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Siracusa| Guerra ai miasmi. Pronto l’esposto degli esposti di Oltre

3 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Guerra ai miasmi. Pronto l’esposto degli esposti di Oltre
Politica
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La via delle industrie: una scelta che ha avuto dei pro e dei contro, oggi modello definitivamente tramontato attraverso il green e il rilancio “sociale” dell’economia e del lavoro. Stamattina la presentazione delle cento firme di Oltre contro i miasmi provenienti dalla zona industriale.

Nella saletta Churchill di Villa Politi a presiedere stamattina la conferenza stampa c’era il presidente di Oltre, Camillo Biondo, Fausto Consiglio (l’anima della sinistra nel movimento civico) ed il fondatore Fabio Granata.  “Siamo rimasti gli ultimi nella difesa di un mondo sempre piu misero dal punto di vista della qualità dell’aria e della salute – dichiara Granata – Non vogliamo la chiusura dell’industria e mandare via a casa 4000 lavoratori, questo mai. Anzi. Il vero tema è che in questa provncia si sono consumati due passaggi di assetti societari importanti e nel più vile silenzio: Erg per Lukoil con un passaggio in danaro di un miliardo di euro, e tra Esso ed una società algerina con 700 milioni di euro. Mi chiedo come mai su queste cifre non è esistito un controllo politico, sindacale e sociale nel silenzio della succube Confindustria e dell’Asp che non ritiene di aggiornare costantemente il registro dei tumori. E invece abbiamo un prete in una chiesa di Augusta (Don Prisutto ndr) che legge ogni mese i nomi dei morti per cancro. Questo sistema ha fagocitato tutto e tutti”.

Cose è la petizione contro i veleni? E’ azione politica, prima ancora che giuridica. E’ cittadinanza attiva – risponde Granata – sono mille cittadini che hanno firmato con carta di identita alla  mano e si sono impegnati in un procedimento penale che verrà avviato presto e che faranno sentire la loro voce: la Costituzione, le leggi, non tutelano solo il diritto alla salute ma il diritto a vivere senza la paura di ammalarsi. Non vogliamo più vivere nel terrore di ammalarci ogni mattina quando apriamo le finestre ed avverte le terribili esalazioni provenienti dalla zona industriale”.

E poi c’è la solita storia di chi controlla il controllore o del controllore che controlla se stesso. “E’ bene sapere che i controlli al nord vengono effettuati mediamente ogni giorno, qui da noi ogni otto settimaene, tre volte l’anno e forse neanche è sicuro – replica secco Granata -, al nord esistono delle scatole nere di controllo su ciò che avviene all’interno delle raffinerie, da noi non sono mai state installate. E siccome chi inquina paga, questo processo prima o poi si farà. Ho un sogno nella mia vita: vedere alle sbarre tutti i protagonisti che hanno cagionato questa salute ammalata”.

A Fabio Granata viene rinfacciato il suo passato politico di centrodestra, la sua vicinanza ai poteri forti e all’allora ministro Stefania Prestigiacomo. “Sono ambientalista da sempre, al di là della mia vecchia appartenenza politica partitica – tuona l’attuale assessore alla Cultura e prima ancora assessore regionale ai Beni Culturali – sono stato colui che ha ingaggiato battaglie politiche ed istituzionali contro le trivellazioni del Val di Noto, ho impiantato le basi del registro dei tumori quando ero all’Ars, ho da sempre lottato contro lo strapotere dell’industria. Mi spiace, purtroppo, constatare che chi si indigna per il bar in Piazza d’Armi non sia oggi qui a firmare la petizione (oggi era l’utimo giorno). Ripeto, dopo i viaggi culturali, la nostra vera risorsa deve essere la rigenerazione industriale: il green e le bonifiche dove sono stati impiegati nel resto d’Europa migliaia e migliaia di operai. Qui, invece, si prosegue nel silenzio e nel ricatto occupazionale.

Si preannuncia cosi l’esposto degli esposti in cui verranno tracciati realmente i profili penali, i volti ed i nomi di 1000 cittadini che non vogliono vivere con la finestra tappata perchè Assindustria ha deciso cosi.  “E’ una grande iniziativa politica, non giudiziaria: ci sarà un’altra partita successiva da giocare – annuncia Granata – lo stesso presidente della Regione Musumeci si è costituito parte civile nel processo contro la raffineria di Milazzo. Sono certo che si costituirà anche in questo procedimento. Tra i mille cittadini attivi c’è anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia, che ha firmato la petizione, segno del tempo che questa città sta cambiando davvero”.

Se Fabio Granata è l’ambientalista della destra, Fausto Consiglio, come già detto, è l’anima della sinistra nel movimento Oltre. Consiglio ricorda appena i due ultimi episodi tragici nella zona industriali, quelli più recenti e resi noti: l’incendio in un impianto alla portineria Nord domato, per fortuna, in pochissime ore senza danni nè feriti. Ed i soccorsi che ritardano al cancello della portineria sud per un operaio morto di infarto. Scattano due inchiestre da parte della Procura.

“A questo punto, c’è qualcosa che non funziona in tema di sicurezza nella zona industriale – dice Consiglio –. Si crei allora un consorzio pubblico che controlli l’attività dei privati al posto di quello aziendale. Inoltre, occorre organizzare un movimento contro i miasmi a livello regionale, coinvolgendo Gela e Milazzo dove esistono altre organizzazioni che stanno lottando contro la stessa problematica.

La politica è questa: è la partecipazione.- conclude l’assessore comunale Granata -. Altrimenti questa città non avrà speranza. E noi, su questa battaglia, vogliamo raccogliere un vero allarme sociale che deriva da un vero fastidio avvertito da migliaia di cittadini: la puzza da industria”.

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