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Siracusa| Elezioni segreteria PD Sicilia. Piccione scuote il partito: “Ritorno al passato”

1 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Elezioni segreteria PD Sicilia. Piccione scuote il partito: “Ritorno al passato”
Politica
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Incontro pubblico all”Hotel Parco delle Fontane con Teresa Piccione, candidata alla segreteria regionale del Partito Democratico siciliano, con i cittadini ed i militanti per proporre un modello di partito e di centrosinistra nuovi con l’obiettivo di ridare un’anima e costruire proposte e prospettive adeguate. “In questa provincia tema forte sono la mancanza di lavoro ed il Teatro Greco”.

Tanti gli slogan cosi come le mission: “Per una politica che ritorni a confrontarsi con le persone. Voltiamo Pagina”. L’incontro con Teresa Piccione si è prefissato di conoscere la candidata alla Segreteria regionale del Partito Democratico alle primarie del 16 dicembre. Piccione ha parlato dei paventati venti di dittatura che spirano in Italia riportando l’esempio sul decreto sicurezza. A Palermo le comunità che ospitano immigrati minori spesso non accompagnati metteranno fuori entro il 31 dicembre ben 300 ragazzi che compiranno 18 anni entro dicembre perchè non riescono a curarli e madarli a scuola. “Questo perchè Salvini ha il capriccio del pugno forte contro i deboli – ha detto la candidata della segreteria siciliana PD che riprende anche il caso in Sicilia della vendita dei beni confiscati alla mafia. “Parlano di iter troppo burocratico, i comuni non ce la fanno a rimetterli in piedi,  e allora si smantella la legge La Torre”.

E poi l’appello al pubblico di centrosinistra. “Dobbiamo trovare coraggio e centralità che avevamo ed ancora abbiamo contro chi dice che il PD è in declino e non si riprenderà piu dopo la “sberla” elettorale – esorta Teresa Piccione – Abbiamo il 18 per cento dopo i Cinquestelle, anche se i sondaggi pare premino la Lega, ma ricordiamo che in questo momento siamo una forza grande del paese ed i partiti da cui proveniamo erano ancora più piccoli di questa forza. Dobbiamo ritornare alle radici fondatrici del partito, quelli del socialismo, quelle democratiche e dell’ambientalismo, in questa provincia tema forte”.

“Se in questa regione c’è stato il  bisogno di mettere su un piano dell’aria, di tutelare cittadini e lavoratori, spetta un compito che il PD deve assumere in prima persona, chiaro e propositivo – aggiunge Piccione – Non dobbiamo rincorrere gli altri sull’elenco delle proposte, dobbiamo avere una visione precisa di questa terra, prendere di petto il tema centrale, ovvero la mancanza di lavoro. Dobbiamo dunque articolare la nostra proposta perchè costruisca percorsi utili, ingaggiare una forte battaglia per l’infrastrutturazione viaria, telematica, della banda larga, vero humus per il rilancio del commercio ed il turismo”.

Piccione elenca le varie virtù di Siracusa. “Voi siete una grande testimonianza della Sicilia per la tradizione dei beni culturali e per il teatro che fa da perno a tutta la cultura greca in Europa. Il prestigio dell‘Inda e del teatro greco di Siracusa sono un vero patrimonio da sviluppare ancora di più. Persino l’apertura del teatro comunale può contribuire allo sviluppo di un polo d’eccellenza culturle. Insomma, dobbiamo mettere a reddito le nostre risorse culturali”

Piccione poi prende le distanze dai competitors all’interno dello stesso partito. “Sono contro il modello di contenitore alternativo che aggreghi tutte quelle forze che pensano che i Cinquestelle siano un partito pericoloso – esclama la candidata della segreteria regionale PD – Il partito, per me, è una comunità, un luogo dove si decidono insieme obiettivi e strategie. Il segretario può essere promotore ed anche interprete, ma non siamo un partito che dà un mandato di carta bianca al suo leader che fedelisticamente seguiamo. Non è questo il nostro modello. Piuttosto eleggere demcraticamente organismi interni contro ogni idea illusoria che dove c’è un leader, c’è il popolo. In realtà, c’è un mondo tra noi ed il popolo, difatti, in quel modello illusorio c’è la mancnaza di democrazia. Se il popolo non ha nessunn corpo intermedio che lo rappresenta, resta solo il capo ed una platea che lo obbedisce quando, invece, ci sono i sindacati, le associazioni e le categorie che animano l’economia”. (r.t.)

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