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Siracusa| Il dissesto è la vera panacea per l’ex Provincia?

Siracusa| Il dissesto è la vera panacea per l’ex Provincia?
Cronaca
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Perchè non è stato dichiarato prima lo stato di crisi? Alza le spalle il commissario Floreno che stamattina ha confermato alla stampa il grosso buco finanziario da quasi 200 milioni di euro. Qualcosa non ha funzionato negli ultimi 15 anni. Chi ha perseverato? Frattanto, nel cortile di via Roma, rabbia e disperazione di Siracusa Risorse.

Confermato il buco di quasi 200 milioni per l’ex Provincia di Siracusa a cui la classifica regionale degli enti più disastrati rifila una bella maglia nera. Confermato anche l’arrivo di tre commissari ministeriali non appena verranno espletate tutte le procedure del caso, non prima di dicembre. Cosi il commissario Carmela Floreno ha riferito alla stampa stamattina lo stato dell’arte della situazione finanziaria dell’ente di Via Roma, che non è sicuramente delle migliori rispetto agli enti di Ragusa, Messina o Enna.

Qualcosa, a Siracusa, non ha funzionato negli ultimi 15, 20 anni. I più informati, i tecnici della materia, avrebbero riferito di un grosso “vulnus” economico subito dopo il presidente Mario Cavallaro. Qualcosa nella gestione successiva non avrebbe funzionato come doveva. Ma sin qui solo ipotesi e voci di corridoio. Saranno i revisori dei conti e la stessa Corte dei Conti a scandagliare cifre e rendiconti, ad indagare sul motivo (e se lo chiedono tutti) del perseverare nell’accumulare debiti dopo debiti a dispetto di una crisi già annunciata.

180 milioni di euro. Un ammanco che fa ribbrividire soprattutto i dipendenti dell’ente e di Siracusa Risorse che attendevano nel cortile gli esiti dell’incontro sul destino della partecipata della ex Provincia. Un triste destino per l’ente provinciale a cui il governatore Crocetta decise con un colpo lesto di staccare l’ossigeno dopo aver riposto la pratica nel cassetto delle “spese inutili”. Con Nello Musumeci si parla adesso di crisi e di rinascita delle Province per le quali gli elettori sarebbero stati chiamati al voto in autunno.

Svariati i tentativi di salvare il moribondo Libero Consorzio Comunale dal default. Come la vendita dei beni di famiglia (fra tutti l’ex cinema Verga che rimane dopo un lustro ancora chiuso). Mentre cresce il malcontento dei sindacati, specie della Cgil, per essersi sentiti esclusi dalle trattative in virtù del destino occupazionale di centinaia di dipendenti che restano nell’oblio e senza stipendio.

Perchè non è stato dichiarato il dissesto prima? Il commissario Floreno non sa rispondere: “Chiedetelo a chi mi ha preceduto”. E si parla di “volontà politica” che è stata assente e poco efficace, sorda innanzi alle istanze dei dipendenti, di fornitori e committenti per i servizi pubblici fondamentali come scuola, viabilità, ambiente. Ma dichiarare il default sarà davvero la panacea? Il dibattito, nonostante tutto, è ancora aperto. (Nella foto di Carlo Nicastro il commissario Carmela Floreno, segretario generale Alberto D’Arrigo ed il ragionere capo, Antonio Cappuccio).

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