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Siracusa| Belvedere. Il ragazzo migrante trasferito e sotto TSO

22 Febbraio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Belvedere. Il ragazzo migrante trasferito e sotto TSO
Cronaca
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Ha dei risvolti da non sottovalutare la vicenda del ragazzo migrante che adesso la comunità, gran parte di essa, di Belvedere non vuole più ritrovarsi per le vie del centro. Specie quando in preda all’alcool. Lunedì il corteo pacifico: “Psicosi? Forse, ma non razzismo!”.

Va detto subito che il giovane migrante lunedi scorso è stato trasferito d’urgenza al centro di accoglienza di Rosolini, dopo la segnalazione doverosa giunta al Prefetto da parte del presidente di quartiere, Enzo Pantano, sugli incresciosi fatti accaduti. Non solo. Pare che il ragazzo dopo l’allontanamento sia spontaneamente ritornato a Belvedere. Perchè? Sarà stato questo imprevisto rientro a far preoccupare, oltre modo, i belvederesi?

Ed è successo l’irreparabile. Prima gli sputi agli automobilisti che si sarebbero rifiutati di pagare il parcheggio davanti al pub. Poi, le parole di troppo alle ragazzine che passeggiavano in paese, infine, l’aggressione a un anziano uomo che gli ha prestato soccorso vedendolo a terra ubriaco. Di tutta risposta, il migrante avrebbe risposto aggredendolo alle spalle e scaraventado l’anziano sul cofano della sua macchina.

E’ bene sottolineare un elemento. Tutti questi episodi, sicuramente condannabili sotto il profilo della condotta, sarebbero unicamente sfociati ed esplosi a causa dello stato di disagio psichico in cui versava e versa tuttora il ragazzo migrante. Che come tanti ha dovuto affrontare non poche peripezie, fuggire dalla sua patria in guerra, stare lontano dalla propria famiglia che al momento ha trovato dimora in nord Italia. Un ragazzo sicuramente segnato e che ha bisogno di aiuto.

Per alleviare gli effetti di questo disagio, al giovane sono state prestate immediate cure. Adesso si trova ricoverato con TSO ed è sotto sorveglianza. Chiaramente un caso che necessita di particolare attenzione, e la Prefettura è corsa subito ai ripari. Non è escluso che, a tempo debito, il ragazzo possa raggiungere i suoi familiari al Nord.

Ciò che è successo domenica sera in ogni caso non va sottovalutato. Il corteo di protesta pacifica, e va sottolineato “non razzista”, che lunedì pomeriggio (ore 16) si muoverà da Piazza Bonanno (Belvedere) e attraverserà alcune vie del centro, vuole soltanto porre l’accento sul problema della sicurezza pubblica: dunque più controlli, di giorno e di notte, più pattugliamenti (almeno due tre al giorno) davanti al centro di accoglienza, più presenza delle forze dell’ordine e dello Stato.

Va detto pure che capofila del corteo non è il presidente di quartiere, Enzo Pantano, ma i cittadini di Belvedere. Non che Pantano, da padre di famiglia e belvederese si sia completamente dissociato dall’iniziativa di lunedi, ma come lui stesso asserisce “si è limitato al suo ruolo di mediatore istituzionale avvisando Prefettura e Forze dell’Ordine sui fatti accaduti. Anche da testimone oculare di quella che poteva diventare qualcosa di più che di un’apparente resa dei conti.

Ecco il racconto di Enzo Pantano. Come presidente, ho pensato che era doveroso cercare di calmare gli animi di tutti in paese. Per evitare il peggio, mi sono messo in mezzo tra il ragazzo e la gente del paese. Non voglio prendere le difese di nessuno, dico soltanto che quella sera qualcuno sarebbe potuto finire in carcere”.

Padre Alfio, responsabile del centro accoglienza di Mater Dei, a Belvedere, è arrivato mezzora dopo davanti al bar dove si stava per perpetrare il quasi “linciaggio”. “C’erano un mare di persone. Trenta. Ottanta. Adesso di preciso non ricordo – accenna Pantano – Ma tutti inferociti, veramente arrabbiati ed esasperati. Confermo, tutte persone perbene e che conosco una per una. Padri di famiglia. Eppure, qualcosa domenica sera ha turbato gli animi in maniera definitiva. Poteva accadere il peggio”.

Per fortuna, mentre Pantano divideva la gente dal ragazzo migrante, interveniva la volante della Polizia dalla “lontana” Scala Greca. Di turno, domenica sera, infatti, c’erano gli agenti di PS. Perchè a Belvedere, si deve sapere, funziona così: “Il piccolo comando stazione di Carabinieri di piazza Eurialo, con la sua mezza dozzina di militari, quella sera lì non era addetto al pronto intervento. Quella domenica sera toccava intervenire alla Polizia. Che si alterna nei turni di vigilanza ora con la Guardia di Finanza ora con l’Arma. Dunque, un presidio di legalità esiste a Belvedere, si. Ma è cosa ben diversa dalla vigilanza h24 per le vie del paese.

E allora, da una parte un ragazzo migrante disagiato e bisognoso di cure, dall’altra una collettività spaventata. Non di certo da  quel ragazzo con grossi problemi, ma da tutto il contesto.”Psicosi”? Può darsi, ma non razzismo” – dicono i belvederesi. Eppure, c’è il sospetto che si voglia fare di tutta l’erba un fascio. Prudenza prima di gridare “al mostro”! – raccomandono le Onlus. Va da sè, per ora, le mamme preferiscono non fare uscire le proprie figliole la sera da sole. Nemmeno per andare in palestra. Niente, si sta a casa. Coprifuoco. La colpa? “C’è poca luce per le strade, uscire fuori da sole è poco raccomandabile” – dicono le mamme.

Il giovane migrante, in realtà, non faceva il parcheggiatore abusivo. Si trovava lì, davanti al pub, solo per racimolare qualche soldo di fortuna da chiedere agli avventori del locale notturno. Se non fosse che, chi si rifiutasse di pagare, veniva raggiunto da uno sputo. Anche in questo caso, il giovane migrante era fuori di sè, evidentemente, per gli abbondanti fumi dell’alcool.

La stessa scena incresciosa pare si sia ripetuta anche davanti ad un panificio del centro. Uno sputo a chi non pagava il parcheggio. Infine, l’azione più dolorosa, l’aggressione alla persona anziana che gli ha prestato aiuto vedendolo barcollare ed accasciarsi al suolo completamente ubriaco.

Non voglio mettermi le medaglie al petto – aggiunge Pantano – ma penso che quella sera io abbia fatto una doppia azione buona: ho salvato un ragazzo, al contempo, ho evitato guai a qualche mio concittadino”.

Un centro accoglienza con le carte in regola, quello di Mater Dei, a Belvedere, dove, assicurano più fonti, il numero degli ospiti non è mai andato oltre quello previsto per legge: 19. Dunque, nessun esubero, nè invasione esterna da parte dei migranti. I fatti sono altri.  E cioè che quel piccolo comando-stazione dei carabinieri non è sufficiente; che il controllo del territorio non può essere gestito in maniera alternata dalle forze dell’ordine; che occorrono pattugliamenti più incisivi e continui. Questi i motivi per cui la gente di Belvedere lunedì pomeriggio scenderà in corteo. Pacifico corteo. (rosa tomarchio) (foto repertorio internet)

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