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Siracusa | Ias e bilancio, Vinciullo: «Il legittimo proprietario è l’ex Consorzio Asi»

1 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Ias e bilancio, Vinciullo: «Il legittimo proprietario è l’ex Consorzio Asi»
Attualità
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Dopo la mancata approvazione del bilancio, l’ex parlamentare regionale chiede la riconvocazione dell’assemblea dei soci con il legittimo proprietario dell’Ias.

«Si riconvochi il cda e l’assemblea». «Come purtroppo avevamo preannunciato, l’assemblea dei soci dell’Ias non ha approvato il bilancio. Di conseguenza, il presidente della società convochi immediatamente il consiglio di amministrazione per evitare inutili furbizie e inutili e pericolose scorciatoie». Lo dichiara l’ex parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo a margine della mancata approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci dell’Industria Acqua Siracusana. «A sua volta – prosegue Vinciullo – il consiglio di amministrazione convochi senza perdere tempo e senza ulteriore indugio l’assemblea dei soci, in modo che la stessa possa deliberare, sempre con la stessa urgenza, sull’approvazione o meno del bilancio. Nel convocare l’assemblea dei soci, si faccia però attenzione a convocare i veri soci della società e non soci a caso, come è avvenuto fino adesso, per evitare errori, furbizie e scorciatoie».

«Il proprietario è l’ex Consorzio Asi». «Ricordo che proprietario delle azioni e quindi della società – prosegue Vinciullo – è l’ex Consorzio Asi di Siracusa e non l’Irsap di Palermo. Per questa ragione, fin da adesso ritengo utile che venga fatto il definitivo accertamento sulla reale detenzione delle azioni. Ricordo che, dopo una mia nota del 29 dicembre dell’anno scorso, il 4 gennaio il dirigente generale dell’assessorato delle Attività Produttive annullò un suo precedente decreto con il quale le azioni dell’Ias erano passate all’Irsap, e ribadì quello che io ho sempre detto e cioè che è l’ex Consorzio Asi di Siracusa, che possiede il 65.5% delle azioni, e non l’Irsap di Palermo, il detentore maggioritario delle azioni Ias. Bisogna fare presto, non bisogna perdere tempo, perché è a rischio una struttura che garantisce livelli di protezione ambientale sicuramente importanti, di cui la provincia di Siracusa ha estremo bisogno. Bisogna fare presto anche per la conservazione dei posti di lavoro dei dipendenti».

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