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Siracusa| Home Restaurant, un valore in più per il Sud Est?

23 Gennaio 2017 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Home Restaurant, un valore in più per il Sud Est?
Attualità
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Si allarga l’offerta turistica anche nel siracusano con i ristoranti in casa, Marzana (M5S): “Accolta in Parlamento l’istanza di un fenomeno imprenditoriale che nasce dal basso. Ma bisogna attenersi alle regole: non superare mai la soglia di guadagno, 5 mila euro l’anno.

Ai ristoratori che pagano le tasse e suolo pubblico e rischiano negli investimenti l’idea non piace. Chi esercita la professione di ristoratore all’interno della sua abitazione verrebbe considerato competitor “sleale” sia perchè non adempirebbe alla stessa stregua agli obblighi col fisco, sia per una questione di igiene e di professionalità. Mentre storce il naso lo chef in cucina, si rallegrano dall’altra parte i cuochi “fai da te” che da tempo rincorrevano questo sogno che adesso diventa a tutti gli effetti intrapresa imprenditoriale da collocare nell’ambito dell’offerta turistica. Un po’ la vicenda ricorca gli albori del B&B. Ma ci sono limiti e regole da rispettare. “L’enogastronomia di qualità è una delle voci significative tra quelle che innalzano il valore dell’offerta turistica in Sicilia e in particolare nel Sud-est, ci identifica e ci differenzia  e al contempo trasforma questo settore in uno di quelli trainanti per lo sviluppo economico. Per questo l’approvazione alla Camera della proposta di legge sugli “Home Restaurant”, o “ristoranti casalinghi” proposta dal Movimento 5 Stelle è un’ottima opportunità per il territorio che apre a nuove occasioni per l’integrazione del reddito, nel rispetto della sicurezza alimentare e degli imprenditori della ristorazione”. Il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle Maria Marzana commenta così il fondamentale passaggio alla Camera per questa misura, unprimo tassello per riconoscere gli ‘Home Restaurant’ e fornire alla loro attività alcune regole essenziali in grado di tutelare tutti gli attori in causa, dai consumatori ai gestori dei ristoranti casalinghi fino al settore della ristorazione tradizionale, valorizzando i prodotti tipici locali, vere eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy. “Il testo unificato nato dalla proposta di legge del Movimento 5 Stelle – spiega Marzana – va a beneficio delle moltissime iniziative occasionali imprenditoriali che anche nel territorio siracusano hanno cominciato a muovere i primi passi nei mesi scorsi ed a tutela di coloro che sono rimasti a lungo in attesa di una definizione normativa della questione per potersi muovere nel pieno rispetto delle regole. Da qui – aggiunge Azzurra Cancelleri, prima firmataria della proposta – parte un percorso che va ulteriormente migliorato e tarato sulla base dei feedback provenienti da consumatori e operatori del settore, proprio com’è accaduto con la genesi della proposta di legge del M5S, che non ha fatto altro che accogliere e portare in Parlamento le istanze di un fenomeno imprenditoriale nato dal basso avvalendosi poi di quanto riportato nelle audizioni dai vari soggetti interessati.Occorre trovare la giusta sintesi per fare in modo che le regole introdotte difendano gli interessi di consumatori e gestori senza sconfinare in una nuova burocrazia soffocante”. Il provvedimento definisce finalmente le modalità per lo svolgimento delle attività di “home restaurant” stabilendo le possibilità e i limiti per l’utilizzo delle strutture abitative. Tra queste regole, è stato previsto un massimo di 500 coperti per anno solare, un guadagno non superiore a 5mila euro annui, l’uso di piattaforme digitali per l’organizzazione e prenotazione di eventi gastronomici, i requisiti igienico sanitari a tutela del consumatore, la priorità ad ingredienti a Km 0 in grado di favorire un’alimentazione sostenibile e valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali. “Sappiamo – conclude Marzana – come questa attività negli ultimi tempi sia cresciuta fortemente e quanto sia perciò necessario e giusto che venga regolarizzata, ci auguriamo anche che questa legge possa assolvere allo scopo di valorizzare la cultura del cibo tradizionale e di qualità, cosa più che mai importante in un territorio che unisce così fortemente le vocazioni turistica ed enogastronomica come la Sicilia”.

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