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Siracusa | Cgil, controlli nel settore edile totalmente insufficienti

Siracusa | Cgil, controlli nel settore edile totalmente insufficienti
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L’ennesimo grave infortunio sul lavoro del 2 marzo occorso nel settore delle costruzioni fa riemergere il preoccupante problema nel mondo lavorativo del mondo dell’edilizia.

“L’ennesimo grave infortunio del 2 marzo scorso – hanno detto Roberto Alosi, Segr. Generale CGIL e Salvo Carnevale Segr. Gen. Fillea Cgil – ha mostrato ancora una volta come il sistema sia totalmente inadeguato ad affrontare la sfida della vigilanza dentro un comparto economico in grande espansione per effetto dei bonus e che potrebbe mantenere livelli alti di occupazione ancora per qualche anno”. Serve dare immediatamente – e per il prossimo biennio – attuazione del Documento di Programmazione della Vigilanza per il 2021, ove si disponeva, tra le altre cose, l’attivazione di una campagna straordinaria di vigilanza in edilizia. Gli accertamenti in questione dovevano riguardare, in particolare.

Tra cui: le condizioni di salute e sicurezza, il rispetto dei protocolli anticontagio e la veridicità, effettività e adeguatezza dei percorsi formativi e della relativa attestazione; – la corretta instaurazione e gestione dei rapporti di lavoro, con particolare riguardo all’ applicazione del contratto collettivo dell’edilizia per le imprese operanti nel settore, ai connessi obblighi di iscrizione alla Cassa Edile, ai falsi part time, alla verifica della genuinità delle posizioni artigiane e dei frequenti sottoinquadramenti dei lavoratori; – la gestione e regolarità dei distacchi e delle ipotesi di codatorialità, degli appalti e dei subappalti, con particolare attenzione alle sempre più diffuse forme di esternalizzazione; – la verifica della conformità normativa delle attrezzature di lavoro (Titolo III del d.lgs. n. 81/2008) e delle macchine (d.lgs. n. 17/2010), nonché le modalità del relativo utilizzo durante l’intero ciclo di vita (installazione, preparazione, avvio, funzionamento, pulitura, manutenzione, smantellamento).

“Il documento, inoltre, – proseguono Alosi e Carnevale – indirizzava le verifiche, sia verso le realtà produttive oggetto di fondate segnalazioni/richieste d’intervento, sia verso obiettivi individuati mediante un’accurata attività di controllo preventivo del territorio e di intelligence che tenga conto delle risultanze delle analisi di rischio ricavabili dall’elaborazione dei dati contenuti nelle notifiche preliminari (natura dell’opera, importo lavori, numero presunto di lavoratori presenti, autonomi) e dallo scambio di dati e informazioni con le Casse Edili, come previsto dal protocollo sottoscritto lo scorso 11 marzo tra l’INL e la Commissione Nazionale delle Casse Edili/Edilcasse (CNCE). Nella selezione degli obiettivi si terrà conto altresì dei precedenti ispettivi e dei seguenti ulteriori criteri: aziende inattive, con ripresa dell’attività a ridosso del periodo di vigenza dei bonus anno 2021 relativi all’edilizia, comunque denominati.

La verifica di aziende mai sottoposte a controllo o con accertamenti risalenti e/o per le quali risultino gravi ovvero reiterate irregolarità; aziende interessate dall’istituto del distacco transnazionale; imprese in rete che operano nel settore; aziende caratterizzate dalla maggiore probabilità di rischio infortunistico connesso alla rotazione del personale impiegato; cantieri che prevedono la compresenza di più imprese. Ci chiediamo come sia possibile produrre risultati significativi in ottemperanza di un documento puntuale come questo, in presenza di istituti di vigilanza praticamene azzerati e senza grossi mezzi a disposizione per effetto di una scellerata politica di risparmio.

I tempi di reazione sulla programmazione degli interventi e sulle segnalazioni provenienti dalle organizzazioni sindacali sono, purtroppo, spesso inappropriati rispetto alla durata media di un cantiere. In sostanza i controlli arrivano quando i buoi sono gia scappati. La rapida crescita del settore nell’ultimo anno non ha fatto altro che ingigantire la totale impossibilità di affrontare le criticità e ciò che accade nei cantieri super bonus, con una forte compresenza di imprese, sono la rappresentazione di questa impotenza dello Stato. Non ci sono molte strade per risolvere il problema. Si passa essenzialmente dal potenziamento degli istituti di vigilanza(gli ultimi concorsi prevedono un reclutamento risibile rispetto al fabbisogno Provinciale);dalla obbligatorietà dell’azione formativa di settore che sarebbe già un atto necessario per i neo assunti; e dalla condivisione totale dei sistemi informativi tra tutti gli istituti di vigilanza, gli enti bilaterali edili e anche le organizzazioni sindacali che rimangono un termometro fondamentale dell’aria che si respira in cantiere.

E nonostante gli enormi progressi normativi e contrattuali grazie all’azione perpetua delle organizzazioni sindacali del settore costruzioni, rimane ancora possibile trovare lavoratori in nero che si infortunano e con le aziende che pensano di aggirare la norma correndo a regolarizzare la posizione contributiva il giorno dell’infortunio come accaduto lo scorso 2 marzo. Se sarà necessario ci costituiremo parte civile perché riteniamo questi ultimi fatti di una gravità  inaccettabile e non siamo disposti al solito stucchevole dispiacere di circostanza.

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