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Siracusa| I 45 anni dell’Avis, emozione e suggestione alle latomie dei cappuccini

Siracusa| I 45 anni dell’Avis, emozione e suggestione alle latomie dei cappuccini
Spettacolo
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La solidarietà è stato il tema dominante. E l’emozione un sentimento che ha accompagnato protagonisti e partecipanti in occasione delle celebrazioni dei 45 anni dell’Avis, il cui evento – inserito nei festeggiamenti per i 2750 anni di Siracusa – si è svolto alle Latomie dei Cappuccini.

Emozione che è stata propria soprattutto nella voce di Nello Moncada, presidente comunale Avis, che ha aperto gli interventi leggendo “Itaca”, poesia di Costantino Kavafis scritta nel lontano 1911 la quale simboleggia l’origine, la ragione e al tempo stesso la meta del lungo viaggio, simile a quello del leggendario Ulisse, che ogni uomo fa, attraverso la vita. “E l’Avis è la vita, vissuta appunto attraverso un lungo viaggio, come quello a cui sono costretti tanti immigrati che arrivano da noi proprio in cerca di vita, di pace, di fratellanza. Ecco perché il nostro motto è diventato ‘Un solo mondo, tanti popoli, un unico colore di sangue’. Affinché la donazione non sia solo un atto quasi dovuto ma il sapersi donare agli altri”.

L’applauso commosso del conduttore della serata Mimmo Contestabile e dei numerosi partecipanti ha quasi rotto il ghiaccio per quella che è poi stata a tutti gli effetti la festa del donatore. Sono infatti saliti sul palco, al termine degli interventi istituzionali, i donatori che hanno superato le 50 donazioni, due dei quali che sono addirittura andati oltre: Luciano Manzella con oltre 100, ha ricevuto la medaglia d’oro con smeraldo, Giuseppe Gibilisco che ha raggiunto le 100, con la medaglia d’oro con rubino.

Una serata talmente importante per la quale non sono mancate le testimonianze del primo cittadino Giancarlo Garozzo e del prefetto Giuseppe Castaldo, così come del presidente regionale Avis, Salvo Mandarà (che ha sottolineato come oggi l’Avis siracusana sia sempre più punto di riferimento anche perché la seconda provincia regionale in fatto di numeri), di Dario Genovese, direttore del Centro trasfusionale all’Umberto I (si è parlato di diritto di cittadinanza alla luce del fatto che alla Camera si è tornati a discutere di Ius Soli), di Marcello Romano, direttore sanitario Avis Sicilia, di Maurizio Gatto, vicepresidente vicario regionale dell’Avis, di Pucci Piccione presidente del comitato dei festeggiamenti di Siracusa 2750 e di Prospero Dente, segretario provinciale dell’Assostampa. Sul palco, insieme con il giornalista siracusano, anche il collega Gaspare Urso, che ha raccontato il perché si è votati alla donazione attraverso esperienze personali di vita. Anche questo è stato un momento toccante perché legato alla storia degli sbarchi del 2013 (la prima vera emergenza a Siracusa), per un tema, quello dell’immigrazione, che è stato poi il leit motiv conclusivo della serata con lo spettacolo Anastasios Avis (in questo caso l’acronimo Avis è stato coniato per “Antico viaggiatore immigrato a Siracusa”), con 26 migranti (ospiti delle cooperative sociali Arcobaleno, Il Sole, Iris e Passwork) che si sono cimentati in un laboratorio teatrale grazie alla regia di Marco Andriolo e la partecipazione di Galatea Ranzi, con testi di Ginevra Mannucci e la collaborazione di Carlo Vitiello e Robert Fortuna.

Nell’ambito di questi festeggiamenti, infine, il 19 e 20 giugno all’Antico Mercato si svolgeranno altri due spettacoli con laboratori teatrali che rappresenteranno sempre un inno alla vita e dunque alla gioia.

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