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Siracusa| Il FAI racconta Villa Politi, dalle Latomie al Convento

11 Ottobre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Il FAI racconta Villa Politi, dalle Latomie al Convento
Cultura
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Sabato e domenica, dalle 10 alle 17, il FAI dà appuntamento ai siracusani al Grand Hotel Villa Politi per rispolverare i fasti del Grand Tour e della Bella Epoque con una mostra allestita in sala Churchill. Visite guidate anche al giardino, alle latomie e al Convento dei Cappuccini. Solo per i tesserati la chicca delle cellette dei frati e il racconto della vita monastica in luogo mai visto ed inesplorato.

Sarebbe stato troppo scontato fare un giro in Ortigia e cosi il Fai invita i siracusani a Villa Politi, alle Latomie dei Cappuccini, nel giardino storico, riservando anche qualche chicca finale con la visita in quei luoghi inediti del Convento, il refettorio, la cucina. Sabato e domenica, per le giornate d’autunno del FAI, ma solo per chi si tessererà, ci saranno altre sorprese da scoprire: le cellette dei frati Cappuccini, per esempio, e tutti quelle aree in cui è stato sempre vietato l’ingresso.

Sulla spinta dell’ottima sinergia tra FAI,  assessorato alla Cultura, il parroco dei Cappuccini, padre Francesco, ed i proprietari del Grand Hotel Villa Politi, la famiglia Carpenzano, si apre per la prima volta una struttura “privata” e, allo stesso tempo, di pubblica fruizione internazionale. “Oggi è veramente un piacere aprire alla città la nostra struttura alberghiera già vissuta dai viaggiatori di tutto il mondo, – ha commentato uno dei proprietari, Andrea Carpenzano –  spesso accade di scoprire che Villa Politi sia molto più conosciuta in Americana che dagli stessi siracusani. Grazie al FAI sabato e domenica si potrà entrare in un’area meno frequentata, ovvero la latomia dove si erge la struttura ricettiva”.

“Non potevamo mancare a questo appuntamento con il FAI – ha detto a sua volta il direttore del Grand Hotel Villa Politi, Carmelo Cannizzaro – del resto, il nostro brand si basa da sempre sull’accoglienza. Abbiamo potuto ricongiungere il passato al presente e presentarlo a tutte le persone che vogliono vivere le magie di questi spazi”.

in allestimento la mostra del FAI sulla Belle Epoque

“Lo spirito del FAI è sempre encomiabile – esordisce l’assessore Granata – ho sempre collaborato con l’Associazione regionale, ricordo quando inaugurammo con la presidente storica, la signora Crespi, una pagina importante: la concessione piena dei giardini della Kolymbethra all’interno della Valle dei Templi. Sembravano un’appendice inutile di tutta l’area archeologica, ed invece, grazie al Fai, quei giardini divennero ben altro. Con lo stesso spirito, oggi il FAI di Siracusa apre la stagione d’autunno con Villa Politi e come ammininistrazione comunale, dopo aver puntato su Villa Reimann, ora accendiamo i riflettori su questo Albergo del vero Grand Tour e che ci fa riscoprire le racidi dell’antica Grecia”.

“Come amministrazione siamo portatori dell’istituzione del Parco Archeologico e ritengo che quest’area sia parimenti interessante alla bellezza della Neapolis. Elemento molto significativo è la consapevolezza del fatto che ad attirare flussi turistici non servano solo eventi culturali. A mio parere, – ha detto Granata – gli eventi risultano motore di attrazione per pervenire ad una vera riappropriazione dei luoghi da parte degli stessi siracusani. Tutto intorno a Villa Politi è area da tutelare, con le sue ville ed i suoi giardini. Come è impensabile che la Sovrintendenza non intervenga sulle ville stile liberty di via Riviera Dioniso il Grande o di via Arsenale che rischiano seriamente di sgretolarsi”.

Non si poteva, a questo punto, parlare di turismo alternativo rispetto a quello canonico che si riversa in Ortigia. Tocca cosi al direttore di Villa Politi, Carmelo Cannizzaro, lanciare una sfida: “Creare un brand sotto cui riunire tutti gli alberghi del Parco archeologico Neapolis che contraddistingua gli hotel fuori dal centro storico dove, purtroppo, sono incentrati tutti i flussi turistici. Lancio l’invito, più che altro, agli albergatori, ai proprietari delle strutture ricettive che insistono su questo versante”.

Una idea sposata in pieno e subito dall’amministrazione comunale. Cosi come dal FAI che, nelle passate edizioni tese alla promozione dei luoghi storici cittadini, è riuscito a spostare l’asse dell’attenzione da Ortigia a quei siti oltre “i ponti”. “L’impegno del FAI è quello di salvaguardare e portare in auge le bellezze storiche della città – ha ribadito Sergio Cilea – cosi come è successo col Teatro Comunale quando fummo il pungolo dell’allora sindaco Roberto Visentin al quale siamo stati addosso per sei mesi. Alla fine abbiamo avuto la gioia di vedere il Teatro aperto”.

Il FAI assicura che presto ritornerà a lanciare il grido di allarme anche per il vecchio Carcere Borbonico in Ortigia, già metà di altre iniziative promozionali. Intanto, sabato e domenica visite guidate ininterrottamente dalla mattina al pomeriggio sino alle 17. La chicca? Già detto, gli ambienti privati del Convento. Ma solo per tesserati FAI.  (r.t.)

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