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Siracusa| Ex Provincia, troppo pochi 8 milioni

Siracusa| Ex Provincia, troppo pochi 8 milioni
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Interrogazione parlamentare di Zappulla al Ministro Padoan per denunziare la gravissima situazione finanziaria e lavorativa delle ex Provincie siciliane e di Siracusa in particolare e per chiedere, in sinergia con la Regione e il Governo Siciliano,  l’assunzione urgente di provvedimenti straordinari.

La Commissione Parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale ha affrontato la delicatissima vicenda delle ex Province regionali della Sicilia. E’ stata occasione utile e importante per approfondire l’intera materia da cui sono emerse le documentazioni ed evidenziati  i numeri che dimostrano le condizioni finanziarie disastrose in cui versano le casse delle ex Province siciliane. Errori politici strategici e indebitamenti  paurosi stanno mettendo in crisi finanziari gli enti siciliani, i servizi erogati e gli stipendi delle lavoratrici e e dei lavoratori diretti e indiretti impegnati. In discussione ruolo, competenze e servizi e, al contempo, la stessa dignità lavorativa e professionale di tante persone.

Su richiesta del deputato nazionale Pippo Zappulla la Commissione sosterrà la necessità di adeguati interventi del governo e convocherà in audizione il Commissario di Siracusa e le organizzazioni sindacali dei lavoratori della provincia di Siracusa. “Nello stesso tempo – afferma il parlamentare di Democratici e Progressisti – ho presentato una specifica interrogazione parlamentare al Ministro Padoan per denunziare la gravissima situazione finanziaria e lavorativa delle ex Provincie siciliane e di Siracusa in particolare e per chiedere, in sinergia con la Regione e il Governo Siciliano,  l’assunzione urgente di provvedimenti straordinari. E’, infatti, chiaro che il trasferimento delle risorse ordinarie (circa 8 milioni di euro) sono del tutto insufficienti e ne occorrono almeno altri 20. Governo nazionale e regionale trovino le risorse occorrenti.

Di seguito il testo dell’interrogazione del deputato Pippo Zappulla al ministro dell’Economia e Finanze: “Premesso che: L’Assemblea Regionale Siciliana con legge regionale del 6 marzo 1986 n. 9 ha istituito nove Provincie Regionali; Con l’entrata in vigore delle L.R. 27 Marzo 2013 n. 7 le ex province regionali siciliane sono state amministrate da commissari straordinari ed è previsto che dette gestioni abbiano durata   fino al 31.12.2017;

Le scelte assunte dal Governo regionale e dall’Assemblea Regionale Siciliana in merito al superamento delle provincie regionali hanno subito diverse variazioni, leggi e provvedimenti impugnate e cambiate in un crescente clima di precarietà e di incertezza; le incertezze regionali si sono scaricate pesantemente su tutto il territorio e inevitabilmente in modo piu’ drammatico nei confronti di quelle provincie con una particolare esposizione finanziaria;

Il Libero consorzio comunale di Siracusa  conta 403.985 abitanti della Sicilia, con capoluogo Siracusa, subentrato nel 2015 alla soppressa provincia regionale di Siracusa; Il primo febbraio il  Commissario, dott. Giovanni Arnone, comunica con lettera ufficiale e formale al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e Finanze oltre a tutte le Autorità Regionali la pesante situazione dell’indebitamento dell’Ente;

Le risorse a disposizione delle ex Province siciliane , con eccezionale gravità negli  ultimi esercizi finanziari, sono drasticamente diminuite  e decurtate in ragione del  prelievo forzoso destinato al risanamento e alla stabilizzazione della Finanza pubblica; i trasferimenti dello Stato all’Ente sono scesi in modo insostenibile  da 16.615.352, 42 di euro per l’anno 2010 a 12.817.046 di euro per il 2011, a 5.068.301, 36  per il  2012, per poi arrivare addirittura  al prelievo forzoso di ben 19.413.227, 41 di euro  per l’anno 2016;

