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Siracusa| E’ morto Enrico Di Luciano, si spegne un’altra luce

Siracusa| E’ morto Enrico Di Luciano, si spegne un’altra luce
Politica
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E’ scomparso ieri sera uno degli avvocati più stimati in città, sensibile all’Arte, innamorato dell’Inda. Aveva 73 anni.

“Si spegne un’altra luce nella città di Siracusa sempre più al buio”. E’ uno dei tanti commenti che sui social descrivono il vuoto che lascia Enrico Di Luciano in questa lotta impari contro il male oscuro. Enrico Di Luciano era un’avvocato stimatissimo, sensibile uomo di cultura, innamorato della vita e del bello, un uomo di altri tempi, dalle buone maniere e di una onesta intellettuale che a pochi viene riconosciuta anche in campo politico dove battagliò e non poco sin dai tempi del suo MSI. Enrico Di Luciano però ebbe l’intuizione di comprendere che anche fuori dal “ruolo” politico si poteva contribuire vivacemente alla res publica siracusana. Nel suo ultimo libro “A carte scoperte” scriveva: “….non è più possibile per un uomo libero fare politica attiva con i partiti che vogliono solo manichini al servizio del leader. E’ possibile impegnarsi socialmente anche attraverso  la pubblicazione di una serie di “interventi” ove è comunque chiaro l’impegno civile fatto anche di proposte e di denunzie”. Infinita la sua passione per l’arte e la cultura, cosi come la scrittura, un amore sviscerato il suo per l’Inda, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico che lo vedeva (e lo voleva) da un lustro presidente degli Amici dell’Inda. Tante le sue battaglie, i suoi assist prodigiosi per la “salvezza” dell’onorabilità della Fondazione per la quale contribuì a dare un impulso non indifferente con una serie di attività collaterali, non ultima l’Agon che puntualmente andava in scena ogni anno al Teatro Greco, quasi sul finire del ciclo degli spettacoli classici, e che raccoglieva l’interesse di tutti, addetti ai lavori e non. Il processo che ogni anno veniva celebrato vedeva al banco degli imputati i protagonisti e le protagoniste delle tragedie greche, al centro un vero e proprio tribunale giudicante di altissimo livello, l’accusa, la difesa e,soprattutto, il pathos del Teminite, sempre stracolmo, con una sorta di giuria popolare. Con questo gesto d’amore Enrico Di Luciano creava ogni stagione un miracolo, una splendida osmosi tra la cavea antica e centinaia di spettatori assiepati sulle sacre pietre. Un unicum che creava attese e speranze verso un mondo fatto solo di giusti.  Enrico Di Luciano lascia un meraviglioso testamento ai siracusani e agli appassionati del teatro classico. Si spera fortemente che questa tradizione continui degnamente in suo onore. Ma Enrico Di Luciano lascia anche una traccia indelebile nel mondo della politica attiva con la sua ultima fatica “A carte scoperte” con un’analisi attenta e lucida degli ultimi 50 anni di storia siracusana, fatti e personaggi che furono e che sono, con uno sguardo sempre speranzoso verso il rilancio della Destra che “può avvenire solo col recupero dei valori”. Già, Enrico Di Luciano non hai mai smesso di sognare. L’ultima volta lo ricordiamo seduto tra le prime file al Jolly Hotel durante l’incontro pubblico con Nello Musumeci insieme a Fabio Granata e ai suoi amici di sempre. Aveva una parola bella per tutti, Enrico, anche per i suoi amatissimi avversari politici. Come Nino Consiglio, altro nobile personaggio siracusano purtroppo anche lui ormai passato a miglior vita. Cosi scriveva Enrico Di Luciano a poche ore dalla morte del comunista Nino Consiglio: “….anche le nostre bandiere sono state ammainate ma noi abbiamo insieme innalzata una nuova e antica allo stesso tempo, la bandiera nera dell’anarchia dietro la quale ci riconosciamo uomini liberi contro il conformismo dilagante….te ne sei andato da poche ore e già mi manchi….”. Enrico Di Luciano aveva parole belle per tutti. La sua inclinazione naturale all’arte, la sua compagna di una vita, l’artista Leda Pupillo, la sua esperienza a servizio della città con la realizzazione del Museo di Archimede nella piazza omonima. I suoi libri. La sua sete conoscenza che in questo momento sarà al culmine della sua agognata ricerca. Enrico Di Luciano mancherà anche ai cenacoli culturali , agli amici del Circolo Unione e dei salotti dove le idee prendevano corpo e sostanza. Il Foro perde un professionista attento e scrupoloso.  Le parole erano importanti per Enrico Di Luciano, avevano un peso specifico. “…(della parola) ne farò una barca per volare anch’io verso il Sole. Il Sole giallo dell’Aurora da cui sboccia un nuovo giorno. Un giorno di speranza e di resurrezione. Pronto per affrontare una nuova vita. Vecchio, nuovamente giovane”. Ci mancherai.

Chi era Enrico Di Luciano. Nasce a Noto nel 1943, si iscrive giovanissimo al MSI. Dirigente provinciale e nazionale delle Organizzazioni giovanili del Partito, nel 1970 viene eletto Segretario provinciale della Federazione di Siracusa. Consigliere comunale di Siracusa negli anni 1970/75 e 1975/80. Al congresso nazionale del MSI DN del 77 è eletto al comitato centrale. Lasciato l’MSI aderisce a Democrazia Nazionale e fa parte del Consiglio Nazionale e dell’Ufficio Politico. Nel ’99 aderisce ad AN di cui è stato coordinatore cittadino. Nel 2004 con la Lombardi editori ha pubblicato Una Tesi per una provocazione, uno studio sulla libertà nella visione di Giovanni Gentile, sua tesi di laurea, con l’introduzione di Domenico Mennitti e la prefazione di Pietro Cerullo. Nel 2010 con la Emanuele Romeo Editore, ha pubblicato Politicamente Scorretto, un pamphlet col quale ripercorre il suo percorso umano e politico che poi è il percorso della Destra degli ultimi 50 anni con la prefazione di Pietrangelo Buttafuoco al quale lo legava una profonda amicizia essendo entrambi “lupi solitari”, ma non soli.

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