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Siracusa| Gianni D’Anna assolto. Assostampa: “Giustizia fatta dannatamente tardi”

19 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Gianni D’Anna assolto. Assostampa: “Giustizia fatta dannatamente tardi”
Cronaca
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La nota di Assostampa dopo l’assoluzione del giornalista augustano prematuramente scomparso. Il segretario Prospero Dente: “L’assoluzione postuma di Gianni D’Anna, come ha ben detto la sua famiglia, è una “gioia triste” per quanti gli hanno voluto bene e, più in generale, per l’intera categoria”.

Solo il destino non ha permesso a Gianni D’Anna di essere presente per ascoltare la sentenza di assoluzione (“perché il fatto non sussiste”) che, dopo 12 anni, ha posto fine ad un incredibile, quanto assurdo, calvario giudiziario. E’ questo l’incipt della nota di Assostampa Siracusa che parla di una vicenda giudiziaria “grave e grottesca”. Di seguito il testo integrale a firma del segretario provinciale Prospero Dente. Un tangibile gesto di solidarietà, un momento di profonda tristezza, purtroppo, tardivi.

“L’assoluzione postuma di Gianni D’Anna, come ha ben detto la sua famiglia, è una “gioia triste” per quanti gli hanno voluto bene e, più in generale, per l’intera categoria. Solo il destino non ha permesso a Gianni di essere presente per ascoltare la sentenza di assoluzione (“perché il fatto non sussiste”) che, dopo 12 anni, ha posto fine ad un incredibile, quanto assurdo, calvario giudiziario. Attendiamo le motivazioni di una sentenza che ha tolto ogni ragionevole dubbio per tornare, eventualmente, nel merito di una vicenda grave e grottesca.

La storia di questo processo, avviato per la denuncia di un magistrato, Maurizio Musco, lascia aperti diversi interrogativi che, auspichiamo, possano trovare risposte adeguate nel più breve tempo possibile. L’onore e il decoro di questo pm non sono mai stati messi sicuramente in discussione dagli articoli di Gianni D’Anna.

Il diritto di cronaca e di critica è un principio cardine della nostra democrazia. Se ne facciano una ragione quanti pensano di avvelenare la serenità dei giornalisti con sfilze di querele temerarie, se non assolutamente creative. Si continua a lavorare, senza alcun timore se non quello di non riuscire ad informare coscienziosamente, professionalmente e lealmente i cittadini.

Ribadiremo questa nostra convinzione ai vertici della Procura della Repubblica di Siracusa che, in questi anni, è riuscita in una coraggiosa azione di denuncia al proprio interno. Alle intimidazioni questa categoria risponderà con il lavoro. Il sacrificio di Gianni è un monito per quanti pensano – a tutti i livelli – di intimidire ancora i colleghi di questa provincia.

Giustizia è stata fatta, dannatamente tardi ma è stata fatta. La famiglia ha dedicato la vittoria “a questa professione che tanto amava e alla città di Augusta”. Loro sì hanno scritto una pagina seria di rispetto delle regole e della giustizia. Solo loro”.

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