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Siracusa | Difficoltà per le vaccinazioni, specie degli over80 e a “domicilio”

Siracusa | Difficoltà per le vaccinazioni, specie degli over80 e a “domicilio”
Sindacale
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Si registrano ancora difficoltà organizzative per le vaccinazioni a Siracusa, Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil Siracusa reiterano richiesta di incontro urgente con l’Asp Siracusa e indicono un sit-in per martedì prossimo.

Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino, segretari generali, rispettivamente, di SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil, tornano a rinnovare la richiesta di incontro ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale alla luce, soprattutto, di quanto sta accadendo per la campagna vaccinale per anziani e non autosufficienti. “Ci sono palesi disagi tra la popolazione e continuiamo a restare inascoltati – scrivono i tre segretari riferendosi al Direttore Generale dell’ASP Ficarra e ai Direttori dei Distretti Sanitari – Abbiamo già ripetutamente chiesto e sollecitato l’Istituzione del Tavolo Permanente della Salute Provinciale, anche a Siracusa, ultima provincia nel voler riconoscere un Protocollo di Intesa siglato regionalmente dallo stesso Assessore alla Salute, Avv. Ruggero Razza, e unica a non comprendere il significato e il valore del dialogo e del confronto con le parti sociali come metodo di programmazione, ascolto dei bisogni della comunità, sostegno e attenzione alle fasce-anche più fragili- di cui siamo rappresentanza.”

Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino aggiungono, adesso, le difficoltà evidenti di un piano vaccinale che sta procedendo, ma che ha bisogno di aggiustamenti per raggiungere tutte quelle persone particolarmente fragili. “Chiediamo informazioni precise. – aggiungono i segretari – Ad esempio lo stato della campagna vaccinale degli over 80, per cui non esistendo anagrafica ed essendo necessaria volontarietà di richiesta di vaccino, ci siamo messi a disposizione concretamente nell’assistenza per la prenotazione su piattaforma online di una fascia di popolazione non così preparata alla tecnologia informatica e forse nemmeno in possesso di strumentazione.

E poi ancora sulla  riprogrammazione obbligatoria e ridefinizione delle categorie fragili così come da nuove disposizioni in vigore dal 15 marzo scorso, ai loro familiari conviventi e ai caregiver; alla modalità con cui si stanno attuando le vaccinazioni a domicilio per chi disabile, ultra75enne, non può recarsi nelle strutture attrezzate all’uopo; al reperimento di altre strutture da utilizzare come centri di vaccinazione per evitare assembramenti e caos con lunghe file di persone specie anziani e soggetti fragili accalcati gli uni agli altri in piedi e per parecchio tempo; alla conoscenza della modalità di convocazione adoperata per la vaccinazione che solleva la questione degli orari indicati nella stessa e dei tempi assegnati tra una inoculazione di dose e la successiva; agli elenchi andati in sold out pari a 2000 nominativi di “panchinari” di cui abbiamo letto sui media.”

Il sindacato dei Pensionati torna a chiedere notizie sulla eventuale disponibilità a collaborare dei medici di base che, secondo quanto sottolineato da Tranchina, Polizzi e Sorrentino “rappresentano punto di riferimento primario per tutti i pazienti – specie gli anziani e i fragili, ma anche delle famiglie tutte – in termini di fiducia e conoscenza di cartella sanitaria che permetterebbero una immediata velocizzazione della campagna di vaccinazione stessa. Consentire agli stessi la somministrazione del vaccino, ci potrebbe far traguardare una minore circolazione del virus e aiuterebbe ad abbassare il numero delle vittime”. SPI, FNP e UILP tornano così a ribadire la necessità di potenziare la rete assistenziale provinciale per superare e vincere questa sfida. “C’è bisogno di costruire collaborazioni e noi siamo da tempo pronti a farlo – dicono i segretari – C’è bisogno di figure comprimarie e non di un attore unico protagonista. In un contesto così drammatico c’è bisogno, soprattutto, di un riconoscimento reciproco dei ruoli.

Ed è per tali ragioni e per l’alto rischio in cui potenzialmente versano le migliaia di persone che rappresentiamo, così come i tanti lavoratori e cittadini della nostra provincia, – concludono Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino – che vista la straordinarietà della situazione e la tensione/timore sociale, riteniamo di doverci assumere la responsabilità – nel reiterato silenzio in risposta alla nostra richiesta dall’ASP di Siracusa – di utilizzare i modi e i metodi a noi usuali per fare sentire le nostre ragioni e per martedì 30 marzo indire un sit-in alle ore 10 sotto la sede della Azienda Sanitaria Provinciale in corso Gelone.”

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