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Siracusa| Città rossa per la vergogna, che fine ha fatto la resilienza?

13 Ottobre 2016 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Città rossa per la vergogna, che fine ha fatto la resilienza?
Cronaca
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Immagini stonate di Siracusa appaiono in questi giorni sui format tv nazionali. Dall’anziano-torcia all’ultima tegola sulla politica locale: consiglieri del 2008 dovrebbero risarcire 208 mila euro?

di Rosa Tomarchio

Purtroppo non esistono i gloriosi cascami dell’ultimo evento mondiale che ha fatto brillare Siracusa per sette giorni di fila. Non basta. La città si è svegliata anche stamattina con le ossa rotte, col viso un tantino rosso per la vergogna per via dei tanti insoluti. Da Don Pippo, violentemente picchiato e dato a fuoco da balordi di cui ancora non si conosce il volto, anche se il cerchio si stinge sempre più attorno a probabili autori; l’aggressione della troupe de Le Iene al mercato di Ortigia; nessuno ha chiesto scusa, lo ha fatto per tutti il sindaco Garozzo che ha inviato una lettera alla redazione del programma Mediaset per manifestare la solidarietà della città alla troupe aggredita mentre realizzava un servizio, sulla pesca di frodo nell’Area marina protetta del Plemmirio; alla tegola piovuta sulla formazione con la polemica indirizzata per direttissima all’assessore regionale Marziano, alla consigliera Simona Princiotta che questa mattina sarà sentita in Commissione Antimafia a Palermo (il 19 il sindaco Garozzo sarà a Roma dalla Bindi) e dulcis in fundo la notizia sui 208 mila euro che una ventina di consiglieri comunali del 2008 (forse più) dovrebbe risarcire alla comunità secondo quanto prescrive la Corte dei Conti. Tra loro anche l’ex sindaco Bufardeci, e l’attuale Garozzo nelle vesti dell’allora capogruppo del PD al Comune, gli assessori dell’epoca  Visentin e Reale oltre una sfilza di consiglieri, alcuni dei quali ancora in carica. Ognuno si presenterà il prossimo 16 novembre innanzi al giudice amministrativo per presunto “danno erariale” con una propria posizione e una propria storia. Non mancheranno i distinguo, infatti, qualcuno si dimise dopo il provvedimento, come Reale che da tecnico si dimise, e cosi anche il sindaco Bufardeci per candidarsi alle regionali.  Siracusa insomma in chiaro scuro agli occhi di tutta Italia. E sono in molti a chiedere già uno scatto d’orgoglio, la classica svolta che faccia uscire dal pantano della “vergogna”. Un gesto di resilienza che dovrebbe investire, in primo luogo, chi ha veramente sbagliato. Nessuno escluso.  Dal venditore di ricci al mercato al politico o amministratore cittadino.  Ma che fine ha fatto il percorso virtuoso di “resilienza” intrapreso sino allo scorso anno con incontri /educativi periodici in aula magna?

 

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