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Siracusa| Ed i fondi per le periferie? Ultimo treno a novembre

Siracusa| Ed i fondi per le periferie? Ultimo treno a novembre
Politica
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Quello che volevano sapere i commercianti del Cenaco, soprattutto loro, era se il rischio di perdere i 13 milioni di euro per la riqualificazione urbana di via Tisia (sei milioni di euro) cosi come di via Crispi, via Umberto zona stazione, della linea ferrata di via Agatocle, Mazzarona è stato superato o no? Ma mancavano i veri interlocutori che mandano da solo Ficara in audizione al Vermexio.

Come era prevedibile, la discussione al Vermexio è stata squisitamente politica. Il “congelamento” attuato dal governo nazionale non fa ben sperare, si parla nelle more di uno slittamento di due anni del provvedimento. Ma il deputato nazionale dei 5Stelle Paolo Ficara, l’altra sera in Consiglio comunale “aperto” ha dato più di una speranza: ci sarebbe tutta la volomtà di “ripescare” il provvedimento reso “esecutivo” dalla precendente legislatura (Renzi) e renderlo definitivamente “cantierabile” entro il prossimo novembre dopo aver “corretto” alcuni passaggi burocratici che avrebbero più che insospettito i pentastellati. Da qui le ragioni del “congelamento” dei fondi.

Eppure ci si attendeva di più da quel consiglio comunale “aperto”. Mancavano i principali interlocutori, i deputati nazionali (erano presenti solo Ficara (M5S) e Stefania Prestigiacomo per Forza Italia). Banchi vuoti tristemente per Marzana, Scerra e Pisani. Pazienza. Al loro posto, Stefano Zito che in silenzio ha dato manforte al collega romano che ha ben relazionato sui motivi del “congelamento”, come già detto sopra. Non sono mancati i contraddittori. Parecchie le frecciatine “politiche” lanciate dagli scranni sia di destra che di sinistra. L’opposizione di Palazzo Vermexio recriminava l’azione “predatoria” commessa dai Cinquestelle nazionali, il sacco commesso ai danni di Siracusa e di una ventina di comuni capoluoghi d’Italia.

Dai banchi della sinistra il monito agli assenti “ingiustificati” e troppo melina politica, per certi versi, è stato un dibattito inconcludente. L’assessore Giovanni Randazzo ha risposto a nome della giunta Italia chiarendo che tutti i progetti sono esecutivi (l’opposizione aveva lanciato parecchi dubbi) e sono stati trasmessi entro la data utile del 15 settembre. “ll Comune di Siracusa ha fatto tutto quello che doveva – dice il vice sindaco – e se oggi ci troviamo nel limbo non è certo per colpa nostra. Roma ha deciso di postargare i finanziamenti e l’efficienza dei progetti di riqualificazione urbana. E’ una situazione anomala, basti pensare che il Comune aveva chiesto un’anticipazione del 20%” per i nove interventi da portare a termine”.

Si è parlato anche di “inconstituzionalità”. L’Anci ha dato il suo pieno supporto ai sindaci che hanno intenzione di ricorrere al Tar. Anche il presidente della Regione Musumeci ha fatto sapere che sarà al fianco dei comuni beffati per lo sblocco delle somme.

Ma in Consiglio comunale è arrivato preparato anche Ferdinando Messina che ha ripercorso la storia dei fondi per le periferie. Il solito dubbio: “I progetti erano in regola? Erano davvero esecutivi? L’opera dei tecnici comunali erano meritevoli? Perchè non si sono portati a termine durante i cinque anni del sindaco Garozzo? “Per fortuna, siamo arrivati in tempo grazie ad una proroga traslata al 15 settembre – sottolinea Messina – e sul piano politico continuiamo a registrare la totale assenza della deputazione nazionale dei 5Stelle “onorevoli senza senso di responsabilità”.

Dello stesso avviso anche il capogruppo di Progetto Siracusa, Ezechia Paolo Reale: “La presenza oggi dei parlamentari Cinquestelle sarebbe stato un segnale vero di voglia di rilancio di questo territorio, e invece”.  Cetty Vinci si è soffermata sulla valenza dei progetti anche per lo sviluppo turistico della città (interventi previsti su Porto Lachio) che invece annaspa sotto l’acqua. Abbiamo perso una speranza? Spero che qualcuno ci rindirizzi verso ciò che è un nostro diritto: i fondi europei”.

