breaking news

Siracusa| Caso “Fermi”: “Lunedì non entreremo a scuola”

Siracusa| Caso “Fermi”: “Lunedì non entreremo a scuola”
Cronaca
'
0

La giornata di mobilitazione generale degli studenti oggi è servita a rafforzare il focus sulle condizioni dell’edificio scolastico ritenute da studenti, ma anche dai docenti, “non perfettamente idonee per continuare le lezioni”. Genitori arrabbiati: “Non si gioca con la vita dei nostri figli”.

Si è conclusa la giornata di mobilitazione studentesca che oggi ha visto tutte le piazze d’Italia impegnate e affollate contro la “Buona Scuola” di Renzi. Buono l’esito della mattinata di sciopero anche per gli studenti siracusani che hanno manifestato sotto la Prefettura non solo in nome del diritto allo studio in piena autonomia ma anche per chiedere maggior sicurezza negli edifici scolastici che, nel caso siracusano del Fermi, ha conosciuto conseguenze nefaste specie in occasione delle ultime piogge di portata eccezionale. Ma i disagi nell’edilizia scolastica in realtà si registravano già da tempo. Stamattina la contestazione studentesca, che ha visto sfilare anche genitori e personale ATA oltre a qualche docente, si è conclusa in piazza Archimede per un zoom specifico sul caso “Fermi” da sempre ritenuto “fiore all’occhiello” della scuola igmsiracusana. All’incontro col dirigente scolastico in Prefettura si è parlato dello stato di abbandono dell’edificio innanzi alla deputata nazionale dei Cinquestelle Maria Marzana. Un incontro che fa seguito a quello avuto ieri con il commissario del Libero Consorzio Arnone. Allo stato attuale quali sono le condizioni del Fermi? I pilastri contestati ai tecnici del Comune “sembrerebbero” in sicurezza, in realtà – fanno sapere gli studenti – occorrono prove di carico ed interventi specifici di consolidamento”. E studenti e genitori non ci stanno: “Lunedì non entreremo a scuola! Chiusura o no. Ai docenti chiediamo un appoggio per far fronte alle nostre assenze giustificate”. La risposta in realtà c’è stata giorni fa, agli albori dello sciopero. Gli studenti studiano e seguiteranno a studiare il regolare programma inviato via internet dai professori. D’accordo anche i genitori che in coro affermano che “quella di stamattina è stata una giornata di protesta costruttiva che guarda al futuro degli studenti del domani”. Ad aprile scorso i primi interventi all’interno della scuola, interventi non strutturali – riferiscono gli studenti – più che altro volti ad arginare il crollo dell’intonaco. Il 19 settembre scorso altra riunione per fissare date e modalità di successivi monitoraggi per la messa in sicurezza definitiva, ma tutto ancora resta sulla carta. A questo punto la decisione degli studenti di mobilitarsi e alzare la voce contro gli enti preposti. Certo, c’è da fare i conti anche con i tempi tecnici e la burocrazia,  quest’ultima la prima a salire sul banco degli imputati in questa annosa vicenda. “Pare che il Libero Consorzio abbia già contatto un’azienda specializzata che dovrebbe iniziare i lavori da lunedì – fanno sapere gli studenti – ma sin qui notizie non ufficiali. Ci aspettiamo dal commissario Arnone maggiori garanzie. Con la nostra vita non si scherza. Noi abbiamo fatto tutti i passaggi consentiti, siamo arrivati sino al Ministero della Pubblica Istruzione che conosceva la situazione assicurandoci che i soldi ci sono, basta attingere dal finanziamento di due miliardi da poter utilizzare subito”. A questo punto, il problema sarebbe squisitamente burocratico, non politico nè tanto meno finanziario. Una cosa è certa, gli studenti non vogliono tornare a scuola in condizioni non idonee, e ci mancherebbe! E stavolta i professori sono d’accordo.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *