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Siracusa| “Cala Rossa rimane libera e bella”

Siracusa| “Cala Rossa rimane libera e bella”
Cronaca
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Respinta dal Tar di Catania la domanda cautelare di revoca del provvedimento con cui il Comune aveva revocato in autotutela la convenzione per costruire un solarium a Cala Rossa.

Il Tar Catania ha rigettato la domanda cautelare con cui la società Kalliope aveva chiesto la sospensione del provvedimento di revoca da parte del Comune di Siracusa della convenzione con la quale le aveva inizalmente concesso la gestione a fini balneari della spiaggetta Cala Rossa di Ortigia. Il progetto oggetto della convenzione avrebbe consentito l’utilizzo di un suolo demaniale marittimo esteso mq. 455,30, allo scopo di installare e mantenere durante la stagione estiva un impianto di balneazione sopra una pedana di mq. 90,30 rialzata dall’arenile, da collocare a ridosso delle antiche mura Federiciane e una piattaforma/solarium di mq. 350 a mare, in prossimità dei frangiflutti.

Grazie alla sollevazione dei residenti, delle associazioni ambientaliste e del comitato Ortigia Sostenibile e alla luce delle puntuali contestazioni proposte contro la legittimità del procedimento amministrativo, il Comune era giunto alla saggia (e legittima) determinazione di revocare in autotutela la convenzione. Contro tale provvedimento, la società titolare ha proposto ricorso al TAR, chiedendone in via cautelare la sospensione.

Nel procedimento dinanzi al giudice amministrativo, a sostegno delle ragioni poste dal Comune alla base del provvedimento di revoca, sono intervenute Legambiente e il Comitato Ortigia Sostenibile. All’esito dell’udienza in camera di consiglio il TAR ha rigettato la domanda di sospensiva per insussistenza del pregiudizio grave e irreparabile paventato dalla società ricorrente.

In definitiva, la spiaggia di Cala Rossa – per residenti e turisti – rimane libera e bella.
Si tratta di un risultato importante che costitusce una pietra miliare verso una gestione dei beni pubblici e comuni nel centro storico che vogliamo più sostenibile. E anche un’ulteriore dimostrazione che attraverso la partecipazione i cittadini possono difendere il loro “diritto alla città” e ottenere grandi risultati.

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