Franco Zappalà se la prende soprattutto con la città che non si indigna e non si arrabbia. “La verità è che non gliene frega niente a nessuno – dice – l’amministrazione deve intervenire subito. Ci vorrebbe in noi tutti un vero sussulto di dignità”. Riapre la “bella” politica Salvatore Castagnino dai banchi dell’opposizione e punta l’indice contro il sindaco Italia: “Ma Italia è andato a Roma a battere i pugni o ha detto solo bugie in campagna elettorale quando diceva che i progetti erano tutti esecutivi e finanziati? E poi, questi onorevoli cinquestelle perchè non sono qui oggi? Quali impegni talmente importanti sono sopravvenuti?”. Indignato, anzi, offeso Castagnino abbandona l’aula “non mi sento rispettato dalla deputazione….assente”. 

Insomma, dove sono finiti questi 13 milioni? “Forse destinati a qualcosa di più urgente? Che ce lo dicano almeno – chiede Reale – Ci sono 26 comuni capoluoghi in Italia che attendono risposta. Sono tutte amministrazioni incapaci e con tecnici scarsi? Non penso proprio! Cerchiamo piuttosto di lavorare insieme per cercare di frenare questa decisione dissennata”. Di allontanarsi dalla dialettica sterile consiglia anche Carlo Gradenigo che discolpa in toto l’attuale amministrazione da qualsiasi errore. “Non possiamo permetterci di perdere questi finanziamenti – dice a sua volta Boscarinosarebbe negare mille potenzialità a viale Tisia e alla zona commerciale nord. Contattiamo subito l’Anci e vediamo insieme il da farsi”.

E mentre Andrea Buccheri si chiedeva se i deputati siracusani 5Stelle avessero

                            franco veneziano

mai avuto quel famoso “sussulto” mentre votavono in Parlamento, il presidente del Cenaco Franco Veneziano tiene a precisare: “Non c’è indignazione, è vero. Ma nemmeno rassegnazione da parte dei commercianti del CCN. E se sarà il caso, siamo pronti pure alle barricate pur di non perdere questi fondi “scippati”. Per noi riqualificazione urbana vuol dire sicurezza, videosorveglianza, miglioramento della qualità della vita. Altrimenti, preparatevi a vedere abbassate 16 saracinesche entro Natale”.

ficara e prestigiacomo

Stefania Prestigiacomo non le manda a dire: “Non mi stupisce non vedere oggi qui i colleghi parlamentari che rappresentano la maggioranza al governo nazionale – dice la forzista – Dobbiamo subito intervenire, non possiamo attendere due, tre anni. quello che è accaduto alla Camera è un fatto molto grave. Dicono che non è un taglio ma solo un rinvio che riduce, di fatto, la speranza dei commercianti siracusani. Non voglio intentare un processo politico al collega Ficara (M5S) però è anche vero che quando non si è in linea col proprio partito, ci si può anche astenere dal voto. E invece, il provvedimento ritorna al Senato. Se davvero si volevano salvare questi milioni per le periferie, lo si poteva fare subito in Commissione di Bilancio. E invece no”.

Ribatte pronto Paolo Ficara che spiega i motivi per cui i Cinquestelle hanno ritenuto “incostituzionale” il provvedimento finanziario per le periferie “partorito” dal governo precedente (PD). Solo che il discorso si fa sin troppo tecnico e si perde subito il bandolo della matassa. Che cosi resta intricata. L’uditorio si riprende quando sente Ficara dire: “..e quindi abbiamo pensato di riaprire il dibattito con l’Anci e contattare quei comuni che erano stati tagliati fuori. Qual è la situazione attualmente? I progetti sono stati postargati al 15 novembre e saranno finanziati con una nuova normativa. Ovviamente, solo quelli già esecutivi e che rispondono precisamente a tutti i requisiti tecnici di riqualificazione urbana”.

E il cerchio si riapre. Per quanto riguarda Siracusa i tecnici del Comune non hanno dubbio alcuno: tutti e nove interventi rientrano pienamente nella linea del bando delle periferie secondo la delibera n. 135. Michele Buonomo, da ex consigliere di circoscrizione Acradina ha praticamente visto nascere il progetto Cenaco. “Ci sono attività commerciali che rischiano veramente di chiudere per sempre – dice Buonomo che ribadisce a Ficara che il “sacco” a Siracusa è stato veramente compiuto e bacchetta pure la Prestigiacomo “per non aver fatto abbastanza per la provincia siracusana nei suoi lunghi anni di attività parlamentare”. Nel bel mezzo della discussione arriva l’Ansa. La legge Buccheri. “Anci annuncia la rottura della conferenza Stato-Città”. E’ guerra. 

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