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Siracusa| E’ Natale. Che abbia inizio l’esercizio di ottimismo

24 Dicembre 2016 | by Rosa Tomarchio
Siracusa| E’ Natale. Che abbia inizio l’esercizio di ottimismo
Attualità
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Sempre più difficile salutare l’arrivo del Santo Natale in una città “castigata” dalle umane debolezze. Tutti stasera avremmo un posto vuoto. E una preghiera speciale per Don Pippo e per la piccola della Guinea nata su uno dei tanti gommoni della speranza giunti al porto di Augusta in una fredda notte di dicembre. Proprio come nel miracolo della Grotta.

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Tra poco è Natale e diventa sempre più difficile il commento augurale. Tanto siamo distratti, affannati nella ricerca di chissà cosa, di ciò che sta al di fuori di noi. Tanto il cuore è rabbuiato dalle alterne vicende che mettono in castigo la nostra bella città. Non è ancora tempo di far bilanci, ma si punta già a quello, non si vede l’ora di chiudere in fretta col 2016 che di qualche macchia di sangue innocente è stato macchiato.

Ma stanotte si compie il miracolo, bisogna sgombrare i cuori e le menti, accogliere il “mistero” della fede, della nascita/rinascita. Bene, e allora pensiamo per adesso al Natale, alla sua ineguagliabile atmosfera, allo spirito con cui ci si appresta a sedersi tutti insieme attorno alla stessa tavola. Proviamo a prendere per spunto lo slogan della Polizia. “Natale per esserci sempre”. Pensiamo a chi non avrà una tavola da condividere, agli immigrati e a chi lavora a loro fianco per fornirgli giusta accoglienza ed assistenza.

Continuano incessantemente gli sbarchi di immigrati al Porto Commerciale di Augusta. Ogni Natale ha la sua storia “bella”, il suo “Happy End”. Noi cogliamo questo spirito in una delle foto in cui, insieme a due funzionari della Questura (il Dirigente dell’Ufficio immigrazione, Giuseppe Grienti ed il dott. Marcello Rodano) una donna tiene in mano sua figlia Ariet nata in un gommone 7 giorni fa. Sia la madre e la bimba (provenienti dalla Guinea) stanno bene. Per gli uomini e le donne della Questura di Siracusa il Natale è anche questo … “esserci sempre”.

E anche per noi di Webmarte.  Cosa occorre? Un bell’esercizio di ottimismo. Ci vuole e tanto in questa città. E convincersi che da ciò che si chiude o si blocca ci può essere una rinascita. Vedi Teatro Comunale. Nonostante il porto rimanga avvolto nelle nebbie e l’Urban Center, ex Sala Randone, slitti la sua apertura al 2017.

Sarà un Natale di lavoro duro per chi deve assicurare feste tranquille a tutti. Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Guardia di Finanza. Ma c’è la spina nel cuore, Don Pippo. Le lacrime versate da tutti i Siracusani. E anche dal resto d’Italia che ha seguito la triste storia da lontano. Un anno che si chiude con un omicidio che si sarebbe potuto evitare? Un delitto irrisolto, almeno in parte, sol perché si rimane nascosti dietro la finestra. L’uccisione di Giuseppe Scarso, l’anziano dato a fuoco da balordi, ha avuto una eco incredibile.

L’onda lunga di sangue si è spinta anche a Lentini e a Priolo: giovani che uccidono giovani. La “giustizia” velocizza i suoi tempi, per fortuna: mentre viene sgominata una banda dedita al traffico di droga (operazione Borgata) a Pachino viene rintracciato in poche ore l’autore della rapina al tabacchi.

Cresce il rapporto di fiducia tra la gente e le forze dell’ordine per la risoluzione dei fatti criminali. Stessa sinergia che poi si condensa nelle operazioni congiunte. Non resta che invocare una preghiera: tra poco è Natale. Cerchiamo di trasformare questo giorno frenetico, di corsa all’ultimo regalo e all’ultimo piatto da presentare sulla tavola riccamente imbandita, in un giorno di autentico “splendore”: la Nascita di una grande speranza che, insieme, può diventare realtà.

Il finale prevede un’altra bella storia. Una storia di Natale veramente accaduta nel 1914. Noi l’abbiamo “rubata” a Fabio Granata che ricorda l’episodio storico sui social. E noi non abbiamo potuto fare a meno di pubblicarlo. Ognuno faccia le proprie riflessioni. “E’ la notte di Natale del 1914. Sul fronte della prima guerra mondiale, gli eserciti tedesco e inglese si guardano dalle rispettive trincee, a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra. Poi un soldato tedesco comincia a cantare “Stille Nacht” e dalla trincea opposta un soldato inglese risponde cantando “Silent night” e poco per volta i nemici escono all’aperto e si abbracciano. E’ un momento passato alla storia: il breve armistizio di Natale, che interruppe per qualche ora il conflitto, portando i nemici a condividere il rancio, a scambiare foto e perfino a giocare una partita a pallone, prima di riprendere, il giorno dopo, a combattersi in quella che è stata poi chiamata la Grande Guerra”. Tra poco è Natale. Iniziamo il nostro esercizio di ottimismo sotto lo stesso grande Albero della Vita.

Da parte della grande famiglia di Webmarte i più sinceri Auguri di Natale, un ringraziamento particolare ai nostri lettori, ai nostri sponsor. E a chi crede ancora a Babbo Natale.  (rosa tomarchio)

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