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Siracusa| Crolli Quintiliano. Ma dopo lo sciopero?

13 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Crolli Quintiliano. Ma dopo lo sciopero?
Sindacale
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Protesta studentesca stamattina e classi vuote. Solidarietà al Magistrale anche dagli studenti del Nautico in corteo perchè privi di riscaldamento da mesi. Carnevale (Cgil): “E’ il simbolo di una provincia che cade a pezzi. Subito un tavolo permanente di tutti gli enti coinvolti”.

Stamattina corteo studentesco dopo i fatti del Quintiliano. Scioperano anche gli studenti degli altri istituti superiori per i mille disagi della “buona scuola” che cade addosso ai giovani che insceneranno un sit di protesta sotto la Prefettura. La partenza prevista per le 9,30 dal campo “Pippo Di Natale”. Ci saranno anche i ragazzi del Nautico costretti a fare lezioni senza riscaldamenti da quasi un anno. Ma cosa succederà dopo lo sciopero? 

“Da lunedì tutti avranno dimenticato il caso Quintiliano cosi come tanti altri casi di devastazione politica per quanto concerne l’edilizia scolastica” – è il pensiero di Salvo Carnevale, segretario generale Fillea-Cgil Siracusa che starà al fianco della protesta studentesca. Di seguito la nota del sindacalista.

“I fatti del Quintiliano sono la rappresentazione plastica di una provincia a pezzi. La burocrazia tiene i cassetti delle risorse disponibili chiuse a chiave e le scuole cadono a pezzi. Eppure il progetto ‘Scuole sicure’ doveva rappresentare la svolta per mettere in sicurezza gli istituti scolastici e, qundi, anche insegnanti, studenti e addetti. Adesso si corre ai ripari con interventi straordinari dettati dalla emergenza e dal fragore dei calcinacci che cadono in testa agli studenti.

Nessuna organizzazione, nessuna pianificazione. Siamo in presenza del fallimento totale di una classe dirigente. Lunedì tutti avranno dimenticato l’emergenza che vivono le scuole e si aspetterà solo la prossima crepa di un territorio devastato dalla paralisi degli investimenti.

E sullo sfondo, oltre alla insicurezza di studenti e addetti ai lavori, la disoccupazione dilagante degli edili. Il doppio vantaggio che deriverebbe dalla programmazione della manutenzione degli edifici scolastici per occupazione e sicurezza svanisce sotto i colpi dello scaricabarile delle responsabilità  stucchevole ed inaccettabile.

Da lunedì, se ci illudiamo di cambiare qualcosa in questi meccanismi arrugginiti,  occorrerà che cittadini, insegnanti, studenti, rappresentanti dei lavoratori edili ed imprenditori, insieme, pianifichino una modalità di protesta che bussi prepotentemente alle porte della politica per chieder contezza degli investimenti attivabili immediatamente e programmando l’utilizzo delle risorse disponibili.

Bisognerebbe costituire un comitato permanente degli attori coinvolti per verificare in assoluta trasparenza l’attività degli enti (Regione, Comuni ed ex Provincia) per ancorarli alle loro responsabilità che sono evidenti ed insopportabili. Solo un fronte comune trasversale può ottenere risultati”.

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