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Siracusa| Il 31 si decide sulla morte di Stefano Biondo

24 Gennaio 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Il 31 si decide sulla morte di Stefano Biondo
Cronaca
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Si avvicina il giorno della verità per la famiglia di Stefano Biondo, il giovane disabile morto all’interno di una casa di cura. Si terrà in tribunale l’udienza conclusiva del processo che da anni viene seguita anche dai media nazionali. La sorella Rossana: ” I disabili non sono cittadini di serie B”.

Finalmente il 31 gennaio si terrà l’udienza conclusiva per il caso Stefano Biondo. C’è una sorella, una famiglia, l’associazione Astrea (dal nome della figura mitologica della giustizia) in memoria di Stefano Biondo, una comunità, che spera che venga fatta giustizia, e dal quel fatidico 25 gennaio 2011, sette anni, combatte, convivendo con l’amaro rimpianto legato ad una perdita irrimediabile.

<Mio fratello Stefano Biondo – dice Rossana La Monica, presidente dell’associazione – ci fu strappato via, da chi lo avrebbe dovuto assistere e curare. Sette anni di lotte tra richieste di archiviazione e innumerevoli rinvii, adesso finalmente Il 31 gennaio si terrà l’udienza conclusiva. Stefano, un“bambino” che aveva già sofferto per via di una natura beffarda ora non c’è più. E’ stato chiuso dentro una bara da un mondo che non si ferma davanti a niente. Da un mondo convulsivo che corre senza badare a chi, come Stefano, ha bisogno di cure.

“Mio fratello era un ragazzo buono, dolce e affettuoso, bellissimo, molto legato alla sua famiglia, amava le feste, le moto, i treni, i gelati, il mare. Stefano era un giovane sanissimo dal punto di vista fisico, i suoi esami di laboratorio del 19/01/2011 avevano tutti i valori nella norma, appena 6 giorni prima di questa crisi e del suo tragico epilogo.

“Quello che è avvenuto a Stefano è avvenuto anche in altri casi, innumerevoli sono le persone che durante un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) vengono soffocati e uccisi da manovre di contenimento errate. È ora di dire basta a queste barbarie – conclude La Monica – e far si che caso come questo non accadano più. I disabili non sono cittadini di serie B, la morte di un disabile non è anch’essa una morte di serie B>! 

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