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Siracusa| C’è l’Urban Center, “tutti un passo indietro!”

12 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| C’è l’Urban Center, “tutti un passo indietro!”
Cronaca
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Inaugurato stamattina l’Urban Center di via Nino Bixio, vecchia Sala Randone. Sfida ambiziosa per il sindaco: “Penso che Siracusa non abbia mai avuto uno spazio cosi votato alla democrazia”. Italia: “Ogni associazione faccia un passo indietro in nome di un modello di gestione unico e creativo”.

Arriva con qualche decennio di ritardo, l’Urban Center a Siracusa, città sempre più smart. Ma meglio tardi che mai. Tutti conosco la location come Sala Randone, un vecchio teatro in decadenza, chiuso da alcuni anni. Oggi l’ufficio delle Politiche Educative per i progetti socio culturali, in materia di innoazione, ingaggia la sfida, sotto l’egida del Comune di Siracusa, per far si che questa struttura diventi la vera e propria Casa della Città in cui associazioni ed enti possano avviare confronti sulle diverse tematiche inerenti lo sviluppo e la crescita del territorio.

Una grande agorà, insomma, per dirla come il sindaco Giancarlo Garozzo che stamattina, nel corso dell’inaugurazione del sito di via Nino Bixio (angolo via Malta), ha sottolineato come l’Urban Center si pone quale miglior abbrivio per i forti momenti di scambio di idee e progetti, e di saperi vari.

Una sfida ambiziosa – ha detto Garozzo – molti di noi probabilmente non sono nemmeno preparati a tale portata. Una scelta che deve essere recepita dal singolo cittadino, dalla base, cosi come dalla più alta figura istituzionale. Questo atteggiamento di parità ed uguaglianza non potrà che dare buoni frutti, molto importanti per il futuro del nostro territorio”.

Il confronto con l’amministrazione comunale e il mondo dell’associazionismo in genere a proposito di politiche educative del territorio in realtà arriva da lontano, con la mirabile esperienza, dapprima della Casa del Cittadino ubicata nell’improbabile quartiere di Mazzarona. Simbolo della stessa forza del progetto che vuole essere socialmente penetrante, invasivo.

Oggi l’Urban Center, alle porte del centro storico, uno spazio di grande democrazia che- ricorda il sindaco – Siracusa sin qui non aveva mai avuto. Tanti gli obiettivi prefissi. “Sono orgoglioso del lavoro svolto da questi uffici e dalle associazioni – aggiunge Garozzo – è la testimonianza dell’interesse vero che c’è nei confronti di questa struttura. Speriamo vada tutto bene”.

Insomma, chi gestirà adesso l’Urban Center concretamente? A dipanare elegantamente la matassa ci pensa l’aplomb del vice sindaco Francesco Italia: “Questo spazio deve essere gestito sul principio della condivisione, unico strumento di grosse opportunità che vengono date alle associazioni, agli imprenditori, categorie produttive, ai cittadini. Sono loro che devono sfruttare questo momento ma ricordandosi però che senza condivisione non esiste nulla.

“La sfida da intraprendere, a mio avviso, deve poggiare su un modello di gestione “creativa”. Bologna è esempio virtuoso. Ma Siracusa deve però concentrarsi sulla creatività che è il vero humus da cui prendono vita i nuovi processi di sviluppo. La creatività è la scintilla che poi accende la legna e ardere il fuoco.

“Penso a un grande condominio di associazioni, – dice Italia – interlocutori veri che da sempre richiedono al sindaco spazi in cui esercitare le proprie attività. Ma bisogna fare tutti un passo indietro, ripeto, perche questo non sarà il luogo di una ma di tutte le associazioni affinchè possano trovare insieme un modello unico di gestione a cui la amministrazione comunale si potrà approcciare in termini economici, di promozione e sponsorizzazione”.

In Italia sono sorti negli ultimi anni numerosi Urban Center, luoghi pubblici deputati a migliorare l’informazione e la partecipazione dei cittadini alle politiche urbane e territoriali. Nati sulla scia delle esperienze anglosassoni – soprattutto statunitensi – hanno come funzione principale la promozione della discussione e il confronto con i cittadini (e fra i cittadini) sui processi decisionali legati alle trasformazioni possibili e sostenibili delle città e del territorio.

Noti anche con i nomi Casa della Città, Infopoint, Centro di Documentazione Urbana o Casa dell’Architettura, l’osservatorio italiano di ricerca sugli Urban Center  li definisce come i “luoghi privilegiati, trasparenti e riconoscibili deputati all’informazione, comunicazione, partecipazione e promozionedegli scenari di trasformazione in progress della città”.

Uno strumento potenzialmente molto utile per rendere più trasparenti, condivise e partecipate le scelte di governo locale, sperimentando forme di democrazia partecipativa capaci di portare alla costruzione condivisa delle linee guida delle politiche urbane, andando oltre la comunicazione e l’informazione passive.

Nella loro attività di servizio nei confronti degli attori mobilitati (o potenzialmente interessati) nei processi decisionali sul governo del territorio, ospitano incontri, mostre, sessioni di progettazione partecipata, workshop, convegni, dibattiti sui temi connessi all’urbanistica, l’architettura, i parchi, il verde urbano e tutto ciò che riguarda il governo del territorio. (r.t.)

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