breaking news

Siracusa| Il Gattopardo, conversazione con Lanza Tomasi

23 Ottobre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Il Gattopardo, conversazione con Lanza Tomasi
Cultura
'
0

“Il Gattopardo: il racconto, il mito”. Conversazione con Gioacchino Lanza Tomasi.  Sabato 27 ottobre, ore 18.30, Teatro comunale

Con questa conversazione Siracusa rende omaggio a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e alla grandezza del “Gattopardo” nel 60esimo della sua pubblicazione. Quello di sabato, al netto delle polemiche di questi giorni tra Gioacchino Lanza Tomasi e la Feltrinelli, è uno dei più importanti appuntamenti culturale dell’anno”: lo ha detto nel suo intervento il sindaco Francesco Italia, aprendo la conferenza stampa di presentazione della conversazione con Gioacchino Lanza Tomasi, in programma sabato 27 ottobre, alle 18.30, al Teatro comunale. “Una conferma- ha aggiunto il Sindaco- della grande vivacità culturale che sta vivendo la città”.

Con Italia anche l’assessore alle Politiche culturali, Fabio Granata, e Sergio Cilea,  capo delegazione FAI di Siracusa, l’associazione che ha organizzato l’evento con il patrocinio del Comune. E la polemica tra il figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi e la casa editrice Feltrinelli, che nel 1958 diede alle stampa il romanzo e che adesso non intende celebrare la ricorrenza, è stato uno degli aspetti toccati dall’assessore Granata: “Quello successo in questi giorni offre una ribalta nazionale ad un evento che Siracusa aveva pensato per uno degli scrittori più importanti del secolo scorso.

E’ un onore che sia toccato alla nostra città celebrare il 60esimo di un romanzo che ha segnato una pietra miliare della letteratura del ‘900 per la sua capacità di intercettare stati d’animo e modi di essere che disegnano un ritratto antropologico non solo siciliano ma universale. La città riaccende su di se i fari della cultura nazionale celebrando un autore ed un’opera che è stata tradotta in tutte le lingue del mondo e che nel 1958, a pochi giorni dalla sua pubblicazione, aveva venduto già 800mila copie”.

Sessanta anni fa nel 1958 per l’editore Feltrinelli appariva il romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, considerato tra i dieci migliori romanzi storici di tutti i tempi e l’omonimo film presentato nelle sale cinematografiche nel 1963, inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare.

“Bisogna però ricordare che la società letteraria dell’epoca fu incapace di cogliere immediatamente l’enigmatica raffinatezza del testo,- riferisce Sergio Cilea, capo delegazione Fai Siracusa – stranezza che lo fece diventare un casus belli della cultura siciliana. Un romanzo che sin dall’incipit parlava della fine; Nunc et in hora mortis nostrae, la fine di un Regno, la fine di un’epoca, la fine di uomini che avevano fatto la storia di Sicilia. E la fine resta il filo conduttore del romanzo che sotto l’apparente indifferenza del Principe di Salina che sente la fine di un’epoca, della sua epoca, conduce il lettore attraverso la perdita della secolare onnipotenza della nobiltà siciliana per lasciare spazio a quella che sarà la nuova borghesia Italiana”.

Il romanzo, che si cela dietro una struttura narrativa ottocentesca, racconta invece con incredibile attualità i profondi cambiamenti epocali che accompagnano la vita di ogni uomo. Chiaro riferimento questo ad un neologismo ereditato dal romanzo, il Gattopardismo. Il termine è collegato ad una frase pronunciata da  Tancredi , e non dal Principe di Salina come viene comunemente creduto, «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» riferito all’atteggiamento (tradizionalmente definito come trasformismo) proprio di chi, avendo fatto parte del ceto dominante o agiato in un precedente regime, si adatta a un nuova situazione politica, sociale o economica, simulando d’esserne promotore o fautore, per poter conservare il proprio potere e i privilegi della propria classe.

Ma aldilà dello studio testuale e dei suoi significati intrinseci il Gattopardo è un romanzo che ha affascinato il mondo, un romanzo che è stato tradotto in tutte le lingue dei 5 continenti e che propone con garbo, raffinatezza ed eleganza un’immagine reale ed affascinante della Sicilia.

“Ricordare oggi i sessant’anni del Libro di Tomasi di Lampedusa significa quindi celebrare un romanzo che ha diffuso la cultura siciliana nel mondo, – ha infine aggiunto Cilea – una cultura romanticamente positiva e che non risponde minimamente ai tradizionali stereotipi con cui viene percepita la Sicilia nell’immaginario collettivo universale, la mafia”.

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com