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Siracusa| Garozzo al capolinea. “Grazie, scendiamo prima!”

31 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Garozzo al capolinea. “Grazie, scendiamo prima!”
Politica
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Alla fine della fiera, l’unico corretto, coerente e fedele nei confronti del sindaco Garozzo è il vice Francesco Italia. Del resto, non potrebbe essere diversamente, essendo anche lui un renziano della prima ora. Italia è cosi vicino a Garozzo che, per far candidare lui a sindaco, metterà da parte il suo, mai segreto, sogno “civico”. Cui prodest?

Ci  volevano le elezioni comunali per far cadere il velo sulla vera identità della giunta comunale di Siracusa? La diaspora degli assessori, ben tre in 48 ore e tra poco anche quattro, dall’esecutivo Garozzo fa intendere quanto siano delicati gli equilibri politici ogni qualvolta ci si avvicini alle scadenze elettorali ed al rimescolamento delle carte. Chi cerca nuove casacche, chi nuovi alleati, chi vuole ricandidarsi con una nuova “verginità”.

Insomma. è la solita corsa per assicurarsi un posto al sole.  Della serie: “Garozzo è ormai al capolinea, scendiamo prima”. Cosi hanno pensato Gianluca Scrofani, Silvia Spadaro, Salvatore Piccione e non è detto che tra poco qualcun’altro potrebbe annunciare le proprie dimissioni, fra tutti si fa il nome di Sallicano, ma anche quello di Coppa non è escluso, appartenenti entrambi a correnti che mai si sono rifatte al centrosinistra. E che svelano apertamente con quali “mattoni” è stata costruita questa giunta.

Una giunta che, sin dal primo giorno, è stata espressione palese del cosiddetto “trasformismo”. Centrodestra camuffato da centrosinistra. Un fenomeno naturalmente che non ha interessato solo Siracusa, il buon esempio parte da Roma quando PD e Centristi hanno deciso di mettersi insieme. Questo il risultato, ovvio, in odor di elezioni. L’amore finice ed ognuno per la propria strada, alla faccia delle ideologia ed appartenenze.

Questa nuova situazione delicatissima a Palazzo Vermexio avrebbe almeno due letture: da una parte, questa fuga improvvisa e “di massa” (3 su 8)di assessori accentua la volontà di “isolare” il sindaco Garozzo (è venuta meno di conseguenza anche la maggioranza in Consiglio Comunale), il quale vorrebbe ricandidarsi sindaco di Siracusa. Ma la fuga di assessori starebbe ad indicare il non riconoscersi non solo nell’area politica del sindaco (centrosinistra-renziana) ma l’affermazione del totale fallimento dell’azione amministrativa del Comune di Siracusa. Da cui questi assessori certamente non sono stati esentati.

Ma l’ordine di ritirare le truppe è già scattato. Il primo ad andar via è stato, come si sa, Gianluca Scrofani. Basta, il gioco è finito. Dicono che Scrofani (assessore al Bilancio e Tributi) voglia fare il sindaco, ovviamente, in opposizione alla candidatura di Giancarlo Garozzo. Spadaro e Piccione, da moderati, sono andati via per seguire Scrofani in questo progetto di ricostruzione dell’area di Centro. Chi sarà il prossimo a ricordarsi che non è di centrosinistra o avrebbe velleità in vista del voto di giugno? Aspettiamo qualche ora e lo sapremo. A proposito, da segnalare il “no comment” degli assessori dimissionari.

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