiede più sicurezza e vigilanza nel quartiere, e i manifesti dei commercianti fuori dalle vetrine, quando per mezzora, al passare del corteo, abbasseranno le loro sarcinesche”.

Ma Daniele tiene a precisare, soprattutto, che il razzismo non c’entra nulla. “Poteva capitare un soggetto diverso dall’ospite di Mater Dei – chiarisce – avremmo agito allo stesso modo. Nessuna recrudescenza xenofoba. Giusto per intenderci, va detto che abbiamo chiuso il corteo anche a Casa Pound. Che voleva partecipare. Ma se sarà così, lo segnelaremo subito alla Digos. Fuori la politica e gli estremismi, vale per tutti!”.

Dunque, nodo cruciale è la sicurezza in paese. Belvedere ha una caserma dei carabinieri, ridotta ormai ad un ufficio, con sei unità che non è detto possano assicurare sempre il pronto intervento. “Il problema non è il colore della pelle – ribadisce Daniele – e nemmeno il centro accoglienza Mater Dei (a cui diciamo soltanto di essere più vigile e attento) quanto poter circolare liberamente per il paese.

“E per sicurezza intendo ricevere più attenzione dagli organi centrali, anche dall’Asp. Per esempio: perchè a Mazzarona c’è un presidio ospedaliero con ambulanza medicalizzata ed a Belvedere no? Quissù, quando si sente una sirena passare, è un fatto straordinario. Vuol dire che è successo qualcosa di gravissimo. Per il resto, ognuno deve provvedere coi suoi mezzi e correre all’Umberto Primo. Non va bene”.

La politica e il periodo elettorali non sono il pretesto di fondo. “Si, è stato detto anche questo, oltre a razzisti ci hanno tacciato di speculare sulla cosa perchè in piena campagna elettorale. Nulla di più vero. Ripeto, non sono un politico e non voglio nemmeno diventarlo. Non mi candido. Anzi, l’ho fatto solo una volta, perchè me l’ha chiesto un amico. Non presi nemmeno il mio voto!”.

Daniele Tivardi dice di agire da “libero cittadino” e di assumersi tutte le responsabilità di questo corteo. “Ammetto che non è stato facile organizzare il tutto ma mi sento confortato dalle duecento persone che sinora mi sostengono. Ogni scritta, ogni slogan, ogni coro passerà sotto mia censura”.

Lunedì pomeriggio abbasseranno le saracinesche il farmacista, il titolare del supermercato e quello del pub, il panificio. Luoghi dove il ragazzo migrante, con grossi problemi, avrebbe arrecato fastidio. E non da solo, a quanto pare. Sentendo il racconto dei testimoni, pare che mercoledi scorso il giovane di Mater Dei non era solo a vagare per il paese. “Almeno erano in quattro – riferisce Daniele – e lui non sembrava nemmeno ubriaco. Sono andati prima in farmacia dove (cosi raccontano alla polizia i titolari)  avrebbero fatto la pipì (per protesta?) dentro degli scatoli di cartone”.

“Poi, sempre in quattro, sono scesi dalla piazza e sono andati dentro il supermercato a chiedere soldi alla gente. E dopo al tabacchino per racimolare qualche sigaretta a scrocco dagli avventori. Poi, verso le otto di sera, quando il supermercato di Piazza Bonanno stava per chiudere, – racconta sempre Daniele – è entrato il ragazzo migrante insieme ad altri tre per una bottiglia di vodka. All’improvviso un gran rumore e vetro rotto a terra e bottiglie a pezzi. A quel punto, il titolare del market è uscito fuori gridando e ha chiesto aiuto a dei ragazzi che si trovavano al centro scommesse di fronte.

“Da lì la paventata rissa. Uno dei migranti è riuscito a scappare, gli altri tre sono stati bloccati di fronte la Chiesa ed accerchiati in attesa che arrivasse la volante da Siracusa. C’era anche Padre Caramagno quella sera, il nuovo parroco di Belvedere, e anche lui è seriamente preoccupato della situazione creatasi in paese”.

Per fortuna, il caso del ragazzo migrante “con grossi problemi” non ha un precedente simile a Belvedere. Resta sin qui un caso isolato.  Nessuno ha mai dato fastidio alla gente, nè bloccato le macchine per strada perchè fuori di sè in quel momento. Ma il ragazzo migrante “con grossi problemi”, a quanto pare, era cosciente del disturbo arrecato e della rabbia montante. Tant’è ha deciso di scendere in paese, stavolta, in compagnia di altri tre ospiti del Mater Dei. Ma oggi tutto è superato. Il giovane presto raggiungerà la sua famiglia al Nord, non appena concluderà il percorso riabilitativo per alleviare il suo evidente disagio.

Il corteo pacifico sfilerà lo stesso, lunedì pomeriggio, da Piazza Bonanno (cuore della frazione) alle ore 16 e, guarda caso, toccherà i luoghi ove è accaduto uno dei tanti “incidenti” col ragazzo migrante “con grossi problemi”. La chiesa, la farmacia, via Siracusa, il pub, il supermercato e con concentramento finale a piazzale Rudinì dove si svolge la fiera settimanale. Daniele non lo nasconde, dice di temere infiltrazioni non gradite da parte di qualche estremista o politico scomodo che crede di poter speculare sul caso. La Digos sarà più che vigile, il tema è assai delicato ed il clima incandescente. (r.t.)

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