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Siracusa| Con Fresu e l’Orchestra Mediterraneo, buona la prima!

22 Gennaio 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Con Fresu e l’Orchestra Mediterraneo, buona la prima!
Spettacolo
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Pubblico attento e silenzioso ad ogni nota. La tromba più famosa d’Italia incanta, i maestri che l’accompagnano pure. Non perdiamo di vista queste eccellenze quando c’è da rilanciare un Teatro “musicale”. E si sogna una Berchidda tutta siracusana tra i monti aretusei.

Prove generali di acustica al Teatro Comunale di Siracusa ieri in occasione del concerto di Paolo Fresu e dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo. Come previsto, sold out per uno degli eventi più qualificati e di caratura internazionale considerato il “peso specifico” degli artisti presenti sul palco. Prova andata benissimo e ben riuscita. L’impatto sonoro è stato graditissimo al numeroso pubblico che ha finalmente assistito a uno spettacolo di pregio. Fresu è una garanzia, è vero, e la “Norma” di Bellini lo è ancor di più per i ricercatori di nuovi e sorprendenti stilemi musicali che a suon di jazz sfidano il tradizionale spartito di una delle liriche più belle del secolo passato. Pubblico attento e assorto, silenzio in sala, sospiri sui loggioni dove con trepidazione si è attesa la prima nota della protagonista: la tromba armonizzata di Fresu. Melodia allo stato puro. Virtuosismo fresuiano, (eccezion fatta per l’harmon) stavolta, contenuto, del resto quando “parla” il coro dell’orchestra siciliana c’è spazio per tutti, per ogni singolo maestro. Apprezzati gli “assoli” dei siracusani Seby Bugio (le sue mani hanno toccato le corde di tutti gli spettatori, come se il pianista suonasse l’arpa), e di Peppe Tringali alla batteria, ottimi i dialoghi coi fiati e Fresu, con Rino Cirinnà e Carlo Cattano. Bravi tutti, indiscusso. Non di meno il direttore d’Orchestra Paolo Silvestri che confessa: “Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta”. A giudicare dagli applausi e dalla richiesta di bis pare proprio di si. Sperimentazione ben riuscita: l’eleganza di Gershwin, la severità delle marcia e l’allegria dixie, la “black” che fa ancora di più Sud. Isola. Un lavoro a più mani, questa “Norma”, egregiamente composta a distanza, tra Torino e Catania, e poi l’aspirazione comune, giusta e sacrosanta, di portare il concerto nella sua sede naturale: il Bellini di Catania. Magari nella prossima programmazione 2017/18. Intanto, l’appuntamento con il trombettista Fresu per i suoi aficionados siciliani è fissato per luglio, ce lo auguriamo, al festival jazz di Noto per un altro concerto sotto le stelle al fianco di un altro grande nome della ribalta internazionale (dopo Omar Sosa potrebbe essere Uri Caine). Imperdibile! Mentre si accorciano le distanze tra Sardegna e Sicilia (sarebbe opportuno non perdere d’occhio personalità del taglio di Fresu quando c’è da  rilanciare un Teatro “musicale”. Si potrebbe  pensare anche ad una nuova Berchidda (2500 anime, dal 1988 culla del jazz che conta), potrebbe sorgere tra i “monti” ad ovest degli Iblei. (rosa tomarchio)

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