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Siracusa| Decreto Sicurezza, il no dei sindaci progressisti

Siracusa| Decreto Sicurezza, il no dei sindaci progressisti
Politica
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Decreto Sicurezza. Articolo Uno insieme ai sindaci progressisti per norme di civiltà”. Zappulla: “Cresca in Sicilia e nel Paese una mobilitazione straordinaria”. Il sindaco Italia: “Mi auguro che il Governo ascolti la voce dei sindaci e di tutte quelle forze politiche che hanno evidenziato le conseguenze in termini di sicurezza”.

Articolo Uno Movimento Democratico e Progressista al fianco del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di tutti i sindaci progressisti perché, ancora prima di un problema tecnico e giuridico,  il decreto sicurezza del “Governo Salvini” pone una fondamentale questione morale e civile. “Questa norma, utilizzando strumentalmente  la legittima richiesta di maggiore sicurezza e protezione che proviene da molti cittadini, cancella principi e valori costituzionali e umanitari  irrinunciabili – spiega il consigliere regionale del movimento politico Pippo Zappulla – impedendo a persone richiedenti asilo ma  con regolare permesso di soggiorno di poter beneficiare dei diritti  fondamentali alla istruzione e alla tutela della salute”.

L’appello di Zappulla: “Invitiamo tutti i sindaci siciliani e di ogni partito ad assumere identica posizione perché cresca già nella regione e  nel Paese una mobilitazione straordinaria per cancellare norme che hanno l’amaro e insostenibile gusto del razzismo e della xenofobia”.

Sul Decreto sicurezza, questa la posizione del sindaco di Siracusa Francesco Italia. “Ritengo che l’articolo di legge di conversione del cosiddetto “decreto sicurezza” negando la possibilità di iscriversi all’anagrafe e di ottenere la residenza ai possessori di permesso di soggiorno, presenti evidenti profili di illegittimità costituzionale, si ponga in contrasto con i principi comunitari e sia deprecabile da un punto di vista etico e morale”.

“Sotto il profilo politico e culturale mi schiero, dunque, chiaramente con quei sindaci che hanno sollevato la questione e posto all’attenzione del governo l’evidente contraddizione tra il contenuto della legge e i principi costituzionali di Uguaglianza. – aggiunge Italia – L’applicazione di questa norma equivale ad un ritorno all’indietro di decenni in termini di accoglienza in quanto, senza la concessione della residenza, i comuni non potranno rilasciare al migrante la carta di identità negandogli di conseguenza l’accesso ai servizi sanitari e ai centri per l’impiego”.

“Il nostro Paese, profondamente legato ad una tradizione umanitaria e cristiana, non può far prendere il sopravvento a sentimenti di discriminazione e di paura. Mi auguro – conclude il primo cittadino di Siracusa – che il Governo ascolti la voce dei sindaci e di tutte quelle forze politiche che hanno evidenziato le conseguenze in termini di sicurezza e di incertezza derivanti dalla applicazione immediata di un tale dispositivo .

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