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Siracusa| Formazione tra “politica clientelare e pessimo sindacalismo”

9 Febbraio 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Formazione tra “politica clientelare e pessimo sindacalismo”
Sindacale
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A USB non è piaciuto l’incontro con l’assessore regionale Marziano alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali: “Senza alcuna analisi approfondita della situazione tragica e, con l’idea surreale che il sistema abbia bisogno solo di correttivi  su circoscritte “patologie”, l’assessore ha consegnato una soluzione “bloccata”, senza alcuna possibilità di discussione”.

Dopo l’odierno incontro con l’Assessore alla Formazione Professionale, Bruno Marziano, e le altre sigle sindacali, non si rileva ancora alcuna garanzia per i lavoratori ed in particolare per coloro che sono stati licenziati. Cosi lamentano gli stessi precari della formazione che chiedono ancora una volta garanzie di ricollocazione per i succitati. Ciò che chiedono è che” i lavoratori licenziati vengano assorbiti da organismi in grado di garantire un futuro alle migliaia di famiglie che versano ormai in condizioni disastrate. Non ci trova d’accordo la proposta di nuovi enti che possano assorbire i “nuovi licenziati” , occorre prima assorbire i “vecchi licenziati”. Solo allora – dicono –  giocheremo una partita ad armi pari dove non ci sono licenziati di serie A e di serie B.  Questa sigla auspica una visione organica e paritaria di tutti gli operatori della formazione. Ci riserviamo di convocare allertandoli tutti i prefetti della Sicilia, il presidente della Regione, il presidente dell’ ARS e l’assessore alla formazione, per proclamare lo stato di emergenza social”. In poche parole, USB giudica negativamente l’incontro avuto oggi con l’assessore Marziano alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali del comparto formazione. Queste le motivazioni: “Senza alcuna analisi approfondita della situazione tragica in cui versa la formazione professionale in Sicilia, con l’idea surreale che il sistema abbia bisogno solo di correttivi  su circoscritte “patologie”, l’assessore ha consegnato una soluzione “bloccata”, senza alcuna possibilità di discussione, che consiste esclusivamente in una proposta che dovrebbe obbligare gli enti a chiamare “prioritariamente” dall’albo regionale, con la possibilità di togliere gli accreditamenti agli enti che non rispetterebbero tale priorità. Naturalmente tutto ciò avviene ad Avviso 8 avviato, con enti che hanno già provveduto ad emanare bandi, con alcuni di loro che hanno già effettuato assunzioni fuori albo, senza che alcun controllo sia avvenuto sulla selezione del personale. Nessun accenno è stato fatto sulla necessità di riassorbire la vastissima platea di lavoratori licenziati e in attesa di collocazione, nessun confronto è avvenuto sull’agenzia unica, valutata come “infausta” la possibilità di bloccare l’avviso 8 per palesi irregolarità. Come USB riteniamo che sia necessario un intervento immediato per far fronte al dramma lavorativo di migliaia di lavoratori della Formazione, partendo dalla consapevolezza che il sistema della formazione professionale in Sicilia è collassato dietro le logiche clientelari della cattiva politica e del pessimo sindacalismo. Chiediamo che i lavoratori licenziati vengano assorbiti da organismi in grado di garantire un futuro alle migliaia di famiglie che versano ormai in condizioni disastrose, attraverso anche  una serie di interventi di sostegno al reddito. Questa sigla auspica una visione organica e paritaria di tutti gli operatori della formazione, senza creare lavoratori di serie A e di serie B. Il dramma occupazionale e sociale è ormai insopportabile, continueremo le nostre mobilitazioni finché l’ultimo lavoratore della formazione professionale non sarà garantito. È  vergognoso assistere ad una riunione  dove prevale l’ipocrisia di questi sindacalisti ( CGIL CISL UIL e SNALS )  firmatari di contratto  che ciechi, sordi e muti hanno assistito a tutte le nefandezze perpetrate dagli enti e  che oggi come se” fossero caduti dalle nuvole puntano il dito sugli enti e sulle loro  assunzioni arbitrarie, e ancora più grave è che malgrado riconoscano tutte queste violazioni non costringono. L’assessore Marziano ad un cambio di rotta, pensando di risolvere il problema con accordi sindacali dopo che gli enti hanno violato tutte leggi che regolano il mondo della formazione e  che non mettono in campo realmente  tutele che possano  tutelare i lavoratori licenziati da loro stessi,  malgrado i lavoratori erano tutelati da” leggi vigenti regionali ancora in vigore. Ma ancora più sconvolgente è che alcuni sindacati di base tipo i Cobas che pensano innanzitutto che magari registrando le riunioni in modo tale da non fare arrivare all’ esterno cose non dette, ma che poi sono d’accordo alla partenza di questo avviso 8 che non garantisce tutti i lavoratori pensando di potere risolvere successivamente il problema di chi resta fuori pur sapendo che i lavoratori sono scottati dal progetto Prometeo che pur essendo stati inseriti in un progetto che vedeva la partenza per 7 mesi di lavoro per circa 1400 lavorati ne ha visti impegnati solo 500. E ancora più deludente è stato assistere ad un sindacato come l’UGL che non ha fatto nessun intervento rimanendo come si dice a Palermo con due piedi dentro una scarpa. Noi come USB abbiamo le idee chiare , e riteniamo l” incontro di ieri deludente sotto tutti gli aspetti  perché lo stesso fatto che non si è prodotto nessun verbale la dice tutta sulla sceneggiata messa in atto ieri per questo dichiariamo lo stato d’ agitazione e intendiamo convocare tempestivamente oltre alla manifestazione di cui stiamo decidendo la data , una riunione dove chiederemo la presenza di tutti i prefetti del presidente della regione del presidente dell’Ars e  dell’assessore alla formazione inoltre manderemo un comunicato a tutte le sigle politiche così finalmente da poter capire da che parte vogliono stare i politici  visto la grave disagio sociale in cui versano i lavoratori della formazione professionale  visto che le soluzioni per aziende con 800 lavoratori vengono risolti e per una categoria che vede la perdita del posto di lavoro di circa 5000 lavoratori tutti continuano a rimanere zitti cominciando dall’ informazione pubblica”.

 

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