Tale drammatica situazione finanziaria sta producendo grave nocumento alla erogazione dei servizi a carico della ex provincia con ricadute inaccettabili per il personale fino a 6 mesi di ritardo nella erogazione delle retribuzioni spettanti ai lavoratori diretti e indiretti, e a non onorare gli impegni economici  con società e cooperative esterne a vario titolo impegnate e coinvolte nella gestione dei vari servizi;

Lo scorso dicembre, dopo innumerevoli proteste e manifestazioni dei lavoratori, sfociate nelle azioni clamorose dello sciopero della fame deciso da alcuni lavoratori e altri che si sono barricati su una torretta di proprietà dell’Ente, solo un  contributo straordinario della Regione Siciliana pari a 15.400.00,00 di euro ha consentito di pagare gli stipendi ai dipendenti che non percepivano i salari dallo scorso mese di luglio;

Le somme residue dovute per il periodo 2015- 2016 ammonterebbero a 16.352.530,58 euro, e il prelievo forzoso previsto per il 2017 sarebbe di 22.000.000,00 con un saldo di esercizio negativo pari a 38.352.530,58 euro con inevitabili conseguenze drastiche fino alla totale paralisi  dell’intera attività dell’Ente; lo Stato, tramite l’Agenzia delle Entrate continua ad operare il recupero forzoso, trattenendo le quote della RCA e dell’I.P.T., provocando, di fatto, l’azzeramento delle entrate proprie del libero consorzio e il conseguente  blocco di tutte le attività;

l’Ente, penalizzato da questo enorme drenaggio non potrà corrispondere gli emolumenti ai propri dipendenti e già alla data della presentazione della interrogazione si sono accumulate tre mensilità maturate e non erogate, non potrà  provvedere alla manutenzione della viabilità secondaria, non potrà finanziare le spese relative all’Istruzione scolastica superiore e universitaria, non potrà  garantire assistenza ai soggetti disabili, non potrà neanche fornire il carburante dei mezzi alla polizia municipale, protezione civile e di controllo ambientale;

Sono state attivate operazioni di acquisto e di ristrutturazioni di importanti immobili al patrimonio dell’ente nel corso degli ultimi 15 anni che però fanno gravare sul Libero consorzio  rate di mutui pari 6.500.000,00 euro annui fino al 2044, La situazione debitoria anche  fuori bilancio raggiunge somme elevate, e l’ente non è in condizione di fare fronte alle incombenze con i principali fornitori  (Enel, Telecom) e piu’ volte  sono state disabilitate tutte le relative linee;

Si è ormai determinata, in assenza di provvedimenti regionali e nazionali davvero adeguati nella quantità e nella qualità, una condizione di ingovernabilità che rende impossibile anche una gestione emergenziale;la disperazione e l’angoscia conseguente ha preso corpo tra i lavoratori anche con gesti di esasperato ma comprensibile sconforto: anche una normale gestione e governo del conflitto sindacale e sociale diventa difficile da realizzare quando in discussione c’è contemporaneamente lo stipendio, le condizioni di vita elementari per ogni lavoratore con le proprie famiglie ma anche le indeterminatezze per il futuro, quando in gioco c’è la stessa dignità del lavoro e delle proprie competenze e professionalità;

Per sapere: se sia a conoscenza della drammatica situazione della ex provincia di Siracusa; se sia a conoscenza delle situazione  determinata dal prelievo forzoso; se non ritiene di reintrodurre le deroghe previste per il 2016 dall’art 1 comma 56 della L. 28.12.2015 n. 208 anche per il corrente anno 2017;

se non ritiene urgente attivare un tavolo tecnico con la regione siciliane per individuare le giuste soluzioni per tutte le province e in particolar modo per quella di Siracusa in tale drammatica condizione; se non ritenga di  adottare urgentissimi interventi finanziari straordinari, sospendendo immediatamente l’iniquo ed inaccettabile, prelievo forzoso”.

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