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Siracusa| Docenti precari storici Gae: “esistiamo anche noi”

27 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Docenti precari storici Gae: “esistiamo anche noi”
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Gli  insegnanti inseriti nelle Gae (graduatorie a esaurimento) infanzia e primaria di Siracusa chiedono attenzione. “Siamo stanchi di essere trattati come fazzoletti usa e getta proprio dallo Stato”. Sono stati esclusi dalla possibilità di stipulare, come ogni anno, contratti di lavoro a tempo determinato.

A farsi portavoce del malcontento di 400 insegnanti della scuola primaria e di 350 della scuola dell’infanzia)  inseriti nelle Gae sono le delegate di Siracusa e provincia delle Gae Infanzia e Primaria, Angela Iannello e Katia Mallaci. “Siamo le precarie storiche che da 18-20 anni portiamo avanti la scuola pubblica. Siamo, cioè, docenti che dal lontano 2000 attendono la famosa stabilizzazione e che in questi anni abbiamo comunque lavorato su supplenze e incarichi annuali sia sui posti comuni sia, anche per diversi anni, sui posti di sostegno in deroga pur senza titolo di specializzazione. Per motivi personali e familiari, abbiamo deciso di non aderire al piano di assunzione straordinario della L.107/2015 (la “buona scuola”), perché consapevoli di finire fuori regione. Nelle Gae Infanzia, però, ci sono anche docenti che invece hanno fatto domanda per il piano di assunzione voluto fortemente dal governo precedente, ma nella legge 107 questa classe di concorso non è stata considerata ma solo discriminata e bleffata”.

Le precarie storiche delle Gae Infanzia, inoltre, non hanno ottenuto niente “Aspettiamo ancora il tanto agognato potenziamento – aggiungono le delegate – così com’è avvenuto per le altre classi di concorso; a tutt’oggi però i posti per la scuola dell’infanzia sono serviti per accontentare docenti di primaria e secondaria che lamentano di essere stati “deportati” al nord ma tutti sappiamo che la deportazione è altra cosa perché loro hanno scelto liberamente e consapevolmente. La scuola dell’infanzia soprattutto deve essere tutelata in questo senso perché non può essere usata come scialuppa di salvataggio per docenti dilettanti allo sbaraglio il cui unico interesse è quello di lavorare sotto casa dimenticandosi della continuità didattica che dovrebbero garantire nelle sede di titolarità che gli è stata assegnata e che anche quest’anno recheranno non pochi problemi alle scuole e ai dirigenti scolastici del nord e disoccupazione a noi del sud”.

Le precarie storiche lamentano le scelte dei vari governi sia a livello nazionale che a livello regionale, subite dal 2015  scelte che hanno leso e continuano a ledere i loro diritti, la loro dignità e che, anche quest’anno hanno portato loro, dopo anni, per esempio: a non poter stipulare nuovi contratti. “Ciò  è accaduto – sottolineano Iannello e Mallaci –  perché i loro posti sono stati tutti dati alle assegnazioni provvisorie in favore delle colleghe della L.107 (come nel 2016), che volontariamente hanno accettato di prendere la cattedra al Nord; alla sparizione dei posti per le immissioni in ruolo, perché accantonati per le sentenze dei ricorsi personali per il rientro delle colleghe della 107. Le decisioni del nuovo governo ci stanno, nuovamente, danneggiando, il “cambiamento” annunciato per noi significa restare disoccupati, non poter riprendere a fare il lavoro che abbiamo sempre fatto per il corrente anno scolastico. Firmato, a fine giugno, l’accordo per le assegnazioni provvisorie quest’anno sono rientrati in Sicilia circa 7000 docenti esiliati con la 107. A ogni docente 107 che rientra, un docente precario rimane disoccupato. Questi docenti, infatti, hanno occupato tutti i posti su sostegno in deroga che normalmente vengono assegnati ai precari storici  delle Gae, cioè a noi”.

