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Siracusa| Cgil: Contrattazione lavorativa inclusiva, il lavoro si fa strada

17 Settembre 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Cgil: Contrattazione lavorativa inclusiva, il lavoro si fa strada
Sindacale
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Il documento «Il Lavoro è» ci ha consegnato un’analisi puntuale di quanto avvenuto negli ultimi 20 anni in Italia e in Europa.

L’aumento delle diseguaglianze sociali e la crescita vertiginosa delle nuove povertà. Dalla crisi è emerso un modello produttivo notevolmente differente rispetto al passato: una nuova organizzazione del lavoro che deve definitivamente interrogare la CGIL sui nuovi strumenti di iniziativa sindacale, di tutela individuale e collettiva, di solidarietà sociale funzionale a rinvigorire il ruolo del sindacato confederale quale strumento di trasformazione e di cambiamento sociale e generale della società. Questa nuova organizzazione del lavoro, ha creato una pericolosa segmentazione: da un lato una iperspecializzazione, basata sui principi delle competenze immateriali e delle conoscenze diffuse, dall’altro una enorme massa di lavoratori generici, precari, in appalto, a chiamata, con basse retribuzioni e continuamente esposti al ricatto occupazione come strumento di ricatto sociale anche all’interno del segmento alto del lavoro esistono ormai forti polarità riferibili non solo alle retribuzioni quanto al sapere e alle competenze, non solo tecniche ma anche relazionali, che garantiscono la continuità nel mercato del lavoro.

È il trionfo del lavoro povero, l’antitesi di quanto previsto dal dettato costituzionale e che ha permesso nel ‘900 a milioni di persone di uscire dalla propria condizione di minorità e intravedere nel lavoro uno strumento reale di pieno accesso alla cittadinanza. Uno dei passaggi culturali necessari per la CGIL nell’ottica di esercitare una contrattazione sempre più Efficace, è riconoscere la centralità del lavoro e della libertà delle persone. È giunto il tempo di costruire non “una campagna” ma “la campagna”, per sperimentare realmente politiche contrattuali innovative, capaci di impostare un ragionamento sui perimetri contrattuali e sulla contrattazione inclusiva. Una campagna di questo tipo potrebbe essere impostata su tre assi: Rivendicare nuove iniziative nei confronti dei legislatori (governo/parlamento), un nuovo statuto dei lavoratori e delle lavoratrici, fondato sul principio dell’universalità dei diritti nel mondo del lavoro. Costruire un percorso di partecipazione e comunità nei luoghi di lavoro e nelle filiere.

Alcune delle materie che potrebbe essere oggetto di contrattazione inclusiva, integrata, comune potrebbero essere: appalti e terziarizzazione; organizzazione del lavoro; coinvolgimento di tutti i lavoratori al di là della qualificazione del rapporto (compresi autonomi); relazioni industriali (diritti di informazione preventiva, informative su andamento aziendale, confronto preventivo su appalti, etc); clausole sociali per la continuità occupazionale; diritti sindacali universali (permessi, agibilità sindacali, diritto di assemblea, informazioni ed uso dei social o reti anche per ragioni sindacali etc), salute e sicurezza; genitorialità; assistenza e cura dei familiari; trattamenti uniformi per integrazione malattia/infortunio; accesso uniforme ai servizi aziendali (mensa, spogliatoi, etc); formazione continua e permanente; gestione delle ristrutturazioni aziendali e delle crisi condivisa e coinvolgendo tutti i lavoratori con forme contrattuali anche diverse dal rapporto a tempo indeterminato (somministrati, collaboratori, etc.).

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