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Siracusa| Benvenuto Kokkos. “Quest’Isola mi ricorda la mia Corfù”

20 Novembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Benvenuto Kokkos. “Quest’Isola mi ricorda la mia Corfù”
Spettacolo
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E’ stato il direttore artistico Inda, Roberto Andò, ad inviare il primo invito al regista Yannis Kokkos per venire a dirigere Edipo a Colono al teatro greco di Siracusa. 

Cosi ci racconta il maestro di teatro, scenografo, costumista col pallino della lirica (Ruggero, Tristano e Isotta al Massimo di Palermo, e Medea, solo per citarne alcuni.) Kokkis si mostra emozionato davanti al pubblico numeroso dei siracusani appassionati e curiosi degli spettacoli Inda e non lesina di definire questa esperienza “un nuovo progetto di vita”.

Esiste un luogo paragonabile con la sua vecchia Grecia (Kokkos è naturalizzato da lustri in Francia) e si chiama Siracusa. Il suo teatro lega molto con Epidauro. Anche se diversi l’uno dall’altro, per diversi fattori, l’acustica, le dimensioni. Eppure, qui a Siracusa so di dovermi imbattere con un  pubblico si, esigente, ma al contempo eterogeneo. Diverso.

Nel suo Edipo a Colono, Kokkos porterà in scena la vecchiaia, il decadimento del guerriero e la decadenza del potere. Il potere che logora. E c’è anche un accenno al fenomeno dell’ìmmigrazione giusto per non rinunciare all’attualizzazione. Edipo è in esilio, dovrà trovare l’abbraccio umano altrove. E il tema dell’accoglienza nella Grecia di Kokkos è assai dibattuto in questi giorni. Una nazione molto aperta da sempre nei confronti dello straniero. “E’ un paese che fa un tantino di più rispetto all’Italia – dichiara il regista classe ’44 – perchè l’empatia storicamente è diversa”.

Se c’è un pizzico di autobiografia in questo Edipo a Colono? Kokko si sente anch’egli esiliato al pari del protagonista? “Per nulla, la mia è stata una scelta di andar via da casa – ci racconta – ero molto giovane, avevo 19 anni, e volevo studiare teatro a grandi livelli per farne una professione, oltre che un credo di vita. Approdai cosi a Strasburgo, un luogo dove la cultura è sempre in fermento, oltre che ad essere sede delle più prestigiose università d’Europa. Li iniziai i primi rudimenti, il cosiddetto “esercizio del teatro”, formidabile fucina di talenti. Proprio come è il Piccolo di Milano per voi italiani”.

Kokkos ritorna a Siracusa dopo quindici anni, stavolta da regista e non da turista. “A quell’epoca ebbi l’occasione di dirigere un’opera lirica per il Teatro Bellini e approfittai di una pausa per visitare Siracusa e la bella Ortigia. Dove oggi ritorno a distanza di anni per ritrovarla ancora più bella, luminosa, dinamica, moderna per certi aspetti. E affollata da tantissimi turisti. Prima, che io ricordi, non era cosi frequentata da visitatori stranieri, e poi ho notato passeggiando che sono state compiute ottime opere di ristrutturazione di edifici pubblici, chiese e case private. Davvero una bella energia!

“So perfettamente che da qui ai prossimi mesi mi attende vivere una emozione grandissima. Adoro l’isola di Ortigia, mi riporta a casa, a quando ero ragazzo in Grecia. Amo sentirmi circondato dal mare. Ortigia mi fa venire in mente Corfù”. E non sarà un caso da qui alla prossima estate sorprendere Yannis Kokkos seduto sulla panchina del Lungomare di Ponente a contemplare i tramonti colorati e l’orizzonte infinito”. (ro.to.)

(foto Roberto Andò con Yannis Kokkos al teatro greco di Siracusa)

Publié par WEBMARTE.TV sur lundi 20 novembre 2017

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