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Siracusa| Bruno Marziano, la sfida continua sempre nel PD

Siracusa| Bruno Marziano, la sfida continua sempre nel PD
Politica
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Si è aperta con un minuto di silenzio la campagna elettorale di Bruno Marziano in ricordo di Paolo Foti (figlio di Armando) e del vecchio amico Nino Consiglio, due anime belle della sinistra purtroppo non più. Ad aprire i lavori Turi Raiti nell’affollata sala del Jolly Hotel: “Bruno è l’unico in grado di risolvere tutte le problematiche del territorio, data la sua esperienza, votiamo lui per la certezza, perché incarna la vera prospettiva per il gruppo dirigente”.

“L’usato sicuro”, si è autodefinito cosi l’assessore regionale uscente alla Formazione prima di dare la parola all’augustano Carmelo Saraceno: “Ogni giorno si fa il conto di chi ha cambiato casacca, la prima qualità di Bruno Marziano è invece la coerenza, lui è e rimarrà nello stesso schieramento di quando ha iniziato a fare politica. La seconda qualità è che da oltre venti anni Bruno è stato al comando di posti apicali ma ha sempre mantenuto la rettitudine del buon amministratore e non è un fatto da poco di questi tempi”.

“Formazione il più rognoso della regione siciliana e che ho trovato in una situazione drammatica – ha esordito subito il deputato Pd uscente – e oggi voglio fare il resoconto di quanto fatto e annunciare quello che potrei fare in futuro. Contro la fuga dei cervelli ho intenzione di avviare un percorso formativo della qualità del sapere dei giovani”.

Tornando al sassolino della formazione. “Mi avevano indicato all’Agricoltura e poi mi affidarono Formazione, pensai ad un brutto scherzo in quel giorno di esordio da assessore. Ho fatto di tutto perche la formazione siciliana non costasse più 480 mila euro l’anno. Quale l’antidoto per emarginare l’emorragia del settore? Inseriremo una sorta di incentivo per chi avrà diritto a restare dentro la formazione, ad altri la possibilità di poter andare in pensione o rifarsi un altro percorso di vita e professionale altrove”.

“Penso di aver rappresentato con umiltà il territorio dopo aver fatto un bel tirocinio nelle sedi e sigle della sinistra e come presidente della provincia per due mandati.  Ancor prima, da giovane, con Nino Consiglio, quando andavamo la mattina presto alle sei a distribuire volantini del PC nelle fabbriche. Dopo la mia presidenza all’AP l’empasse in città e in provincia, quando subito dopo le mie dimissioni da presidente all’AP bloccarono tutte le opere subito cantierabili: circuito, Verga, ostello, e avviarono una campagna denigratoria su di me inventandosi il buco straordinario del bilancio”.

E in provincia qual è stato l’impegno di Marziano. “Ad Augusta ritengo che non si è badato al colore politico dell’amministrazione ma alla qualità dei progetti che sono stati presentati. Sono stato vicino alla sanità cosi come al caso Muscatello, se si è specializzato l’ospedale è perche insieme ad altri due colleghi ho seguito passo passo tutto il percorso che ha portato alla nuova rete ospedaliera e all’assunzione di centinaia di operatori sanitari. Stesso impegno ho messo per il Patto per il Sud, che porterà in provincia oltre 200 milioni di euro per 18 comuni su 21 della provincia siracusana”.

“Indiscutibile poi il mio impegno per la zona montana essendo stato il primo firmatario del ddl su zona franca. Stessa procedura per lo ZES (zona economica speciale Augusta. Catania che verrà attorno al sistema portuale della Sicilia orientale e al grande porto Hub di Augusta e che vedrà inseriti il comuni di Siracusa, Priolo, Melilli e Carlentini”.

A breve un altro fronte, quello delle elezioni provinciali, alle quali inviteremo a partecipare i nostri giovani capaci. Sui miei avversari? I grillini sono campioni della doppia morale col vizio di bloccare tutto, Musumeci attorniato dal giurassismo politico in Sicilia, noi invece schieriamo come presidente una persona normale, un professore universitario, Fabrizio Micari”.

Ma Marziano dice di aver dovuto combattere anche il “fuoco” amico dentro il partito. E parla di millantato credito. “L’unico rammarico è che i due aspiranti candidati (Gaetano Cutrufo e Pippo Basso) a cui era stata offerta la possibilità di essere candidati nella seconda lista del PD, la lista del presidente Micari, hanno preferito fare altre scelte o addirittura non candidarsi”.

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