Gli incarichi su sostegno sono andati per una parte, giustamente, ai docenti con la specializzazione, e per una parte ai docenti 107 in assegnazione, di cui la maggior parte sono docenti che hanno preso il treno della 107 e che, prima del 2015, facevano altro nella vita e non avevano mai messo piede in classe.  Noi come docenti precari delle Gae, che abbiamo lavoriamo da sempre sul territorio e da anni (anche 10) sui posti di sostegno in deroga (gli stessi che ora hanno dato alle assegnazioni provvisorie) pur senza titolo abbiamo sempre garantito agli alunni con disabilità e non, continuità didattica, infatti spesso siamo riusciti a seguire per più anni di fila gli stessi alunni. I docenti delle Gae, con questo accordo, sono stati esclusi dalla possibilità di stipulare, come ogni anno, contratti di lavoro a tempo determinato. E ribadiamo che a ogni docente di ruolo che rientra per questo anno scolastico con le assegnazioni provvisorie corrisponde un docente precario disoccupato. Inoltre, tale assegnazione toglie di fatto il sostentamento di molte famiglie siciliane, per rispondere ad un disagio si preferisce escludere dalla vita lavorativa tanti docenti che onestamente e rispettando la legge, hanno portato avanti la scuola pubblica”.

Si tratta di docenti che hanno anche oltre 20 anni di servizio; che si sentono soprattutto abbandonati dai sindacati ” sindacati – sottolineano le delegate – che dovrebbero tutelare tutte le categorie e non solo una parte e in particolar modo la tutela dovrebbe essere per chi un lavoro non c’è l’ha. Ricordiamo che parliamo di alunni che hanno delle disabilità, che vanno seguiti con competenza e con maggiore attenzione e richiedono spesso dei piani educativi personalizzati. Ci chiediamo dove è finita la centralità dell’alunno o la continuità didattica? E cosa stiamo garantendo agli alunni che da anni sono seguiti dai precari? È forse il “ruolo” che rende specializzati o più competenti dei docenti su altri, seppur precari, che da anni lavorano con passione e impegno? Siamo consapevoli che la situazione tra il Nord e il Sud è ben diversa. In Sicilia e, in generale nel sud, le Gae sono ancora strapiene, siamo in migliaia. In alcune regioni del nord sono state svuotate. E’ anche vero che in Sicilia manca il tempo pieno, le classi sono numerose, parliamo anche di 30 alunni per classe. Condividiamo l’idea del governo attuale di estendere il tempo pieno e la riduzione delle classi pollaio, chiediamo che venga attuato quanto prima in Sicilia e che si dia precedenza ai precari storici, non solo a quanti chiedono di rientrare, o quanto meno garantire una ripartizione equa tra le varie categorie. Ci aspettavamo di più da questo governo. Si parla tanto di lotta al precariato, ma solo per le aziende. Siamo stanchi di essere trattati come fazzoletti usa e getta proprio dallo Stato. Abbiamo acquisito uno stato di diritto e chiediamo soltanto di poter lavorare.

I precari storici si dicono profondamente delusi anche dal governo regionale siciliano che più volte in diversi incontri ha fatto promesse ancora non mantenute “ribadendo che ci avrebbe tutelati ma così non è stato perché è stato complice di un accordo che ha salvato solo una parte della categoria buttando nel lastrico l’altra (i docenti gae). I precari storici delle Gae sono ufficialmente in lutto, in uno stato di disoccupazione disastrosa, siamo diventati una vera e reale emergenza sociale! Chiediamo una soluzione in tempi brevi a livello nazionale e la tutela a livello regionale; non siamo stati solo numeri in campagna elettorale ma siamo soprattutto, ora, persone, famiglie a cui mancherà il sostentamento per andare avanti, per pagare le tasse e per sopravvivere; siamo veramente disperate e non possiamo più essere abbandonate e buttate nel lastrico ancora una volta”

I precari storici precisano che: “è bene distinguere due categorie: le diplomate magistrali, coloro cioè che hanno il solo diploma magistrale conseguito entro il 2002 e che tramite ricorsi chiedono di entrare nelle Gae. Chiariamo che le Gae sono state chiuse a nuovi inserimenti nel 2007 e sono state chiamate ad esaurimento proprio per essere svuotate; la recente Sentenza della plenaria ha chiarito che per legge (com’è sempre stato) in Gae si entra solo ed esclusivamente dopo aver superato un concorso pubblico, il cui superamento ti dà accesso anche al ruolo e quindi i diplomati magistrali, con il solo diploma, non hanno diritto  all’inserimento delle suddette graduatorie. Le  maestre inserite nelle Gae (graduatorie ad esaurimento) che sono coloro che hanno superato il concorso selettivo del 1999/2000 (unica condizione per accedere nelle Gae).

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