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Siracusa| Dal 29 la “sfida” de I Cavalieri di Solari

Siracusa| Dal 29 la “sfida” de I Cavalieri di Solari
Spettacolo
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Parte la sfida de I Cavalieri, la sfida di divertirsi a teatro. Una sfida importante, ha sottolineato il consigliere delegato Inda Pierfrancesco Pinelli stamattina in conferenza stampa con regista e cast pronti al debutto del 29 giugno.

“Gianpiero Solari è stato capace di svelare all’interno del testo di Aristofane elementi comici esilaranti ben supportato da un cast in grado di dare ritmo, in termini vivaci, a tutta la commedia. Un cast, naturalmente, di altissimo livello”.

La 54° stagione, quest’anno, sta ritrovando il plauso della critica, oltre che del pubblico, sempre più numeroso ed interessato. Le due tragedie (Edipo a Colono e Eracle) sembrano destinate ad entrare, probabilmente, nella “top five” della storia della produzione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.  Commedia che arriva, per la prima volta, in appendice alla ciclicità delle due tragedie. Una scelta ben precisa.

“Del resto, il vino migliore arriva sempre alla fine – esordisce di suo l’ironico Giampiero Solari –  perché, generalmente, non si sa che sapore avrà. Qui, invece, c’è un fattore immediato: questa è una commedia che viene messa in scena in un posto “alto”, in un luogo come il teatro greco, che lascerà il segno della testimonianza di Aristofane, considerato il drammaturgo comico per eccellenza e della massima libertà d’espressione, come avviene d’altronde nelle commedie più rispettabili.  I contenuti sono molto profondi ma, allo stesso tempo, diretti. E non è un caso che si tratti della storia meno rappresentata da Aristofane.

In un alternarsi di potere e democrazia, scorre la storia della guida della città di Atene, che è stata veramente una delle culle del pensiero occidentale, e che arriva, dopo una lunga guerra con Sparta, al momento della grande crisi quando “la filosofia è andata in vacanza!”. Ed in questo clima di povertà, soprattutto di pensiero, molto inquieto ed inquietante, accade una cosa non da poco la lotta politica diventa sempre più bassa, tutto porta al populismo, ai manipolatori di teste.

Appare “Demo”, il vecchio il saggio, che sembrerebbe assurgere a vera guida del popolo, (“oggi potrebbe essere il Presidente della Repubblica, il garante della democrazia” – dice Solari) il quale sceglie come primo ministro uno schiavo, un cuoiaio. Il parallelismo è servito: oggi i primi ministri sono mercanti, mercanti di parole”. Un saggio (Antonio Catania), però, che ruba e che ingaggia un dialogo col salsicciaio. In mezzo ci stanno “i cavalieri”, (“oggi sarebbero i nostri deputati e senatori”), politici che sono stati schiacciati dalla loro stessa bramosia di potere. Truffe vissute come una metafora, elemento meraviglioso di azione continua.

I Cavalieri in scena sono rappresentati dagli allievi dell’Accademia “Giusto Monaco”. “Un prodigio questi ragazzi – esclama il regista – hanno una tenuta psicofisica notevole e qualcuno credo che si stia arricchendo, mi riferisco alle farmacie, soprattutto, con la vendita di dosi generose di potassio e magnesio. Il coro dei Cavalieri inizia le prove alla buon’ora, la mattina sino alle 14. Sosta pomeridiana per andare in scena con Edipo, ed alle 21.30 si ricomincia con Cavalieri. “Devo dire che c’è un clima di forte passione – rimarca Solari – col gruppo di regia che ha partecipato a questa riscrittura drammaturgica con un’ottima traduzione del testo”.

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La chicca. Si chiama Roy Paci, la tromba più famosa d’Italia, che non solo ha realizzato le musiche ma addirittura ha il ruolo di corifeo. “Il cantastorie, portavoce del Parlamento, – spiega Solari – che cuce il rapporto tra la Grecia e la Sicilia. Roy, tra l’altro, veniva al teatro greco di Siracusa quando pigiava la scuola (Paci è di Augusta), una grande fortuna per lui. Spero sia un punto d’arrivo anche per me, poter “pigiare” per venire in questo meraviglioso teatro di cui, ammetto, sconoscevo l’esistenza se non in foto”.

Gigio Alberti è tra i protagonisti di questa “sfida” e avverte: “Attenzione, il linguaggio è molto duro, molto contemporaneo, immediato, anche volgare alle volte, ma parecchio!”.  Lo segue Antonio Catania, siciliano, alle prese con la fiction Squadra Mobile: “Sono il vecchio saggio Demo, garante della Costituzione, che interpreta quello che sono i desideri del popolo nella politica, ma approfitta di questo ruolo pe perseguire il proprio utile. La speranza è che la politica riacquisti il ruolo primario e nobile. Questo il messaggio del grande Aristofane”.

Francesco Pannofino racconta il primo approccio. “Quando Solari mi ha inviato il copione, gli ho chiesto ma qual è il mio ruolo? Il salsicciaio? Mi sapeva di vacanza al mare di Siracusa. E invece, ci stiamo facendo un mazzo tanto! E’ una commedia faticosissima, per le dimensioni anche del palcoscenico del teatro greco. Sono contento di trovarmi a 60 anni qui per la prima volta, grazie a Solari ed ai ragazzi dell’Accademia Inda che sono sorprendenti”.

Roy Paci aggiunge: “Per chi come me crede nella reincarnazione, Aristofane avrà sicuramente plagiato il pensiero di Solari. Che ha avuto una grande intuizione: l’utilizzo di elementi bizzarri, come noi. E’ vero. Io sono in una condizione di privilegio, sto imparando delle cose che non conoscevo grazie anche ai ragazzi dell’Accademia ed a Giampiero, e grazie per questo momento magico che sto vivendo a Siracusa, città mia, città magica”.

Completa il cast Sergio Mancinelli: “Una compagnia bellissima, la commedia sembra scritta ieri sera e Giampiero è un genio. Sono felice di prolungare la stagione. Accorrete a teatro!”.

La natura. Il paesaggio del teatro greco. Ed alberi, questa la scena naturale de I Cavalieri scelta da Solari. “Ho visto questo sito archeologico e me ho subito il suo fascino – dice il regista – non lo conoscevo nemmeno; ciò che ho visto sotto il palcoscenico mi ha dato una impressione meravigliosa. Ecco perché tutta la commedia verrà recitata sui resti archeologici le cui immagini sono stampate sulla scena”. Rispetto per il sito e per il pubblico. Solari avvisa “La commedia è piena di turpiloqui. Ma è Aristofane che l’ha scritta. La stessa cosa oggi la vediamo in tv, il turpiloquio è sulla bocca anche dei politici. Doveroso ringraziare Roberto Andò, colui che mi ha fatto scoprire questa commedia, elemento fondamentale di questa operazione culturale Inda”. Dal 29 giugno sino all’otto luglio, tutte le sere, alle ore 20,30. (rt)

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