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Siracusa| E l’Antonello va via, tra ruzzoloni e sotto la pioggia

13 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| E l’Antonello va via, tra ruzzoloni e sotto la pioggia
Cronaca
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Come Santa Lucia, si sono portati ieri sera anche l’Antonello. Si, l’Annunciazione ritornerà, non si sa quando, ma tornerà a Siracusa. Ma in che condizioni? Sotto accusa adesso le modalità con cui è stata trasportata L’Annunciazione che ha già raggiunto Palermo.

Una sconfitta per quei siracusani, irriducibili, che hanno presidiato l’opera per diversi giorni, hanno ingaggiato battaglie politiche (perche di questo si tratta) contro il volere dell’assessore regionale Tusa che ha deciso per tutti: l’Antonello alla mostra di Palazzo Abatellis di Palermo. E a siracusani cosa resta?

Come mai un’opera cosi importante per la città e per la sua economia che anela allo sviluppo turistico, deve essere ceduta ad un’altra città già piena di opere d’arte in un periodo di affluenza turistica (nel periodo di Natale, i turisti, soprattutto stranieri, vengono a soggiornare a Siracusa approfittando del clima favorevole. E molti turisti sanno della presenza de L’Annunciazione a Siracusa, chiedono di andarla a vedere!).

La cosa più triste, a parte la scena devastante di quel trasloco notturno come come se fosse mercanzia su un carretto di frutta, e che tutto questo è accaduto nel silenzio e nell’indifferenza degli stessi siracusani che non sono accorsi al Bellomo in massa per ostacolare (anche simbolicamente) “lo scippo” palermitano. Ma ancor più grave, dove erano i nostri politici? Dove l’amministrazione comunale? A parte l’assessore Granata, nessuno ha preso posizione contro questa ingiustizia, contro Tusa.

Ne conviene lo storico d’arte Paolo Giansiracusa, il primo a iniziare la protesta contro Tusa. Sino a ieri sera, momento del trasloco. “Tra ruzzoloni e ruzzoloni, sotto la pioggia l’Antonello ci ha lasciati – racconta Giansiracusa – altro che strutture di sospensione e garanzie microclimatiche. Tusa dovrebbe verificare la qualità dei suoi delicatissimi metodi. Tolto dalla sua teca, dove veniva garantito l’equilibrio igrometrico, adesso l’Antonello viaggia come un cartone della frutta. Piove e la cassa non è protetta da nulla. Va via così”.

Non sono servite, purtroppo, le parole di Paolo Giansiracusa (foto), resta la speranza di un esito positivo della richiesta avanzata dal Comitato “Nessuno tocchi Antonello” di accedere agli atti dell’assessore regionale che ha ordinato il trasferimento dell’opera a Palermo. E non è servita nemmeno la timida reazione del direttore del museo regionale Bellomo di non firmare subito l’autorizzazione per il trasloco (qualcuno ha riferito che Guzzardi era in ferie proprio quei giorni). “Non sono servite le mie parole, è vero  – ammette Giansiracusa – non è bastata l’esortazione al rispetto della legge di Corrado Giuliano e Salvo Salerno, nessuno ha ascoltato l’appello dei cittadini, degli esperti, degli studiosi, nessuno ha accolto l’esortazione dei media che qui ringrazio con affetto e stima. Antonello non è più a Siracusa!”. L’Antonello va via cosi in barba, incredibilmente, al decreto del 2013 che lo bollava: “inamovibile”. (r.t.)

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Publiée par Salvo Salerno sur Mercredi 12 décembre 2018

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