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Siracusa| Formazione, “e ora vogliamo parlare noi”

27 Febbraio 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Formazione, “e ora vogliamo parlare noi”
Sindacale
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I precari dell’USB si arrabbiano innanzi all’ennesimo show televisivo del governatore siciliano e lanciano un appello a Giletti: “Non è ammissibile che si dia voce soltanto a chi sta al comando”.

I lavoratori della formazione vogliono un confronto col presidente Crocetta. Un faccia a faccia alla tipo Pif a proposito dei ritardi dell’assistenza ai portatori di handicap. I precari della formazione siciliana non ne possono più, e gridano “vendetta” innanzi all’ennesimo show televisivo del presidente della Regione Sicilia “il quale si erge a salvatore dei conti regionali sciorinando gli interventi di austerità applicati ai vari settori sociali, sanità, forestale e formazione professionale”.

È su quest’ultimo settore che il sindacato USB intende sollevare una eccezione su quanto dichiarato dal governatore: “La sua spavalderia, la sua tracotanza, denota quanto oggi la classe politica è sempre più cinica e senza scrupoli di coscienza sociale, perfettamente allineata con le politiche nazionali di spending rewiew imposte dalla troika – esclama Costantino Guzzo, portavoce USB –  tutto questo a dimostrazione del fatto che dietro a quei risparmi da lei dichiarati, ci sono migliaia ( 8000 lavoratori fra interventi e sportelli  ) di lavoratori e quindi di famiglie che stanne patendo l’oblio della disoccupazione, ma Lei si è ben guardato dal dichiararlo che tutti gli enti che sono stati chiusi hanno gettato  per strada tanti padri e madri di famiglia”.

“Enti che risalgono a questo o quel politico o sindacato, che dopo aver spolpato e depauperato i conti, hanno deciso di chiudere non curanti dell’effetto devastante che tali decisioni avrebbero creato. Facile farsi grandi sulla pelle dei lavoratori, questa non è politica sana, questa è macelleria sociale che dovrebbe indurvi ad una seria riflessione e ad una assunzione di responsabilità politica”. I lavoratori della Formazione fanno appello anche alla Rai e al conduttore Massimo Giletti: “Non è ammissibile che si dia voce soltanto a chi sta al comando della macchina politica non ascoltando chi ne subisce le nefaste conseguenze della stessa”.

 

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