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Siracusa| Ciccio Abela, l’attore, il Maestro, l’uomo

Siracusa| Ciccio Abela, l’attore, il Maestro, l’uomo
Spettacolo
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Continuano i messaggi sul web per la grave scomparsa dell’attore siracusano Ciccio Abela avvenuta ieri mattina. Colleghi e amanti del teatro stanno salutando il grande “amicone” di tutti, persona perbene come poche di questi tempi. Un male ha spento la sua verve per sempre. Stamattina dalle ore 11.30 la salma sarà nella camera ardente di in via Agrigento 10. I funerali saranno domani, martedì 9, alle 15.30 presso la chiesa del Carmine in Ortigia.

Noi di Webmarte abbiamo pensato di affidare il ricordo di Ciccio Abela al collega di teatro Mauro Italia. Un “dialogo”, per certi versi, struggente tra i due attori che, purtroppo, non hanno avuto il tempo di condividere lo stesso palcoscenico. Resta, comunque, una bella pagina da cui sembra materializzarsi il sorriso sincero di Ciccio specie nel finale quando, con la solita autoironia, affronta e con coraggio un destino beffardo.

“Si parlava di teatro, con Ciccio, quasi esclusivamente. Lo conoscevo da pochissimo tempo, ma mi era bastato per capire la sua natura… un uomo di scena e che per la scena viveva. Lo vedevo correre, sbattere e ultimamente anche soffrire quando, stanco delle proprie disgrazie, non disdegnava mai di raggiungerci in teatro. Come qualche tempo fa, lo trovai tra il mio pubblico, nel teatro che tanto amava.

Debuttavo con una nuova commedia e lui li presente, la conosceva bene la storia, ne aveva vestito i panni di uno dei personaggi con Enrico Guarneri. “Quaranta ma non li dimostra”. Mi disse: “Vediamo cosa sai fare?”. E restò li tutto il tempo, fino alla fine dello spettacolo. Non riuscii a raggiungerlo perchè andò via appena accese le luci sul finale. Non stava benissimo, quel giorno decise anche di pagare il biglietto, nonostante sapeva che era sempre mio gradito ospite.
Ciccio Abela l’attore, il Maestro, l’uomo. Ricordo il suo sorriso e la sua presenza forte e ricca di carisma, lo stesso carisma che mi teneva attaccato al telefono nei dopo commedia, dove mi spiegava gli errori, i profili dei personaggi, il movimento scenico, mi diceva di cambiare l’oggetto di qualche interpretazione, agiva anche sulla scelta dei costumi. Mi stoppava in certi adattamenti che avevo dato al testo spiegandomene esattamente i motivi, senza presunzione alcuna e senza critiche, mi dava delle dritte che solo un maestro innamorato della sua arte sa dare con un’umiltà degna del grande personaggio che è stato e che ricorderò.
Avrei voluto dividere il palcoscenico con lui, in qualche magia teatrale e lui stesso me ne parlò una sera quando commentando una caratterizzazione di un mio personaggio mi disse: “Non sei un caratterista, si vede, ma mi è piaciuto il tuo Bebè”. Lo disse con una dolcezza tale e con una sincerità imbarazzante che quasi mi convinse di essere stato bravo. Lui è stato e sarà sempre un grande attore ovunque adesso sia.
Non l’avevo sentito ultimamente se non per quegli auguri di Natale inviati a cui mi ha risposto con un semplice cuore. Forse dovevo capire, forse… Mi rimane il ricordo e il dispiacere di non averlo conosciuto molto tempo prima. E mi rimbombano le sue ultime parole: “Ci vediamo ad aprile per il nuovo debutto a teatro” –  gli dissi. Ma con una risata degna di uno dei più toccanti finali mi congedò dicendo: “Mauro, non ci sarò ad aprile!”. Riposa in pace Grande Maestro.   (Mauro Italia)
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