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Siracusa| Il 4 al Vasquez “Due gocce di veleno”

Siracusa| Il 4 al Vasquez “Due gocce di veleno”
Spettacolo
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Venerdi 4 alle 21 al Teatro Vasquez spettacolo teatrale tratto dal romanzo “La Siciliana” di Maricla Di Dio Morgano, Giambra editori. Regia Tatiana Alescio con Alessandro Romano, Tatiana Alescio, Nunzio Bonadonna, Mary Accolla, Giuseppe Orto.

La presentazione della prima del 4 maggio al Vasquez di Siracusa è stata annunciata in anticipo qualche settimana fa al “Garibaldi” di Avola dove Tatiana Alescio, regista e attrice protagonista di “Due gocce di veleno” è anche direttore artistico. Un tè fra amiche in un ambiente suggestivo per parlare di violenza di genere, di uomini -orchi, di figli innocenti, spesso immolati, di tutela e sistema giudizario rispetto al contrasto del fenomeno diffuso. Con Tatiana Alescio, ospiti di tutto rilievo: l’autrice del libro La Siciliana, da cui è stato tratto il plot teatrale, Maricla Di Dio Morgano, la psicologa Aurelia Spagnolo Lobb e il magistrato Giuy Storaci. 
Va condannata o compresa per l’estremo gesto Rosaria, la siciliana? Il verdetto al pubblico, il 4 maggio al Vasquez con la prima dello spettacolo teatrale  che narra di una donna, in terra di Sicilia, bella, aspra e selvaggia. La vita le ha donato l’amore prendendosi in cambio tutto di lei.  Ama Saro e da Saro è riamata, ma poi quell’incidente… e tutto cambia. Ora dorme accanto ad un “mezzo uomo”, svanisce il sogno di avere figli, la sua carne privata d’ogni piacere… ed è ancora così giovane! Certo, c’è quell’altro che da sempre muore per lei. Ma no, un solo uomo sa e vuole amare e di un solo uomo è, di Saro; ma di Saro non potrà più essere.

Allora quell’altro se la prende, sì, come si prende una cosa, e lei, dura come una roccia, si riscopre fragile nella forza e… vulnerabile? No, non vacilla Rosaria neanche davanti al figlio che aspetta. Non è di Saro, non è dunque neanche figlio suo. Ma il Signore ha deciso così e adesso è già madre di Melo. Non sa amarlo questo figlio, non le riesce. Saro sì, invece, lui che sa di non essere il padre lo accudisce, lo cresce, lo ama. “Figlio di una bestia è, a nulla serviranno le tue carezze” gli rammenta sovente Rosaria, “una madre certe cose le sente”. Ma Saro non l’ascolta e lo culla, e lo bacia più forte, e gli canta dolci nenie come una madre, anche per la madre che Rosaria non vuole essere.

E Melo cresce, si fa uomo e bestia, bestia feroce più di suo padre. Non lo ha mai amato Rosaria, è forse anche per questo oggi Melo è quello che è. Che colpa ne aveva, povero picciriddu?… Un finale inaspettato: tutti vittime, tutti carnefici. Un crescendo di colpi di scena, una trama potente e provocatoria. Questa è la storia di Rosaria, la siciliana.
Una storia che emoziona e che pone non pochi interrogativi. E da cui è stato realizzato un corto abbastanza convincente, al punto da prospettare una nuova avventura professionale per la regista Tatiana Alescio.
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